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lunedì 22 giugno 2015

Ecommerce - Imprescindibile per le PMI

Il passaparola del XXI secolo è Internet. Sono semplicemente cambiati gli strumenti. La società si è automizzata, le persone oggi si parlano a distanza tramite il web anche quando sono nella stessa stanza. Per questo è fondamentale saper padroneggiare i blog e i social network, perché sono i nuovi luoghi in cui si forma il consenso e la simpatia verso un marchio. Non essere in grado di vendere online significa ormai con certezza perdere delle opportunità di vendita: un rischio che in tempo di crisi nessuna azienda e nessun lavoratore autonomo può permettersi. 


Nel lungo periodo l’ecommerce può consentire certamente di raddoppiare il giro d’affari. Occorre però lavorare bene per promuovere offline il negozio virtuale e dedicare molto tempo alla sua promozione. Ma se lo shopping online è il futuro del commercio in Italia, come è già oggi  in tutti i mercati anglosassoni già oggi un portale online permette all’impresa di esporre in una vetrina virtuale i propri prodotti, essere rintracciabile tramite i motori di ricerca e offrire pacchetti personalizzati per i propri clienti il tutto in un territorio molto più vasto di quello locale.

Ecommerce - Libri superano la biglietteria turistica

Gli italiani che hanno comprato online tra gennaio e marzo 2015 sono stati quasi 17 milioni, il 55,1% della popolazione connessa a internet.
Coloro che acquistano online almeno 3 volte ogni trimestre sono 11 milioni, il 36% degli internauti, e compongono il segmento degli acquirenti abituali, responsabili dell'88% del valore degli acquisti.

Tra gli acquisti più gettonati nell'ultimo periodo spiccano le letture, i viaggi e l'abbigliamento.
I libri scalano la classifica degli acquisti online con il 15,4%, seguiti dai biglietti di viaggio (13,1%) e dai capi di abbigliamento (12,5%). Una differenza marcata rispetto agli acquisti registrati sotto Natale, in cui spiccava la categoria di pc e tablet con il 16,1% sul totale degli acquisti online, davanti a smartphone (12,9%) ed elettrodomestici (12,1%).

giovedì 4 giugno 2015

Studio GFK - Andamento vendite al dettaglio e eCommerce in Europa

GfK ha condotto uno studio sulle condizioni del settore retail in 28 paesi in Europa.
Lo studio ha esaminato le variazioni nelle vendite al dettaglio in rapporto all’eCommerce e ha fornito una previsione di fatturato per il 2015.
Il potere d’acquisto è stato misurato in circa 7.750 miliardi di euro, a disposizione dei consumatori nei 28 Paesi dell’UE nel 2014, equivalente a una capacità di spesa pro-capite di 15.360 euro, in crescita del 2,5% rispetto al 2013.

Le previsioni evidenziano la crescita dell’ecommerce.
GfK prevede una crescita moderata nel punto vendita fisico tradizionale, solo dello 0,5% nel 2015 nell’Europa dei 28. 
Nel 2014, le vendite al dettaglio hanno iniziato a stabilizzarsi nell’Europa del Sud, fortemente penalizzati dalla crisi economica, anche se ci si aspetta una diminuzione in Grecia. 
La quota dei consumi al dettaglio è scesa nel 2014 tra i 28 paesi dell’UE al 30,9% (2013: 31,2%; 2012: 31,4%).
Questo trend è stato influenzato da minor denaro a disposizione per il consumo al dettaglio.
 I prezzi al consumo sono saliti moderatamente nel 2014 (+0,6%) e per il 2015 è previsto un tasso d’inflazione dello 0,2%.

L’eCommerce ha registrato una crescita significativa, com’è noto, soprattutto in Germania, Francia e Gran Bretagna. Nonostante l’incremento in Europa Orientale, gli effetti non sono hanno ancora un forte impatto perché i volumi veicolati su Internet sono ancora relativamente piccoli.

mercoledì 3 giugno 2015

Ecommerce sta trasformando i negozi in showroom?

