lunedì 20 febbraio 2012

Il web è il 2% del nostro PIL.


Il web è ormai il 2% del nostro Pil 
 Un'industria con tassi di crescita del 18% annuo. Anche se la bulimia dei prodotti tecnologici a cui ci ha abituati il consumismo 2.0 ci trasmette l'idea di un settore più che altro merceologico, l'economia digitale ha ormai uno status nobile di cui vale la pena interessarsi. Secondo le più recenti analisi di McKinsey l'industria del web in Italia rappresenta ormai il 2% del Pil, cioè oltre 30 miliardi di euro, e si stima un solido 4% entro il 2015. Oggi l'Agricoltura rappresenta il 2,63% del Pil (dati Istat).

Se verranno rispettate le condizioni migliori prospettate dal rapporto Bcg tra il 2009 e il 2015 il tasso di crescita del settore in Italia potrebbe essere del 18% annuo. Il fenomeno sarà spinto anche dalla crisi visto che il paradigma del web è: maggiori tassi di crescita con meno investimenti. Nei Paesi del G8 oltre a Cina, India, Brasile, Svezia e Corea del Sud (70% dell'economia mondiale), Internet ha prodotto, nel 2009, 1.376 miliardi di dollari. Non è un caso che ormai il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, passi più tempo con il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che con la dinastia Ford. Che piaccia o no, il futuro sarà anche, in parte, digitale.
Sono molte le domande che bisogna farsi :
L’attuale governo, seppur personalmente auspicabile anche per la prossima legislatura, è generazionalmente in grado di supportare questa crescita?
Non serve qualcuno che sappia dialogare con il mondo delle start up on line?
Il management del nostro paese, seppur personalmente rispettabile, non è troppo geriatrico per affrontare questa rivoluzione?
Noi italiani, rallentati dal nostro benessere, sapremo cogliere queste opportunità?  

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