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lunedì 20 febbraio 2017
mercoledì 4 gennaio 2017
lunedì 24 ottobre 2016
giovedì 28 gennaio 2016
Pernottamenti Turistici - Classifica Europea secondo EUROSTAT
- La Spagna resta di gran lunga la meta favorita, e consolida la sua posizione con un 4,3% in più rispetto al 2014, per un numero di 421,2 milioni di notti.
- La Francia è seconda a livello complessivo, con 413,5 milioni di notti e una crescita del 2,8%. Ma è 3a per turisti non residenti (134 milioni, +11%).
- L’Italia è la terza in Europa per il numero di notti trascorse in hotel, ma in cifre assolute però l’Italia è seconda per numero di turisti stranieri, che sono 191 milioni, una quota che rappresenta il 50% dei turisti totali. In pratica un turista su due è straniero. E se in Europa in media il 46 % delle notti spese è relativo a non residenti, l’Italia è a quota 15% a livello UE. Ma rimane sempre dietro la Spagna, che raggiunge 268 milioni di notti per il 21%, pari a 1 notte su 5 spese dai non residenti.
- La Germania infine è quarta a livello assoluto, con 379 milioni di notti e un aumento delle presenze del +3,3%. Grazie soprattutto ai turisti tedeschi. Perché gli stranieri si fermano a quota 21%.
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Il museo di Aidone é a 9 Km da Piazza Armerina
Qualcuno di Voi conosce Aidone? E' un paesino della sicilia a 9 Km da Piazza Armerina. Qualcuno di Voi ha avuto l'opportunità di visitare il suo museo archeologico? Oggi tutti ne parlano ed é molto bello! Ospita la "Venere di Morgantina", una notevole collezione di gioielli, sculture, reperti di diverse epoche e splendida notizia di questi giorni ospiterà la "Testa di ADE", che é stata restituita da Getty Museum all'Italia.
Museo di Aidone
Non fraintendetemi la cosa mi riempie di gioia ... io ho avuto il piacere di visitarlo ed apprezzarne la collezione. Il museo é carino e ben tenuto ... e la "Venere di Morgantina" é veramente spettacolare, il problema é che lo conoscono in pochi e pochi sono i visitatori.
Io, come sapete, non mi occupo di beni culturali, ma di turismo. In particolare di comunicazione e commerciale, ne conosco quindi costi, difficoltà logistiche e sono pertanto convinto che dovrebbe esserci sinergia tra i musei. In Italia esistono più di 400 musei e pochi sono realmente visitati e conosciuti in Italia e all'estero.
In altre parole ... La Villa del Casale di Piazza Armerina ed il museo di Aidone sono a meno di 9 Km. Nessuno conosce Aidone ... in troppo pochi, ma in molti, conoscono la meravigliosa "Villa del Casale" ... non avrebbe più senso creare un polo archeologico? ... Fare sinergia? .... Integrare il museo nel complesso della Villa del Casale ... ? Insomma fare in modo che con gli sforzi economici e di comunicazione di queste realtà possano aumentare i visitatori della Sicilia. Oggi che tutti parlano del museo di Aidone, nessuno fa riferimento a Piazza Armerina, quindi lo dico io!
Villa del Casale di Piazza Armerina
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martedì 19 gennaio 2016
Il turismo internazionale cresce più velocemente dell'economia mondiale
Il turismo internazionale
cresce più velocemente dell’economia mondiale, in media del 5% l’anno. La OMT
sostiene che nel 2030 il numero delle persone che viaggeranno saranno 2 miliardi,
pari al doppio di quelli attuali … forse numeri eccessivi, ma per crederci
basta pensare che 60 anni fa i turisti internazionali erano quaranta volte meno
degli attuali.
Consideriamo solo i BRIC
(BRASILE , RUSSIA, INDIA e CINA) che anche se non se la passano troppo bene in
questi giorni, possono oggi considerarsi da paesi emergenti a paesi emersi …
nel 2013 dai loro aeroporti sono decollati 128 millioni di turisti … oggi i
cittadini dei BRIC hanno quasi il
doppio dei soldi che avevano 10 anni fa, come sarà quindi il loro potere d’acquisto
nel 2030? In quanti partiranno dai loro aeroporti?
A questo proposito,
proprio alla luce di questi dati, è notizia di questi giorni che dal
monitoraggio dell’appeal finanziario condotto da KFinance, partner equity di
Borsa Italiana, vede il settore turistico conquistare il primo posto, davanti
addirittura a salute e automobile.
