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venerdì 5 ottobre 2012

I trend che stanno cambiando il commerciale

Le aziende affrontano oggi un mercato dove l'offerta supera di gran lunga la domanda; l'obiettivo aziendale è quindi diventato sottrarre clienti ai concorrenti in un contesto competitivo sempre più spesso a "somma zero". L'obiettivo dell'azienda è sempre più spesso la marginalità e la volontà di differenziarsi per ritagliarsi un ruolo sul mercato che gli permetta di sopravvivere a questa contrazione di domanda e esubero di offerta. Ciò sta creando le premesse per un contrasto di visioni e priorità tra aziende e rete vendite.

  • Copertura territoriale : è la rappresentazione geografica delle aree di vendita o dei mercati d'azione dei punti vendita. L'azienda la vuole omogenea, il venditore a caccia di risultati più immediati tende a concentrare l'attività nelle location più interessanti.  
  • Segmentazione : il processo di segmentazione consiste nello spaccare il mercato in singole unità (target) per poi riagglomerarli sulla variabile in macro gruppi socio - economici più o meno ampi per fare delle azioni commerciali, pricing e di comunicazione mirati. Il venditore, pur di vendere, venderebbe sempre al prezzo migliore del suo panel di offerta.
  • Posizionamento : il posizionamento è il modo in cui un prodotto trova collocazione nella mente del potenziale cliente. Il commerciale, per fare gli obiettivi imposti dal azienda, tende a vendere i prodotti che il cliente accetta più facilmente. 
Vendere, vendere e vendere queste sono sempre state le parole d'ordine dei commerciali , oggi al commerciale - venditore non viene più chiesto semplicemente di vendere ma di aiutare l'azienda a posizionarsi strategicamente sul mercato. Il lavoro del commerciale sta quindi cambiando in base a determinati trend :

  • Database clienti : è l'attività informatizzata di raccolta e analisi di tutte le informazioni su clienti e fornitori. I venditori devono essere in grado di gestire queste informazioni per sviluppare le strategie di vendita e soluzioni di business. Ogni cliente ha una storia diversa, il database clienti è ciò che ci permette di gestire le storie dei singoli clienti. 
  • Offerte economiche personalizzate : il listino, ahime, è superato. Per ogni cliente è importante formulare offerte personalizzate in base alla loro frequenza di acquisto, la canale e altre variabili. 
  • Attenzione al servizio : il prodotto per diventare più competitivo si standardizza, la componente del servizio diventa quindi sempre più rilevante ed è più spesso l'elemento differenziante. 
  • Velocità d'adeguamento : il mercato e i singoli segmenti si evolvono velocemente, le aziende devono adeguare l'offerta con la stessa velocità e quindi i venditori devono imparare a vendere prodotti sempre nuovi con schemi di gioco sempre diversi. 
  • Condivisione dell'informazione : il venditore deve ascoltare il cliente e quindi raccogliere, analizzare e condividere in azienda i suoi bisogni. In altre parole il venditore deve parteciapre attivamente ai processi di innovazione di prodotti e servizi. 
  • Empowerement dei clienti : i clienti sono sempre più consapevoli del loro valore e potere, e se interessati hanno oggi il potere di conoscere il prodotto e l'intera offerta. I venditori devono quindi saper gestire questa consapevolezza e know how dei clienti. 
  • Partnership : Le trasformazioni congiunturali che stiamo vivendo coinvolgono allo stesso modo clienti, rivenditori, fornitori e produttori ... essi devono instaurare rapporti collaboratividi partnership che i venditori sempre più spesso devono saper gestire. 
La conseguenza di questi 7 fenomeni è che cadono le barriere tra funzione commerciale e funzione marketing, da ciò nasce il mio amore per questa scienza inesatta e in continua evoluzione e questo blog ponte tra mondo commerciale, marketing e web.
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    martedì 12 luglio 2011

