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venerdì 23 giugno 2017
domenica 15 dicembre 2013
Ecommerce : primi dati ufficiali sul 2013
In base alle ricerche del politecnico di Milano e-commerce ha raggiunto nel 2013 un giro d’affari superiore ai 10 miliardi di euro. I web shopper sono passati in un anno da 12 a 14 milioni, pari al 50% degli utenti online,
La spesa media annua rilevata pro-capite è di 490 euro nelle assicurazioni, 280 nel turismo, 240 nell’informatica ed elettronica di consumo, 195 nell’abbigliamento, 125 nei beni alimentari, e poco più di 40 nell’editoria.
Gli italiani acquistano sempre più con il mobile commerce, gli acquisti tramite smartphone via APP sono cresciuti del 255% negli ultimi mesi e, unitamente alle transazioni effettuate via tablet, conquistando quest’anno il 12% del mercato digitale.
La spesa media annua rilevata pro-capite è di 490 euro nelle assicurazioni, 280 nel turismo, 240 nell’informatica ed elettronica di consumo, 195 nell’abbigliamento, 125 nei beni alimentari, e poco più di 40 nell’editoria.
Gli italiani acquistano sempre più con il mobile commerce, gli acquisti tramite smartphone via APP sono cresciuti del 255% negli ultimi mesi e, unitamente alle transazioni effettuate via tablet, conquistando quest’anno il 12% del mercato digitale.
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lunedì 18 novembre 2013
Artigianato sempre più digitale
Il negozio (virtuale) del piccolo produttore non si deve perdere nel mare magnum di Amazon o eBay, ma alzare la saracinesca on line o entrare in uno dei nuovi portali nati per valorizzare il saper fare artigianale in tutti i campi.
La convinzione di fondo dev’essere che il matrimonio tra manifattura di qualità e strumenti digitali può generare in Italia un nuovo Rinascimento. Negli ultimi due anni sono spuntati almeno una decina di marketplace di questo tipo, ma c’è ancora molto da fare.
L’obiettivo di rendere l’e-commerce accessibile anche per chi non ha grandi risorse da investire né competenze tecnologiche. La politica industriale italiana deve quindi concentrarsi sull’export del manifatturiero di eccellenza. E in questo hanno un ruolo fondamentale le piattaforme web che sanno “vendere” al cliente americano, russo o brasiliano, prima ancora del prodotto, il valore aggiunto dell’artigianalità.
Il fatturato dell’e-commerce di prodotti e servizi italiani (9,6 miliardi a fine 2012, quasi raddoppiato rispetto al 2007 a dispetto del crollo della spesa delle famiglie, anche se resta solo il 2,6% delle vendite retail), salta all’occhio che solo il 17% è realizzato all’estero. Significa che quest’anno, su un giro d’affari che secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano salirà a 11,3 miliardi, solo 2 arriveranno dall’export (che per l’Italia ne vale 380).
Fonte : http://www.ilmondo.it
lunedì 21 ottobre 2013
Ecommerce va di moda
Anche se non si può annoverare tra i più avanzati a livello mondiale, il commercio elettronico in Italia inizia ad acquistare una dimensione importante e, questa sì caratteristica molto italiana, un ruolo importante è ricoperto dal settore della moda. Sono infatti 13,2 milioni gli italiani che hanno scelto l’online per i propri acquisti nell’ultimo trimestre, con una stima di oltre un miliardo di euro spesi con cadenza mensile nel corso del 2013. I dati risultano dall’ultima indagine condotta da Human Highway per Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano e presentata nel corso del Digital Fashion.
Gli eShopper si dividono in due ampie categorie: 5,1 milioni sono acquirenti sporadici, mentre 8,1 milioni sono acquirenti abituali con tre o più beni comprati negli ultimi tre mesi. Gli sporadici hanno al loro attivo uno o due acquisti nel trimestre, hanno effettuato complessivamente 6,5 milioni di acquisti (il 14% del totale), con uno scontrino medio di 100 euro e hanno generato 680 milioni di euro nel trimestre (16% del totale). Gli abituali (8,1 milioni) hanno realizzato tre o più acquisti nel trimestre, hanno compiuto 40,1 milioni di acquisti, con uno Scontrino medio 90 euro e hanno generato 3.540 milioni di euro nel trimestre.
Proprio questi ultimi – gli acquirenti online abituali – guidano la crescita dell’ecommerce nel nostro Paese, generando l’86% del valore totale delle transazioni. In particolare, nell’approfondimento dedicato agli acquisti online di prodotti “fashion” i consumatori che hanno comprato un prodotto di moda almeno una volta nella vita sono cresciuti di 1 milione di unità (1,1 milioni) nell’ultimo anno, arrivando a sfiorare quota 9 milioni di individui, con un incremento del 14,5% rispetto all’ottobre 2012.
Inoltre, nei primi 8 mesi del 2013 gli acquisti online di prodotti di abbigliamento hanno generato transazioni per un valore superiore del 25,5% rispetto allo stesso periodo del 2012 (secondo i dati dell’Osservatorio CartaSì).
Aumenta quindi, e con una progressione significativa, (oltre 1 milione di consumatori in un anno) la schiera degli eFashionShopper, raggiungendo quasi i 9 milioni di individui. Sondando più in profondità i comportamenti di chi ha fatto esperienza sia della modalità di acquisto online nella moda (web o via mobile/app) sia di acquisto in negozio tradizionale, emerge come si preferisca comprare sulla Rete perché il catalogo è più ampio, per una maggiore convenienza e perché si trova sempre quel che si cerca.