La cruda verità è che il
turismo va veloce, più veloce dell’economia globale, gli arrivi aumentano anche
da noi, ma se gli altri corrono noi in Italia andiamo a zonzo senza strategia. La verità
è che proporzionalmente agli indici di mercato fino al 2014 abbiamo avuto un
crollo generalizzato dei pernottamenti senza essere stati capaci di recuperarli
in giro per il mondo e che quindi solo nel ultimo anno siamo stati in linea con
gli altri paesi.
L’Italia nel 2015 è andata invece bene
turisticamente … si parla di un incremento del 10%, ma questi risultati
eccezionali da che cosa sono stati determinati?
- Terrorismo
internazionale e quindi crisi Egitto e Tunisia.
- Valorizzazione del
dollaro che ha reso + competitiva Europa.
- Effetto EXPO.
- Problemi Grecia … che è
cresciuta in ogni caso + dell’Italia
- Recupero di quanto non
fatto negli ultimi anni
Benissimo ma sono praticamente
tutti fattori eccezionali e difficilmente ripetibili.
Il brand Italia è in
calo. Tra il 2004 e il 2014 siamo passati dal primo al 18° posto (superati da
Francia, Germania, Finlnadia e Singapore) nel Country Brand Index … ma a quanto
pare nelle intenzioni di viaggio rimaniamo sempre tra i primi al mondo;
malgrado questo non ce la facciamo a stare allineati con i nostri competitor.
Il turismo in Italia è
già un’industria nazionale. Vale 160 miliardi di euro, il 10% del nostro PIL e
copre + del 11% della nostra forza lavoro.
La verità è però che questi dati sono parziali in quanto il
turismo è un fiume con un gran numero di affluenti : alberghi, ristoranti,
musei, treni, aeroporti, negozi … e se in tutto il mondo hanno capito che
lasciando fuori il pacchetto base, volo + hotel, nella spesa di un turista medio
lo shopping vale il 40% del totale, in Italia sembra non essere ancora chiaro che uno straniero in Italia é allo stesso tempo + propenso verso i nostri prodotti e quindi tutto ciò impatta sull’export del paese.
In altre parole il
turismo è un eccellente driver di sviluppo … non solo impatta sulle suddette
attività in maniera diretta … ma con ogni probabilità i soldi incassati grazie al turismo sono anche solo in parte reinvestiti in tutti i settori … quindi impatta sull’economia intera.
… quindi se é un fatto
che il turismo in Italia è cresciuto del 10% nel 2015 … è veramente difficile
pensare che i risultati positivi del PIL Italiano 2015 (+0,7% - +1%) siano forse
associabili anche ai risultati turistici.
Insomma sono veramente tanti i dati, i fatti, i numeri che dovrebbero cambiare la propensione verso questo settore in Italia … possibile che sia arrivato il momento di capire che il turismo italiano ha i numeri di un’industria e quindi che debba essere trattata politicamente, professionalmente, strategicamente e in termini di sviluppo come la nostra industria trainante?
Insomma sono veramente tanti i dati, i fatti, i numeri che dovrebbero cambiare la propensione verso questo settore in Italia … possibile che sia arrivato il momento di capire che il turismo italiano ha i numeri di un’industria e quindi che debba essere trattata politicamente, professionalmente, strategicamente e in termini di sviluppo come la nostra industria trainante?
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mercoledì 13 gennaio 2016
Destagionalizzazione ...
Oggi in Italia, per effetto della concentrazione delle chiusure scolastiche e delle ferie (negli altri paesi non è così), gli Italiani vanno in vacanza nel 80% - 85% solo in Estate (40-45% Agosto, 10%-15% Luglio, 10% Giugno e 10% Luglio). Ciò riduce la competizione tra albergatori e riduce i conseguenti investimenti.
Un hotel ha utili se è pieno al 50% . Se è a
gestione famigliare deve avere almeno il 30% di riempimento … se è al di sotto
di queste percentuali un hotel perde sicuramente soldi.
Se un hotel è pieno solo in certi periodi … in questi
periodi un hotel è + caro. E’ normale deve recuperare quanto ha perso negli altri
periodi.
Se un hotel è pieno solo in certi periodi, che sono
gli stessi dei suoi competitor, non ha interesse a investire nella sua
struttura, in quanto si riempie solo in quei periodi a prescindere dal suo valore
competitivo.