    Piano di marketing e posizionamento

    Il marketing è l’attività di frontiera tra impresa e mercato ed il suo scopo è l’ottimizzazione, nel medio – lungo periodo, dei profitti attraverso le transazioni (oggi relazioni) con gli acquirenti.
    Drucker definisce il marketing come l’intera azienda riguardata dal punto di vista del suo risultato finale e pertanto dal punto di vista della clientela.
    Un processo di marketing è sintetizzabile in quattro fasi :
    Analisi
    L’impresa, attraverso l’analisi, identifica tutti quei soggetti che possono influenzare i suoi risultati, ne valuta la dimensione e la natura, ne scandaglia le relazioni, i processi, i comportamenti, le potenzialità, la diffusione del potere ed in particolare, le tendenze nascenti in modo da assumere decisioni consapevoli e tempestive.
    In un analisi di marketing bisogna analizzare tre forze chiave :

    L’analisi delle dette forze precisa le opportunità e le minacce dell’ambiente e del mercato, i punti di forza ed i punti di debolezza del impresa per stabilire le decisioni di sviluppo, in altre parole l’azienda individua le strategie necessarie per approfittare delle opportunità o per evitare le minacce, il tutto chiaramente valorizzando i suoi punti forza o eliminando le debolezze interne.

    Pianificazione
    La pianificazione stabilisce gli obiettivi, le strategie, elabora i piani di marketing mix ed i relativi piani di marketing, permettendo di minimizzare o eliminare i punti di debolezza; sfruttare le opportunità più remunerative e coerenti con la mission aziendale, ma soprattutto di individuare le minacce più pericolose ed in quali aree competitive investire per combattere nel presente e nel futuro i competitor.

    Realizzazione
    E’ il momento della verità in cui il pensiero si trasforma in azione e gli investimenti si trasformano in profitto. E’ in altre parole il momento di espressione in cui le competenze aziendali ed  i piani di marketing si esprimono sul campo.

    Controllo
    Una serie pianificata di verifiche, volte a misurare l’evoluzione dei piani sulla dimensione concreta delle vendite, dei margini dei clienti fidelizzati e persi. Esso permette di analizzare i piani eventualmente correggendoli. Integrando il controllo con le ricerche di mercato si dovrebbe costantemente migliorare la precisione della definizione delle strategie e dei piani.

