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lunedì 20 febbraio 2017
lunedì 9 gennaio 2017
mercoledì 4 gennaio 2017
mercoledì 13 gennaio 2016
Destagionalizzazione ...
Oggi in Italia, per effetto della concentrazione delle chiusure scolastiche e delle ferie (negli altri paesi non è così), gli Italiani vanno in vacanza nel 80% - 85% solo in Estate (40-45% Agosto, 10%-15% Luglio, 10% Giugno e 10% Luglio). Ciò riduce la competizione tra albergatori e riduce i conseguenti investimenti.
Un hotel ha utili se è pieno al 50% . Se è a
gestione famigliare deve avere almeno il 30% di riempimento … se è al di sotto
di queste percentuali un hotel perde sicuramente soldi.
Se un hotel è pieno solo in certi periodi … in questi
periodi un hotel è + caro. E’ normale deve recuperare quanto ha perso negli altri
periodi.
Se un hotel è pieno solo in certi periodi, che sono
gli stessi dei suoi competitor, non ha interesse a investire nella sua
struttura, in quanto si riempie solo in quei periodi a prescindere dal suo valore
competitivo.
Siete mai entrati in un ristorante, un bar, un
cinema vuoto e Vi siete domandati se quel locale si pagava la serata o se era
meglio che rimanesse chiuso? La risposta è che probabilmente quella serata non
se la paga … ma se rimane chiuso tutte le sere che non si paga difficilmente si
riempirà le serate buone … in quanto in pochissimi saranno a conoscenza
del suo locale.
Alla luce di questa semplicistica spiegazione capirete
che destagionalizzare è importante :
•
Aumenta
investimenti …
•
Aumenta
competitività
•
Aumenta
ricettibilità
•
Continuità di
servizio
Da quando faccio questo lavoro mi sento dire che un
hotel per destagionalizzare deve puntare sui mercati esteri … ma la cruda verità
è che per proporsi sui mercati esteri è necessario essere competitivi … avere
certi standard qualitativi che si realizzano se stai destagionalizzando.
"E' un gatto che si mangia la coda"?
Ma il vero problema è invece un altro. Ipotiziamo
pertanto che l’imprenditore alberghiero abbia investito (fatto)…. sia
commercialmente bravissimo e si sia quindi posizionato sul mercato estero
(fatto) … abbia prenotazioni di interi pulmann di stranieri per il suo hotel
(fatto), ma ristoranti, locali, bar, musei, teatri, cinema e negozi sono
tutti chiusi (successo) …. quale sarà il valore del suo investimento. In altre
parole anche se gli stranieri bastassero a raggiungere i riempimenti del 50% -
30% necessari a soddisfare i budget di destagionalizzazione (fatto di per sé già molto difficile), questi non
basterebbero mai per sostenere l’economia della località turistica e questo
investimento sarebbe pertanto annullato dall’insoddisfazione del cliente e
dalla frustrazione di non avere portato ricchezza ai concittadini.
Alla luce di questi ragionamenti a cui la maggior
parte delle destinazioni si sono già adeguati la destagionalizzazione deve
partire dal mercato interno … in quanto quello è imprescindibile per la
creazione di uno “zoccolo duro” di presenze sufficiente a garantire l’apertura
delle attività locali, la loro redditività e quella dei propri alberghi.
Destagionalizzare non significa aumentare le
vacanze degli Italiani, bensì gestirle in maniera strategica.
Il Black Out di Agosto non è più giustificato.
Certe attività devono garantire una continuità di servizio e di produzione ...
forse che questo farebbe bene anche a creare nuova occupazione?
Le vacanze estive scolastiche di tre mesi, che
tanto complicano la logistica e i budget delle famiglie, dovrebbero
gradualmente ridursi, ciò permetterebbe di recuperare dei giorni di vacanza da
distribuire nel resto del anno.
Se ridurre i tre mesi dovesse trovare delle
resistenze in ogni caso sarebbe bene differenziarle in maniera locale.
Ipotiziamo pertanto di ridurle di 15 giorni e
differenziarle tra Sud ( 1 giugno – 15 agosto) – Nord (15 giugno – 30 agosto) –
Centro (1 luglio – 15 settembre) … (I miei sono chiaramente solo degli esempi
senza base analitica).
E’ evidente che malgrado la riduzione di 15 giorni Vi
sarebbe maggiore copertura stagionale!
Vi siete poi mai domandati come mai in molti paesi
quando c’è una festività che cade in un week end si aggiunge sempre il lunedi o
il venerdi senza affidarsi alla casualità del calendario … o come mai il giorno del ringraziamento negli Stati Uniti cade sempre ultimo giovedi
di novembre (permettendo così il ponte e il Black Friday).
Non pensate che i 15 giorni recuperati dalle
vacanze Estive potrebbero essere ridistribuiti creando più ponti e festività
funzionali alla destagionalizzazione di corto raggio.