Siete mai entrati in un ristorante, un bar, un
cinema vuoto e Vi siete domandati se quel locale si pagava la serata o se era
meglio che rimanesse chiuso? La risposta è che probabilmente quella serata non
se la paga … ma se rimane chiuso tutte le sere che non si paga difficilmente si
riempirà le serate buone … in quanto in pochissimi saranno a conoscenza
del suo locale.
Alla luce di questa semplicistica spiegazione capirete
che destagionalizzare è importante :
•
Aumenta
investimenti …
•
Aumenta
competitività
•
Aumenta
ricettibilità
•
Continuità di
servizio
Da quando faccio questo lavoro mi sento dire che un
hotel per destagionalizzare deve puntare sui mercati esteri … ma la cruda verità
è che per proporsi sui mercati esteri è necessario essere competitivi … avere
certi standard qualitativi che si realizzano se stai destagionalizzando.
"E' un gatto che si mangia la coda"?
Ma il vero problema è invece un altro. Ipotiziamo
pertanto che l’imprenditore alberghiero abbia investito (fatto)…. sia
commercialmente bravissimo e si sia quindi posizionato sul mercato estero
(fatto) … abbia prenotazioni di interi pulmann di stranieri per il suo hotel
(fatto), ma ristoranti, locali, bar, musei, teatri, cinema e negozi sono
tutti chiusi (successo) …. quale sarà il valore del suo investimento. In altre
parole anche se gli stranieri bastassero a raggiungere i riempimenti del 50% -
30% necessari a soddisfare i budget di destagionalizzazione (fatto di per sé già molto difficile), questi non
basterebbero mai per sostenere l’economia della località turistica e questo
investimento sarebbe pertanto annullato dall’insoddisfazione del cliente e
dalla frustrazione di non avere portato ricchezza ai concittadini.
Alla luce di questi ragionamenti a cui la maggior
parte delle destinazioni si sono già adeguati la destagionalizzazione deve
partire dal mercato interno … in quanto quello è imprescindibile per la
creazione di uno “zoccolo duro” di presenze sufficiente a garantire l’apertura
delle attività locali, la loro redditività e quella dei propri alberghi.
Destagionalizzare non significa aumentare le
vacanze degli Italiani, bensì gestirle in maniera strategica.
Il Black Out di Agosto non è più giustificato.
Certe attività devono garantire una continuità di servizio e di produzione ...
forse che questo farebbe bene anche a creare nuova occupazione?
Le vacanze estive scolastiche di tre mesi, che
tanto complicano la logistica e i budget delle famiglie, dovrebbero
gradualmente ridursi, ciò permetterebbe di recuperare dei giorni di vacanza da
distribuire nel resto del anno.
Se ridurre i tre mesi dovesse trovare delle
resistenze in ogni caso sarebbe bene differenziarle in maniera locale.
Ipotiziamo pertanto di ridurle di 15 giorni e
differenziarle tra Sud ( 1 giugno – 15 agosto) – Nord (15 giugno – 30 agosto) –
Centro (1 luglio – 15 settembre) … (I miei sono chiaramente solo degli esempi
senza base analitica).
E’ evidente che malgrado la riduzione di 15 giorni Vi
sarebbe maggiore copertura stagionale!
Vi siete poi mai domandati come mai in molti paesi
quando c’è una festività che cade in un week end si aggiunge sempre il lunedi o
il venerdi senza affidarsi alla casualità del calendario … o come mai il giorno del ringraziamento negli Stati Uniti cade sempre ultimo giovedi
di novembre (permettendo così il ponte e il Black Friday).
Non pensate che i 15 giorni recuperati dalle
vacanze Estive potrebbero essere ridistribuiti creando più ponti e festività
funzionali alla destagionalizzazione di corto raggio.
Al sud si potrebbe festeggiare lo sbarco dei Mille
(11 maggio), al nord le 5 giornate di Milano (18 – 22 marzo) e al centro
l’incontro di Teano (26 ottobre) … (anche questi sono chiaramente solo degli
esempi senza base analitica) e questi nuovi ponti potrebbero coincidere o
essere a ridosso delle periodi di vacanza degli stranieri.
