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martedì 17 aprile 2012

Linkedin per aziende

LinkedIn è, ad oggi, il più importante social network dedicato al B2B ed alla creazione/gestione del proprio network professionale. A metà Febbraio erano più di 150 milioni gli utenti che popolavano la piattaforma: un’occasione importante non solo per il singolo lavoratore, che ha la possibilità di migliorare il proprio personal brand, ma anche per le aziende, che con i servizi offerti possono posizionarsi attivando logiche efficaci di employer branding e promozione dei propri servizi e prodotti.

Aprite una company page :La prima cosa da fare sarà, naturalmente, aprire la pagina dedicata. Nulla di più facile! www.linkedin.com

Popolate la vostra pagina : Una volta che avrete aperto la company page, dovrete naturalmente arricchirla di contenuti! In generale esistono due modi di utilizzare LinkedIn, al pari di altri social media come Youtube:
E’ possibile affermare che le company page offrono servizi abbastanza statici e unidirezionali, più vicini all’1.0 (affronteremo il secondo punto parlando dei gruppi).

Panoramica: inserite qui l’overview dell’azienda e gli aggiornamenti più frequenti, che verranno mostrati nel flusso di notizie dei vostri follower. Se avete un corporate blog, è lo spazio giusto per ‘rimbalzare’ i post!

Opportunità di carriera: LinkedIn ha il pregio di essere una piattaforma già ben segmentata, orientata a professionisti e lavoratori… ma ha anche il difetto di saperlo bene e fare pagare caro agli utenti questo plus! La pubblicazione delle offerte di lavoro non sfugge, e se volete comunicare una posizione aperta dovrete sborsare quattrini.

Prodotti e servizi: molto simile alla pagina del sito web “cosa facciamo”, permette alle aziende di promuovere i loro business, chiedendo anche segnalazioni ai clienti per farsi consigliare per la qualità di quanto offerto. Evviva la brand reputation!

Statistiche: questo spazio è naturalmente visibile solo all’admin, e contiene alcune statistiche interessanti sull’efficacia della pagina in termini di dati demografici dei visitatori, numero visite e click,.
I gruppi: sfruttate le logiche 2.0! :  I gruppi LinkedIn sono tra le cose più interessanti e al contempo più sottovalutate di LinkedIn. Una cosa non banale da osservare qui è che chi crea e gestisce il gruppo si pone nella posizione di esperto in materia, interessante per migliorare la percezione del mercato sul brand e/o l’azienda in questione. Come detto, dunque, mentre le company page vengono per lo più utilizzate come vetrina, i gruppi offrono maggiori opportunità di dialogo. In generale, la gestione di un gruppo è molto più dispendiosa rispetto alla company page.

Aggiungete il follow button sul sito web : E’ di poche settimane fa la notizia dell’introduzione del pulsante follow per le aziende.

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martedì 13 marzo 2012

Arance amare : coca cola continua a comprare a Rosarno

Dopo le accuse e le polemiche sullo sfruttamento dei lavoratori immigrati e clandestini, seguite a un inchiesta di The indipendent , la coca cola fa sapere che le arance calabresi di Rosarno non spariranno dalle lattine della Fanta.
È l’esito dell’incontro voluto dal ministro delle Politiche agricole Mario Catania, che è riuscito a strappare la rassicurazione dai vertici della multinazionale, a seguito delle ipotesi circolate tra gli agricoltori di tutta la Piana di Gioia Tauro sullo stop agli ordini per tutelare la propria immagine.

L'azienda non ha mai avuto intenzione di ritirarsi dal mercato italiano e dalla Calabria - ha detto il direttore generale affari pubblici Europa di  Coca Cola  Salvatore Gabola -. Il marchio Fanta non lascia il mercato locale e non lascia Rosarno. Le notizie riportate nei giorni scorsi erano erronee e riguardavano solo un fornitore, ma dato l'eco ricevuta abbiamo scelto di intraprendere da subito la contrattazione con i fornitori calabresi”.
Ma, aggiunge Gabola, “è nostra intenzione realizzare contratti più sostenibili”. In tale ottica la multinazionale si è impegnata a comprare sul mercato italiano l'intero fabbisogno di prodotto utile per la produzione della Fanta per l'Italia.
E per quanto riguarda la spinosa questione dello sfruttamento del lavoratori immigrati? "Non sempre le condizioni di raccolta delle arance - ha confermato il ministro Catania - sono in linea con gli standard, ma Coca Cola ha assicurato piena collaborazione nel verificare il rispetto di condizioni di lavoro equo, annunciando audit e controlli più stringenti. Il ministero aprirà inoltre un tavolo con le istituzioni locali, le imprese agricole e le aziende coinvolte nella filiera, per migliorare la competitività del settore (in particolare affrontando il problema della frammentazione dell'offerta e della lungaggine della filiera), tutelare il reddito dell'azienda agricola e migliorare le condizioni lavorative degli immigrati".