Al sud si potrebbe festeggiare lo sbarco dei Mille
(11 maggio), al nord le 5 giornate di Milano (18 – 22 marzo) e al centro
l’incontro di Teano (26 ottobre) … (anche questi sono chiaramente solo degli
esempi senza base analitica) e questi nuovi ponti potrebbero coincidere o
essere a ridosso delle periodi di vacanza degli stranieri.
Insomma questi sono esempi semplicistici e al limite della provocazione (in quanto pensati in questa mezz’ora). Danno però l’idea
di cosa si potrebbe fare per allungare le stagionalità delle località
turistiche … il fatto per me prioritario é che in ogni caso rimango convinto che se tutto fosse gestito con una
logica e finalità strategica si potrebbe migliorare qualitativamente e quantitativamente l’intera offerta
turistica italiana, migliorando i risultati di questo settore che già di per sé rappresenta il 10% del PIL ..... e il cui indotto è incalcolabile e probabilmente solo parzialmente sfruttato sia in termini di shopping locale che di export.
martedì 27 ottobre 2015
La ricerca "Viaggio in Italia" by FONDAZIONE - ITALIA PATRIA della BELLEZZA.
Ieri sono stato invitato presso lo spazio Panorama in piazza Gae
Aulenti a Milano dalla Fondazione ITALIA – PATRIA della BELLEZZA ad una
conferenza in cui sono stati presentati i risultati della ricerca Viaggio in Italia. Lo studio,
realizzato dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza in collaborazione
con GFK …. che non è altro che una ricerca qualitativa dell’esperienza
vissuta nel nostro Paese da 5000 visitatori di 3 continenti.
Molte cose mi hanno colpito di quest’evento.
In primo luogo la qualità di tutto il progetto. In secondo luogo
gli illustri fondatori e membri del CDA di questa fondazione (Maurizio di
Robillant, Edoardo Andreoli, Paolo Anselmi, Marco Fanfani, Matteo Farneti,
Andrea Illy, Giovanni Lanzone e Diego Visconti) che non provengono dal turismo.
In terzo luogo l’opportuna umiltà con cui trattano i temi
puramente turistici. Fanno infatti semplicemente notare che proprio le regioni
che sono meno frequentate dal turismo internazionale risultano avere maggiore
gradimento tra i visitatori stranieri, dimostrando in maniera molto semplice il
reale potenziale inespresso del turismo per il nostro paese.
La cosa che però è a loro ben chiara è il valore strategico del
turismo per l’Italia e la sua economia. Questo infatti trascende per loro il 7-10%
di PIL normalmente associato al settore, ma è rappresentato dal valore
strategico che riveste per export degli altri settori.
In parole semplici mostrano quanto nei visitatori stranieri del bel paese salga la propensione nel acquisto di prodotti made in italy (Alimentari, vini, abbigliamento, accessori, automobilistico ecc.) sia durante che dopo il soggiorno in Italia. Ciò, come tante volte da me sostenuto, rende il turismo il settore più strategico della nostra economia.
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martedì 3 marzo 2015
Analisi del prodotto Italia ReisenPlatz
ReisenPlatz è l'azienda austriaca che gestisco per
il mercato italiano. Il mio ruolo é di natura commerciale, marketing e parzialmente gestionale, ma l'azienda mi ha richiesto di sviluppare anche il prodotto sulla penisola.
Per capirne l’effettivo potenziale
ho quindi strutturato un’analisi e sono rimasto piacevolmente stupito dei
risultati raggiunti dal team ReisenPlatz. Sono infatti più di sedicimila i
contratti hotels e più di diecimila gli hotels unici italiani oggi in
piattaforma.
L’Italia è una destinazione
territorialmente frastagliata ed è pertanto strategicamente prioritario avere
una copertura logistica di tutta la penisola. Sono pertanto più di 1.500 le
località italiane oggi con copertura alberghiera. L’offerta é distribuita in
maniera equilibrata tra le diverse aree (NORD 35%, Centro 37%, SUD 15%, Sicilia
8% e Sardegna 5%) della penisola.
La cosa interessante è che
anche se abbiamo una proposta turistica molto complòeta, non abbiamo in realtà ancora
concluso i nostri investimenti di prodotto. In base alle nostre proiezioni
arriveremo presto a 20.000 contratti hotels, a 12.000 hotels unici e grazie
alla piattaforma DMC.ReisenPlatz a più di 800 hotels in contrattazione diretta.
Il motivo per cui lo pubblico sul BLOG è in quanto sono convinto che tutto ciò abbia un potenziale enorme per il turismo e quindi per economia italiana. Il potenziale oltre che nella copertura di prodotto ... è soprattutto nella piattaforma tecnologica e webservice su cui è sviluppato che permette di essere implementato nei modi più svariati praticamente in qualunque sito e piattaforma tecnologica sia tramite webservice che white label (iframe).
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