Quanto i nuovi canali digitali e l’avvento del Ecommerce influiscono sui processi d’acquisto?  Dalla ricerca PWC - Total retail survey 2015– condotta su 19mila consumatori di 19 Paesi, tra cui oltre mille italiani – emerge che il 75% dei nostri connazionali fa “showrooming”, ovvero cerca i prodotti in negozio e li acquista online. La metà usa lo smartphone per confrontare i prezzi o cercare un prodotto. I dispositivi mobili diventano cruciali nella fase di pre-acquisto per il consumatore italiano: il 50% usa lo smartphone per fare comparazioni di prezzo o ricercare il prodotto. L’Italia è anche il Paese che dimostra un impatto più elevato dei social media nelle decisioni d’acquisto: per il 63%.

In Italia siamo ancora distanti dalla trasformazione dei negozi in meri “showroom”, Ecommerce è diventato, secondo Pwc, assolutamente complementare alle visite nei negozi. In Italia i negozi restano (per ora) un asse portante del processo d’acquisto. Il 38% dei nostri connazionali (contro il 36% a livello globale) si reca settimanalmente in negozio, contro il 25% che utilizza il computer, il 13% il tablet e il 12% lo smartphone. Perché andare in negozio se posso acquistarlo a casa? Le persone coinvolte nella ricerca hanno messo ai primi tre posti la possibilità di provare e testare il prodotto (65% Italia, 60% globale), la gratificazione istantanea dell’acquisto in negozio (52% Italia, 53% globale) e la maggior sicurezza sull’adeguatezza del prodotto nel soddisfare le proprie esigenze (33% Italia e campione globale).


Amazon si vuole lanciare nel e commerce alimentare

Amazon, leader mondiale del commercio online studia per portare in Italia il servizio già sperimentato negli Stati Uniti, dove alimenti e pasti caldi sono direttamente acquistabili dalla piattaforma e consegnati a domicilio. 

La scelta é sostenuta dagli ultimi dati forniti dal Politecnico di Milano, che prefigurano una spesa complessiva di 15 miliardi di euro per gli italiani che nel corso del 2015 si avventureranno nell’acquisto web e in particolare in quello del cibo (in rialzo del 30%).

Amazon ha già sperimentato negli Stati Uniti la vendita con consegna a domicilio nell’arco di un’ora di alimenti e pasti caldi e ora sarebbe pronta a offrire il servizio anche sulla piattaforma italiana. Il limite principale sembra essere quello geografico (in funzione di una logistica non propriamente allineata tra Nord e Sud della Penisola), ma anche la difficoltà di proporre un cartellino unitario contrariamente rispetto a quanto succede nella Gdo. Amazon volendo puntare più in alto, e per farlo non esclude una partnership con Eataly (già coinvolta in America).

lunedì 23 dicembre 2013

Ecommerce - Primi dati di Natale 2013

Comodamente seduti sul divano  di casa o dal pc dell’ufficio, l’acquisto on line piace sempre di più agli italiani, che hanno affidato al  commercio elettronico anche per i regali di Natale: oltre 7 milioni di individui, 1 milione e 800mila individui in più rispetto alla scorsa stagione 2012. Questo quanto emerge dai dati di una ricerca condotta da Netcomm, Consorzio del commercio elettronico italiano.

Saranno ampiamente superati i due miliardi di euro di acquisti negli ultimi due mesi dell’anno, con un incremento del 20-25% rispetto all’anno scorso. Le stime ottimistiche sono supportate dai 7,2 milioni di individui che si stima acquisteranno almeno una parte dei propri regali di Natale online, a fronte dei 5,4 milioni che hanno effettivamente utilizzato il canale eCommerce nel periodo natalizio 2012.