Sul canale tradizionale si cerca ancora assistenza e servizio al cliente, a dimostrazione di come proprio nell’integrazione multicanale i brand del fashion possano trovare la vera ricetta per competere. Anche la maggior percentuale di acquisti da mobile in questo specifico segmento (il 18% delle transazioni rispetto al 10,0 nelle altre merceologie) è fortemente collegata alla tipologia di prodotti e influenzata dalle vendite flash.
Se poi si osserva il fenomeno ecommerce in modo più ampio e allargato va sottolineato come la platea degli acquirenti online che si può definire abituali sia sempre più ampia e fidelizzata. Si parla di oltre 8 milioni di italiani che effettuano tre o più acquisti nel giro di tre mesi e che, di fatto, sostengono la crescita dell’ecommerce nel Paese, generando l’86% del valore totale delle transazioni.
Lo score di soddisfazione assegnato dagli acquirenti online di abbigliamento è leggermente superiore allo score di soddisfazione medio: 8,5 tra gli acquirenti di abbigliamento online contro l’8,3 medio.
Fonte : http://www.valleolona.com/
venerdì 4 ottobre 2013
Caratteristiche di un buon carrello
Riportiamo cinque caratteristiche che un carrello di e-commerce deve avere per favorire la conversione delle visite.
- Multifunzione: il carrello deve guidare l’utente, ma anche offrirgli diverse possibilità, ad esempio modificare le quantità, rivedere la scheda prodotto, aggiungere prodotti simili o correllati.
- Pochi passaggi: l’aggiunta al carrello non deve essere macchinosa, ogni azione che si aggiunge è un’azione che potrebbe portare all’abbandono.
- Passi chiari e semplici: la sintesi è una gran dote, specialmente sul web. Bisogna spiegare le cose con poche parole, scritte chiaramente e in maniera semplice. Gli utenti non hanno voglia di cercare funzioni o leggere lunghi testi esplicativi, deve essere tutto chiaro già a prima vista.
- Spese di spedizione: il 59% degli utenti calcola le spese di spedizione prima del checkout, è considerato perciò un dato importante. È bene sempre indicare quali siano le spese di spedizione, per una questione di trasparenza e anche per evitare eventuali fughe dell’ultimo minuto.
- Registrazione: non deve essere richiesta anticipatamente rispetto all’aggiunta al carrello. I dati personali e le informazioni per la spedizione, possono essere inseriti anche al termine del processo, quando ormai l’intenzione di acquisto è chiara e sicura.
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mercoledì 25 settembre 2013
Ecommerce e prodotti di bellezza
Sempre piu’ belli grazie all’E-commerce. A raccontare come la ricerca e l’acquisto dei prodotti di bellezza e cosmesi passi sempre piu’ spesso dal canale online sono gli ultimi dati della ricerca ”Il Futuro del Commercio”, commissionata da eBay al Politecnico di Milano, al consorzio NetComm e a HumanHigway. I ricercatori hanno studiato i comportamenti degli utenti prima dell’acquisto sia on line che offline, per capire come venga influenzata la scelta, quanto contino i commenti e le opinioni lette su internet, quanto sia determinante la pubblicita’. Sul fronte dei touch point utilizzati prima di perfezionare l’acquisto online di un prodotto di Bellezza, gli utenti consultano nell’ordine: il sito web della marca di riferimento (24,6%), eBay o un altro sito di annunci nel 20,2% dei casi, mentre il 19,2% utilizza siti comparatori. Ma Internet ha un peso molto importante anche nell’acquisto offline: si consulta, si fanno ricerche e anche in questo caso la scelta finale viene influenzata dal web.
Prima di perfezionare un acquisto ”tradizionale”, nel negozio, il 16,9% di quanti acquisteranno poi un prodotto di bellezza consulta il sito della marca di riferimento, il 16,3% si rivolge a siti specializzati sul prodotto, il 13,3% utilizza un portale comparatore mentre il 4,4% va su siti di annunci. L’acquisto tradizionale si conferma quindi piu’ mirato e meno incline al confronto tra prodotti diversi. I social, i forum e i commenti letti sul web giocano un ruolo fondamentale: chi acquista online prodotti di Bellezza legge per il 34,4% commenti e valutazioni di altre persone sul prodotto di riferimento, per il 24,4% chiede agli amici parlandoci di persona o per telefono, mentre per il 18,2% consulta forum e blog dedicati a quel tipo di prodotti. Facebook e Twitter vengono utilizzati dall11,8% delle persone. Nell’acquisto offline la percentuale di quanti si rivolgono al web e’ piu’ variegata: il 13,7% legge commenti e valutazioni di altri sul prodotto, l’8,7 % chiede agli amici parlandoci di persona o per telefono, mentre appena il 7,5% usa i socialnetwork per cercare informazioni. Nel settore della bellezza i grandi media (radio o tv) contano pochissimo e si tende a farsi un’idea personale basata su quanto si trova online o sul passaparola.
Nel percorso di acquisto online, infatti, il 23,3% non ha chiesto ne’ ricevuto consigli (non e’ quindi stato influenzato dai mezzi tradizionali di comunicazione), l’8,2% e’ andato di persona in negozio per vedere il prodotto e ricevere informazioni, mentre il 7,2% ha letto articoli su giornali o riviste. Solo il 6,4% si e’ ricordato di alcune pubblicita’. Da sottolineare come nessuno abbia scelto prodotti di bellezza dopo essersi ricordato di servizi ascoltati in televisione o alla radio. Un ultimo punto riguarda i pagamenti: i prodotti di bellezza su internet vengono acquistati prevalentemente con PayPal: 43,9%, segue l’utilizzo della carta prepagata sul sito (27%) e i contanti (quindi al ricevimento dell’ordine, 11%).
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