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domenica 2 dicembre 2012

La festa è finita o solo iniziata? Gli incassi dei social network in ascesa


Facebook da tempo sperimenta il bottone "want" che permetterà di aggiungere le immagini di prodotti all'interno di una lista, chiamata Collections. Diventa un elenco di desideri. Ha anche varato un programma, operativo soltanto negli Usa, per chiedere il pagamento della promozione dei post al prezzo di sette dollari. E dall'estate valuta un mercato per la vendita di pubblicità in tempo reale. Inoltre, sono ormai 600 milioni gli utenti da dispositivi mobili. La maggior parte delle sue difficoltà sono a mia opinione collegate alla pressione determinata dalla sua quotazione in borsa.

Per Twitter, invece, la strada è meno in salita. Già adesso il fatturato delle inserzioni promozionali da piattaforme mobili supera il giro d'affari dei messaggi pubblicitari da desktop. Ha costruito nel tempo idee come le micropromozioni lunghe quanto un breve messaggio inviato online, il tweet, di 140 lettere e numeri. Agli inserzionisti può costare anche 100mila-120mila dollari al giorno uno spazio nella classifica dei dieci argomenti più rilevanti (trends). Sperimenta, inoltre, i sondaggi: sono micropost che appaiono nel flusso dei tweet e richiedono di esprimere la propria opinione. Ma Twitter, a differenza di altri social network, era stato progettato per essere adoperato da piattaforme mobili. Anche la lunghezza dei suoi messaggi era prevista per essere contenuta in un sms.
LinkedIn, il mio preferito, ha altri orizzonti. Può contare sugli incassi derivanti dagli abbonamenti di utenti e di professionisti, come i cacciatori di teste alla ricerca di talenti. Di recente ha varato un redesign. È tra i primi social network ad aver analizzato dati degli utenti per elaborare complesse strategie di marketing. Si tratta di un territorio ancora tutto da esplorare dove dovrà affidarsi, come le altre reti sociali digitali, alle capacità creative dei data scientist: sono nuove figure professionali che dovranno misurarsi con l'aumento del flusso di informazioni online.
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mercoledì 14 novembre 2012

Klout misura anche la popolarità politica


È solo un algoritmo, ma sta diventando uno dei punti del dibattito tra le forze politiche italiane. Perché questo indice misura la popolarità sul web. Anche dei politici nostrani e dei loro "influencer".
Il mondo non è Klout: se lo fosse Obama avrebbe battuto Romney 99 a 93, Matteo Renzi sorapesserebbe Pierluigi Bersani 74 a 73 ma perderebbe le primarie con Nichi Vendola, 82, il quale a sua volta dovrebbe lasciare che per palazzo Chigi corrano due sindaci con un super klout, Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris (pari merito a 83).

Klout è l'algoritmo che misura l'influenza di chiunque sia attivo sui social media, e non lo controlla nessuno. Lo controlla solo il suo inventore, Joe Fernandez.
La storia di Klout è abbastanza casuale. Inizia nel 2008, ovvero quando Twitter e Facebook non erano ancora esplosi.Joe Fernandez aveva 30 anni: figlio di un esule cubano, un paio di startup fallimentari alle spalle, fu  allora che intuì che in rete non siamo tutti uguali. Alcuni hanno più potere di altri perché sono più influenti. Se fosse riuscito a misurare l'influenza di ciascun utente dei social media forse finalmente avrebbe svoltato. Aveva ragione!

Il presupposto comune è che i nostri messaggi in rete possano avere destini diversi: da essere totalmente ignorati fino a fare il giro del mondo. Naturalmente un messaggio del presidente degli Stati Uniti, che parte da qualche milione di follower solo su Twitter, ha molte più probabilità di fare effettivamente il giro del mondo, ma non sempre sono i messaggi più importanti ad avere successo. Anzi, spesso sono quelli più scemi. O quelli più demagogici.
Negli Stati Uniti però le aziende lo prendono piuttosto sul serio visto che i punteggi Klout vengono utilizzati anche per i colloqui di lavoro, o per dare una stanza migliore a un cliente di un albergo, e garantiscono risposte più celeri e cortesi ai call center. Non è affatto strano. 
Ma come si misura l'influenza in rete? Soprattutto in base a tre parametri: la popolarità (quanti ci seguono), l'engagement (quanti reagiscono a quello che facciamo), il reach (una combinazione dei primi due). A seconda del peso che gli si dà, il risultato finale cambia.
In definitiva Klout non premia davvero chi è più influente nella vita reale, ma solo chi è più attivo, con successo, in rete. E nel caso dei politici premia di solito l'abilità degli staff che postano messaggi in nome e per conto del proprio leader di solito troppo impegnato a fare altro per occuparsi davvero del web.
Non è uno scandalo: lo stesso profilo twitter di Obama è spesso ufficialmente utilizzato dallo staff, i tweet originali sono siglati "bo".

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martedì 29 maggio 2012

Il laboratorio supera le 10.000 visualizzazioni

Oggi il mio blog "il Laboraorio" ha superato le 10.000 visualizzazioni, per ringraziarVi del interesse che mi dimostrate ho pensato di condividere con voi una piccola analisi del traffico del blog.

Di queste 10.000 visite circa 3.000 sono state nell' ultimo mese.
Nel blog ci sono attualmente 235 post che sono stati letti quindi mediamente circa 43 volte ciascuno.

Le visite del blog sono in crescita esponenziale a partire da novembre 2011 e mese per mese come mostra la curva stanno quindi aumentando costantemente. Buona notizia!




Le visite mensili come mostrato dalla curva sono piuttosto discontinue. Piuttosto normale, ma brutta notizia!


I visitatori del ultimo mese sono nel 69% nuovi, ma c'è una media del 30% che invece è almeno la seconda volta che ci rientrano. Questa è un'ottima notizia in quanto mi fa capire da un lato che non li ho delusi e dal altra che crescendo i visitatori potrebbero crescere proporzionalmente i returning visitors. Considerate che mediamente un visitatore legge più di due post e resta nel blog una media di circa 3,15 minuti.

 Il traffico arriva principalmente da google italia, facebook, linkedin e google.com.


Il traffico non è solo italiano (58%), ma arriva anche da molti altri paesi, quali Stati Uniti (19%), Germania (4%), Russia (3,5%),  Emirati Arabi Uniti (2,3%), Francia (2,3%), Inghilterra (1,8%) e Svizzera (1%). Questo non me lo aspettavo ... Il laboratorio è quindi un blog internazionale.

Il goal c'è anche ed è al 2,4% di conversione, non è altissimo. Trattandosi in sostanza di un sito di personal branding "About me" è stato aperto dal 244 persone.

Nel insieme è tutto piuttosto soddisfacente, riservo per me alcuni dati come il bounce e altre valutazioni certo della vostra comprensione e augurandomi che dopo questo piuttosto noioso e autocelebrativo post mi continuerete a leggere comunque.
L'analisi è di mia soddisfazione, anche se non ho ancora ottenuto quanto mi sto proponendo la cosa mi rende piuttosto orgoglioso ed è al di là delle mie aspettative, ciò che mi dispiace maggiormente è di avere pochi commenti da parte vostra, renderebbe secono me il tutto più interessante anche per me in termini di confronto.

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