“Il 2013 è stato un anno di forte crescita degli eshoppers che hanno raggiunto la considerevole cifra di 14 milioni per la convergenza di diversi fattori. Più di 30 milioni hanno oggi uno smartphone e ben 22 milioni di italiani lo usano per navigare. Il settore delle flash sales e del couponing hanno giocato un ruolo strategico, mettendo a disposizione dei più indecisi prodotti e servizi di qualità a prezzi molto accessibili”. “Le vendite on line supereranno nel 2013 gli 11 miliardi di euro, e 2 miliardi saranno le vendite del solo periodo natalizio, con un incremento inaspettato del settore dell’abbigliamento che è cresciuto del 30% e con una crescita molto più concentrata sui prodotti (+25%) rispetto ai servizi (+13%). In particolare, vale la pena di sottolineare che, oltre all’abbigliamento che è stato sicuramente il motore dello sviluppo degli ultimi anni, anche il food e l’arredamento hanno cominciato il loro percorso”, ha dichiarato Liscia di Netcomm.

E-commerce americano apre al BITCOIN

Su Overstock.com, il colosso americano delle vendite online lanciato nel 1999, quotato al Nasdaq dal maggio del 2002, e che dal 2010 ha superato il miliardo di dollari in giro d’affari, dal prossimo anno si potra’ pagare con Bitcoin, e quindi con la valuta digitale. Lo ha annunciato l’amministratore delegato della societa’, Patrick Byrne, in un’intervista al Financial Times.
I Bitcoin non sono emessi ne’ da una banca centrale e ne’ da un governo ma vengono creati attraverso un processo informatico che ne consente lo scambio on line non ancora regolato. Negli ultimi 12 mesi il valore del Bitcoin e’ passato dai 13 dollari di gennaio 2013 ai 1.200 dollari del mese scorso per poi stabilizzarsi intorno a quota 700 dollari. La banca centrale cinese ha proibito agli istituti finanziari di accettare depositi in Bitcoin e l’Ue ha avvertito sui rischi, la popolarita’ della valuta digitale e’ in crescita esponenziale, soprattutto negli Usa.

lunedì 16 dicembre 2013

Il mercato dei libri cresce on line


Sei milioni e mezzo di libri di carta sono stati venduti da gennaio a settembre 2013 dagli store on-line che operano in Italia. A valore significano 88,5 milioni di euro. Ecco quanto vale l’online in Italia secondo i dati GfK.
Vale il 12,2% delle vendite dei libri nei canali trade. E’ un dato che in termini di trend però cresce del 3,8% a valore rispetto allo stesso periodo del 2012 (gennaio e settembre). Ed è anche l’unico canale di vendita di libri fisici che fa segnare un valore positivo: le librerie indipendenti perdono il -7%, le catene il -4,1% e la grande distribuzione il -7,3%.
Pesano quattro volte più del 2008. Eppure sono passati solo 5 anni.

domenica 15 dicembre 2013

Ecommerce : primi dati ufficiali sul 2013

In base alle ricerche del politecnico di Milano e-commerce ha raggiunto nel 2013 un giro d’affari superiore ai 10 miliardi di euro. I web shopper sono passati in un anno da 12 a 14 milioni, pari al 50% degli utenti online,
La spesa media annua rilevata pro-capite è di 490 euro nelle assicurazioni, 280 nel turismo, 240 nell’informatica ed elettronica di consumo, 195 nell’abbigliamento, 125 nei beni alimentari, e poco più di 40 nell’editoria.