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giovedì 26 gennaio 2012

Brand Reputation on line : Politica del ascolto - Il caso EA Sports


Un utente mette su youtube un video che riprende un bug del famoso gioco di golf Tiger Woods Pga Tour 08. Per un problema tecnico è infatti possibile colpire la pallina camminando sull’acqua di uno stagno. Questo improbabile colpo viene chiamato sarcasticamente “Jesus Shot”, il video che oggi ha superato il milione di visualizzazioni riceve molti commenti.


L’azienda, in ascolto, sfrutta quindi l’occasione e realizza un video con il vero Tiger Woods che,  in carne e ossa, cammina sull’acqua di uno stagno , colpisce la pallina e la manda in buca. “Non è un problema tecnico è Tiger Woods ad essere così bravo”

L’azienda ha quindi ascoltato e risposto ironicamente ai suoi interlocutori con il loro medesimo linguaggio e questo video ha superato le 6 milioni di visualizzazioni.

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lunedì 23 gennaio 2012

Brand Reputation on line : Il caso Dave Carrol


Un'altro esempio di come il web 2.0 e i Social Media richiedano sempre la massima trasparenza.
Dave Carrol è un musicista americano che viaggia spesso. Come passeggero di un volo della compagnia aerea americana United Airlines, all’arrivo all’aeroporto di Chicago osserva impotente dall’aereo gli addetti ai bagagli che scaricano con noncuranza le sue valigie.

All’interno di una di queste si trova la sua chitarra del valore di 3500 dollari. Dave avvisa il personale di bordo, che tuttavia non interviene. Nei giorni seguenti decide di contattare la compagnia aerea nel tentativo di ottenere un rimborso, ma, nonostante lettere, e-mail e telefonate di reclamo, non riesce a sbloccare la situazione. Capito che solo la rete può aiutarlo, coinvolge il suo gruppo Sons of Maxwells, e con dei video di protesta pubblicati su youtube denuncia l’accaduto.
Il primo video musicale ha come ritornello “You broke it you should fix it, you’re liable just admit it. I should have flown with someone else”. Il popolo della rete viene colpito dall’originalità della protesta e si appassiona alla vicenda di Dave.
A questo punto le scuse della compagnia non tardano ad arrivare. E’ troppo tardi! Il passaparola virale è stato rapidissimo.
Il video è oggi a più di 11 milioni di visualizzazioni. Il danno è stato valutato nell’ordine di 180 milioni di dollari. Questi casi clamorosi sono solo piccoli esempi clamorosi di quanto il brand sia sempre fatto anche dai clienti, non più solo dalle aziende, e ciò è importante per capire come migliorare e gestire i vari contributi on line che la riguardano.


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venerdì 1 luglio 2011

Brand reputation e conversational marketing


L’era del monologo aziendale era caratterizzata da campagne pubblicitarie e direct mailing mirate al consumatore in base al target. Un monologo da parte del azienda in cui al consumer era riservato un ruolo passivo.
L’era del ascolto in un azienda inizia quando invece si comprende che paga ascoltare il consumer nelle sue diverse consuetudini d’acquisto e stili di vita, la consuetudine di rilevare i bisogni è pertanto diventata parte integrante di un piano di marketing.  La suddetta rilevazione è fatta prevalentemente con ricerche di mercato che analizzano consuetudini e attitudini d’acquisto dei consumer, ma sempre più spesso instaurando un vero e proprio dialogo con il consumatore, oggi sempre più spesso considerabile consum-attore protagonista del processo di vendita.
 E’ evidente che per poter instaurare un dialogo aperto con il consumatore che possa ritenersi minimamente costruttivo e non autolesionista sono assolutamente necessari certi presupposti:
-          Sicurezza e qualità prodotti messi in circolazione
-          Sicurezza lavoratori (Vetrinizzazione azienda altrimenti impensabile)
-          Basso impatto ambientale prodotti
-          Trasparenza e veridicità delle dichiarazioni/ comunicazioni
In altre parole è assolutamente necessario avere una buona brand reputation. Tale reputazione è ciò che nel dialogo / contatto con il cliente bisogna semplicemente riconfermare.
L’avvento di Internet ha cambiato infatti molte cose in quest’ambito . L’accessibilità universale di uno strumento che mette in relazione uomini e donne di tutto il mondo, in tempo reale e con messaggi precisi e non mediati, pone l’utente consum-attore in condizione di dire la sua e farsi sentire sia on line che off line.