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lunedì 1 ottobre 2012

Frammentazione mercato televisivo

I player televisivi si contendono l'audience che non è altro che la linfa vitale dei loro business model, cioè ciò che viene venduto agli inserzionisti attraverso gli spazi pubblicitari nei programmi e nei palinsesti.


La realtà oggi è che questa si sta dilatando in numerosità (più player), ampiezza (più piattaforme contemporanee) e profondità (su più device, anche contemporaneamente). I grandi duopolisti Rai e Mediaset passano dal 93% di share a meno del 78% attuale, a vantaggio di nuovi player (nuovi canali digitali e premium) e altri media. I player aumentano di numero, editori come Class, Holland, Conferenza episcopale italiana, SitCom, Espresso e Time Warner si sono affacciati sul mercato italiano con sempre più proposte, idee, spazi di fruizione (device e piattaforme) e quindi di brand. Negli anni '90 un programma era un fatto sociale e aggregante, oggi è diventata un'attività personale individualizzata e spesso multimediale.


I modelli di business del settore televisivo cambiano, s'arricchiscono in varietà , modificando le regole di funzionamento economico e la struttura delle organizzazioni. La filiera televisiva si arricchisce di nuovi player, quali ad esempio i produttori di format (Magnolia, Endemol ecc) a novità quali gli user generated content sempre più utilizzati dagli editori tradizionali.
La vera rivoluzione è però che lo schermo televisivo non è più l'unico strumento sul quale passano i contenuti televisivi; personal computer, smartphone, tablet ... si affiancano, integrano e talvolta sostituiscono il vecchio schermo televisivo ... sempre più spesso in maniera contemporanea e parallela (multitasking).
Avete mai provato a collegarVi al vs. profilo facebook in prima serata ... è una pioggia di commenti sui vari programmi.    

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venerdì 21 settembre 2012

UGC (User generated content), Youtube e social media protagonisti storici della politica americana

Qualche giorno fa ho scritto un post su Facebook e politica, che sulla base di un sondaggio del Pew Research Center, che esplora i comportamenti del pubblico online americano, rilevava che le reti sociali sul web come Twitter, Facebook e Google+ sono "molto importanti" o "abbastanza importanti" nell'aggiornamento su temi politici per il 36% dei loro utenti. L'indagine era avvenuta negli Stati Uniti, dove mancano poco più di due mesi alle elezioni per la Casa Bianca.
 Il 36% mi era sembrato poco per il pubblico dei social network e non Vi nascondo che ero rimasto stupito da questo dato così basso. A meno di 10 giorni questo sondaggio non ha però secondo me più il minimo valore. 
Social media, UGC (user generated content) e in particolare youtube sono diventati i massimi protagonisti della  campagna elettorale alla casa bianca. 

Mitt Romney in una conferenza a porte chiuse è stato infatti ripreso da una telecamera, con ogni probabilità di un cellulare, e a causa di una gaffe sul welfare e il parassitismo del 47% americani ha fatto svoltare la campagna elettorale in favore di Barack Obama. 
Non spetta a me giudicare nè il discorso - pensiero di Romney, la cosa più interessante per me di questa circostanza è che l'azione di un singolo individuo dotato di un banale cellulare e che ha postato un video in youtube sta cambiando in maniera determinante la storia del umanità. 
Network televisivi, campagne stampa, spot milionari e mega convention sono state banalità in termini di impatto politico rispetto a questo video (UGC) che sta invece avendo un effetto deflagrante sul destino di Romney. Non so se vincerà Obama o Romney, ma il fatto che un video postato in youtube da un uomo qualunque possa determinarne le sorti è secondo me un fatto storico senza precedenti. 

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lunedì 18 giugno 2012

Amatorialità che si professionalizza

Ho parlato spesso degli UGC (User generated content), ma per capire la portata del fenomeno è importante secondo me sottolineare che ci troviamo di fronte a una messa in visibilità dell'amatorialità ed a una connessione fra le passioni individuali , proiettate nella produzione di contenuti, sul sapere ed il saper fare che tolgono l'amatore da una marginalità rispetto alla produzione professionale, creando i presupposti di un'amatorialità che si professionalizza.

Di fatto ci troviamo di fronte ad una vera e propria democratizzazione della comunicazione e del gusto. Le dimensioni della passione che sono alla base della pulsione amatoriale de-contrattualizzano il rapporto con la produzione, lo sottraggono alla logica puramente economica acquisendo un nuovo valore. Sono centrati sulla messa in comune delle esperienze, sulla creazione di legami di prossimità tra individui e interessi.

Wikipedia che supera per consultazioni l'enciclopedia britannica ne è la dimostrazione lampante. Tutto ciò è ormai un modello evolutivo in cui una comunità con elevati numeri generano una serie di piccoli cambiamenti / miglioramenti della qualità generale dei suoi contenuti. Queste comunità produttive non hanno controllo gerarchico e soprattutto non operano secondo logiche di impresa o brand, la sfida oggi del marketer è quindi quella di rendere le logiche ed i valori aziendali il più possibile armonicamente compatibili con le conoscenze e i contenuti innovativi dei producer di UGC.
Politica del ascolto, brand reputation, CRM,  welfare aziendale, valori eco sostenibili, campagne di beneficenza e sempre più spesso prodotti assimilabili per forma e linguaggio agli stessi UGC sono solo alcuni degli strumenti oggi utilizzati per tale progressiva armonizzazione.

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mercoledì 2 maggio 2012

User generated content

User generated content (contenuto generato dagli utenti) è il termine in ambito new media che indica il materiale disponibile sul web generato dagli utenti invece che dà società specializzate. Foto e video digitali, blog, podcast e wiki sono solo alcuni degli elementi che vanno ad arricchire gli spazi web che si basano su questa filosofia quali ad esempio flickr, friends reunited, Fourdocs, Youtube, Second life e Wikipedia.

Una declinazione del contenuto generato dagli utenti è lo user generated marketing , pubblicità, messaggi e comunicazioni create da utenti in crowdsourcing (bootb e Zoopa).
La crescita esponenziale di questo materiale ha determinato la creazione di format TV che riprendono il concetto di UGC riadattandolo come nel caso di CURRENT TV al formato televisivo tradizionale.
I social media da parte loro hanno  aperto la porta ai consumatori alla divulgazione semplificata dei propri contenuti. Da una comunicazione one - to - many (azienda to consumer), ad un comunicazione one - to - one (email) con i social media si è pertanto passati ad una comunicazione many - to - many.
   
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