Gli italiani acquistano sempre più con il mobile commerce, gli acquisti tramite smartphone via APP sono cresciuti del 255% negli ultimi mesi e, unitamente alle transazioni effettuate via tablet, conquistando quest’anno il 12% del mercato digitale.

venerdì 4 ottobre 2013

Caratteristiche di un buon carrello

Riportiamo cinque caratteristiche che un carrello di e-commerce deve avere per favorire la conversione delle visite.
  1. Multifunzione: il carrello deve guidare l’utente, ma anche offrirgli diverse possibilità, ad esempio modificare le quantità, rivedere la scheda prodotto, aggiungere prodotti simili o correllati.
  2. Pochi passaggi: l’aggiunta al carrello non deve essere macchinosa, ogni azione che si aggiunge è un’azione che potrebbe portare all’abbandono.
  3. Passi chiari e semplici: la sintesi è una gran dote, specialmente sul web. Bisogna spiegare le cose con poche parole, scritte chiaramente e in maniera semplice. Gli utenti non hanno voglia di cercare funzioni o leggere lunghi testi esplicativi, deve essere tutto chiaro già a prima vista.
  4. Spese di spedizione: il 59% degli utenti calcola le spese di spedizione prima del checkout, è considerato perciò un dato importante. È bene sempre indicare quali siano le spese di spedizione, per una questione di trasparenza e anche per evitare eventuali fughe dell’ultimo minuto.
  5. Registrazione: non deve essere richiesta anticipatamente rispetto all’aggiunta al carrello. I dati personali e le informazioni per la spedizione, possono essere inseriti anche al termine del processo, quando ormai l’intenzione di acquisto è chiara e sicura.

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mercoledì 25 settembre 2013

Ecommerce : soluzione anti - crisi


Le vendite tradizionali sono in calo in quasi tutti i settori. Colpa di una crisi che ormai da diversi anni ha colpito il nostro Paese e che, a dispetto della continua rassicurazione circa una imminente fuoriuscita, continua a mietere vittime. Da una recente analisi di Netcomm-School of management del Politecnico di Milano, però, sembra chenell’ultimo anno le vendite di prodotti e servizi via Internet siano cresciuti del 19% e si stima che nel corso del 2013 gli italiani spendano 11,2 miliardi di euro contro i 9,6 miliardi del 2012.
E’ importante, quindi, curare attentamente le vendite online prevedendo un budget destinato alla realizzazione di  contenuti di qualità per il web potrebbe rappresentare un’interessante leva per la crescita di quelle aziende che operano in una nicchia di mercato e che offrono prodotti innovativi o servizi ad alto valore aggiunto.
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In Europa il 10% del totale delle vendite avviene tramite canali online. In Italia, purtroppo, le vendite online sono ferme al 3%. E’ sufficiente questo confronto a rappresentare il potenziale sviluppo che Internet può offrire nei prossimi anni alle imprese italiane.
La soluzione, quindi, può arrivare da blogger, attori principali nel settore del web marketing. Si tratta di persone in grado di creare rumore intorno ad un brand, ad una marca o ad un prodotto e, quindi, agevolare l’incontro tra venditore e compratore. Un’attività di web marketing particolarmente efficace che permette di trasmettere un messaggio a migliaia di persone e aumentare il trust fra consumatore e venditore.

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martedì 27 agosto 2013

Lo shopping di moda on line vola al +33%

Se la crisi economica continua a rallentare i consumi nei negozi tradizionali (in calo quest’anno di due punti percentuali), il canale online si muove a tutt’altro passo.
Secondo i dati anticipati al Sole24Ore del rapporto annuale dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano in collaborazione con Netcomm, nel 2012 lo shopping online dei consumatori italiani arriverà a quasi 11 miliardi di euro, in aumento del 18% rispetto al 2011.

Sarà proprio il settore abbigliamento a registrare la crescita maggiore (+33%) grazie anche a gruppi che hanno aperto al lusso la strada del web. Da notare anche che, per la prima volta, nel fatturato totale delle vendite sul web in Italia i ricavi dalla vendita di prodotti è cresciuta più di quelli di servizi. Questi ultimi infatti si sono infatti attestati a 6,079 miliardi (+14%), mentre i prodotti hanno fatto segnalare un +29% a 3,542 miliardi.

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