    Strategia di base
    Sono due le strategie competitive di base, la leadership di costo, ricerca imbattibilità sul piano del prezzo, e la leadership di differenziazione. In un mercato super competitivo come quello attuale è spesso necessario perseguire sia la strategia di costo sia quella di differenziazione proprio perché i clienti sono sempre più esigenti e consapevoli del loro potere d’acquisto e pretendono contemporaneamente sia il miglior prezzo che la migliore qualità.
    Il posizionamento
    Il processo decisionale del cliente passa generalmente attraverso quattro fasi :
    In tutte le quattro fasi il cliente confronta in maniera più o meno cosciente i valori attesi con i valori offerti dalle imprese ed è inconsapevolmente guidato nella scelta dal posizionamento che il  brand ha nelle sue aspettative di fondo. Le politiche di posizionamento permettono in altre parole di differenziare prodotti molto spesso simili.
    Una strategia di posizionamento si può realizzare su diversilivelli o vantaggi concreti, o per categorie di utilizzatori, per rapporto qualità prezzo o per categoria di prodotti. Il posizionamento è un opportunità molto preziosa per le aziende di medie e piccole dimensioni che usando un attributo differente dal leader possono attrarre vantaggiosamente i clienti di un segmento o di una nicchia che hanno quell’aspettativa come prioritaria, potendo in condizioni di mercato normali garantirsi dei prezzi superiori alla media di settore.
    Per poter parlare di un prodotto posizionato si deve seguire  i seguenti  requisiti :
    -                     Essere caratterizzato da una qualità migliore o da un prezzo inferiore rispetto ai concorrenti
    -                     Avere una caratteristica distintiva rispetto alla concorrenza, ciò è nella maggioranza dei casi rappresentato dalla marca.
    Ciclo di vita del prodotto
    Il ciclo di vita del prodotto descrive l’andamento delle vendite nel tempo e lo suddivide in quattro fasi:
    L’introduzione e lo sviluppo, le prime due fasi del ciclo di vita del prodotto sono contrassegnate dall’iniezione di risorse nel conto economico di prodotto. Le fasi iniziali sono inoltre caratterizzate dal fatto che i clienti non hanno una precisa coscienza dei bisogni che il nuovo prodotto può soddisfare. 
    I costi unitari sono alti sia a livello produttivo che distributivo. L’azione di marketing è diretta allo sviluppo della conoscenza del prodotto. Il CRM in questa fase ha un ruolo essenziale in quanto permette di raccogliere e individuare il rapporto dei clienti pionieri con il nuovo prodotto ed è essenziale per capire come passare alle fasi successive. Da considerare che le prime due fasi sono generalmente caratterizzate da passività aziendali e da un bassissimo livello di concorrenza.
    La fase di crescita è d’immediata riconoscibilità ed è confermata da un consistente aumento delle vendite che da un lato è confermata e dal altro innesta immediatamente una serie di nuove caratteristiche proprie della fase del ciclo di vita del prodotto. I costi unitari diminuiscono. I profitti crescono. Il numero dei concorrenti aumenta e sono attivati diversi canali di distribuzione. Priorità è trasformare i clienti pionieri in clienti fedeli, in quest’ottica la comunicazione di marketing è volta principalmente a formare la preferenza di marca.
    La maturità è annunciata da un rallentamento delle vendite, che arrivano progressivamente a crescita nulla. I consumatori hanno un’approfondita conoscenza dei prodotti ed hanno pertanto delle aspettative sempre più precise su qualità e prezzo; la concorrenza raggiunge la massima intensità su prezzi e servizi e questo porta ad una concentrazione dell’offerta, con una conseguente crisi dei produttori più deboli. La distinzione delle marche inizia a calare e ad essere limitata a caratteristiche secondarie, mentre su quelle primarie tutti i concorrenti hanno raggiunto una grande affidabilità.
    La fase di declino è riconoscibile da un calo delle vendite del 5% per almeno due esercizi commerciali, ciò significa principalmente che i consumatori stanno perdendo interesse verso il prodotto. Il prezzo diminuisce fino ad arrivare al livello più basso. I costi unitari di distribuzione devono scendere al livello minimo, i margini di profitto si riducono gradualmente.
    Ogni azienda deve decidere se rimanere semplicemente sul mercato riducendo progressivamente le spese, oppure ritirarsi in una nicchia piccola ma meno esposta all’erosione delle vendite.
    Da considerare che la curva  del ciclo di vita del prodotto non è lineare e cambia profondamente in base a innumerevoli fattori socio ambientali, alcuni prodotti non sono arrivati al declino in più di cinquanta anni.
    La terza e la quarta fase del ciclo di vita del prodotto sono contrassegnate dall’estrazione di risorse dal conto economico di prodotto, per la creazione di un nuovo prodotto in grado di affrontare il nuovo ciclo del prodotto.

    venerdì 1 luglio 2011

    Unconventional marketing una soluzione contro la crisi

     Una crisi può determinare un evoluzione, una rivoluzione o una devastazione, in tutti e tre i casi è un qualcosa che destabilizza lo status quo ed in base al grado di crisi che ci si trova ad affrontare  questa si può considerare  oltre che certamente un  problema con cui fare i conti nel immediato, un importante opportunità per emergere al interno dello status quo pre-esistente. Nella destabilizzazione generale derivante dai problemi connessi alla crisi è in ogni caso essenziale comunicare  un messaggio coerente ed aggressivo di stabilità e forza sul mercato. In quest’ottica il marketing e la comunicazione rivestono un ruolo essenziale per riuscire ad emergere dallo status quo ed acquisire un posizionamento ed identità di marca.

    Il problema è riuscire a farlo con un budget limitato dall’oggettiva crisi finanziaria. E’ molto difficile capire quando la crisi finirà ed è quindi necessario non disperdere l’ossigeno per superarla. Inaccessibili a molti i media tradizionali (televisione e stampa), oltre al sempre attuale olio di gomito il marketing non convenzionale ed il web 2.0 sono invece gli strumenti più consoni per non restare silenti e non ritrovarsi quindi alla fine della crisi con il medesimo posizionamento di brand …. a quel punto nella difficoltà di recuperare velocemente quanto investito per sostenere la crisi.

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