Insomma questi sono esempi semplicistici e al limite della provocazione (in quanto pensati in questa mezz’ora). Danno però l’idea
di cosa si potrebbe fare per allungare le stagionalità delle località
turistiche … il fatto per me prioritario é che in ogni caso rimango convinto che se tutto fosse gestito con una
logica e finalità strategica si potrebbe migliorare qualitativamente e quantitativamente l’intera offerta
turistica italiana, migliorando i risultati di questo settore che già di per sé rappresenta il 10% del PIL ..... e il cui indotto è incalcolabile e probabilmente solo parzialmente sfruttato sia in termini di shopping locale che di export.
mercoledì 10 giugno 2015
Ecommerce tramite mobile crescerà nel 2015 del 70%
Secondo le stime dell’Osservatorio eCommerce B2c della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2015 le vendite online via smartphone cresceranno del 70% circa e supereranno 1,8 miliardi di euro, pari al 12% dell’eCommerce B2c. La situazione è piuttosto diversa da settore a settore. Il comparto con la più alta penetrazione delle vendite da Smartphone è l’Informatica ed elettronica con circa il 18%, seguito dall’Abbigliamento con il 17%.
Troviamo infine l’Editoria e il Turismo con il 15% e con l’8% rispettivamente. Se si considera invece l’apporto in valore assoluto, il Turismo contribuisce alle vendite con più di 440 milioni di euro, l’Abbigliamento con circa 390 milioni e l’Informatica ed elettronica di consumo con circa 370. Tra gli altri comparti si segnalano gli ottimi risultati del Couponing.
martedì 24 marzo 2015
Tre mesi di vacanze sono troppi?
«Un mese di vacanza va bene. Ma non
c'è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare
formazione. Una discussione che va affrontata», ha detto il ministro del
Lavoro, Giuliano Poletti, (cit. Il sole 24 ore).
In Italia l’offerta turistica dev’essere
migliorata, il rapporto qualità prezzo dev’essere ottimizzato .. e per farlo è
necessario calibrare in maniera scientifica la domanda e l’offerta. Oggi in
Italia, per effetto della concentrazione delle chiusure scolastiche e delle
ferie nel periodo estivo (negli altri paesi non è così).
Gli Italiani vanno in
vacanza nel 80% - 85% solo in Estate (40-45% Agosto, 10%-15% Luglio, 10% Giugno
e 10% Luglio). Ciò riduce la competizione tra albergatori e riduce i
conseguenti investimenti per migliorare la propria offerta.
La riforma a cui fa riferimento il ministro Poletti è quindi
molto, ma molto importante per il turismo e quindi per l'economia italiana; ma negli altri paesi é stata fatta per destagionalizzare.
In altre parole per garantire un turismo interno distribuito in maniera
omogenea, le vacanze sono state segmentate per area ... ciò ha quindi
legittimato certi investimenti pubblici e privati, quindi migliorato l'offerta
e le infrastrutture turistiche ...
In Italia, si parla della legge, ma nessuno fa
riferimento a questi aspetti strategici ... e tutto fa pensare che nessuno
terrà conto di questi aspetti al momento opportuno.
martedì 3 marzo 2015
Analisi del prodotto Italia ReisenPlatz
ReisenPlatz è l'azienda austriaca che gestisco per
il mercato italiano. Il mio ruolo é di natura commerciale, marketing e parzialmente gestionale, ma l'azienda mi ha richiesto di sviluppare anche il prodotto sulla penisola.
Per capirne l’effettivo potenziale
ho quindi strutturato un’analisi e sono rimasto piacevolmente stupito dei
risultati raggiunti dal team ReisenPlatz. Sono infatti più di sedicimila i
contratti hotels e più di diecimila gli hotels unici italiani oggi in
piattaforma.
L’Italia è una destinazione
territorialmente frastagliata ed è pertanto strategicamente prioritario avere
una copertura logistica di tutta la penisola. Sono pertanto più di 1.500 le
località italiane oggi con copertura alberghiera. L’offerta é distribuita in
maniera equilibrata tra le diverse aree (NORD 35%, Centro 37%, SUD 15%, Sicilia
8% e Sardegna 5%) della penisola.
La cosa interessante è che
anche se abbiamo una proposta turistica molto complòeta, non abbiamo in realtà ancora
concluso i nostri investimenti di prodotto. In base alle nostre proiezioni
arriveremo presto a 20.000 contratti hotels, a 12.000 hotels unici e grazie
alla piattaforma DMC.ReisenPlatz a più di 800 hotels in contrattazione diretta.
Il motivo per cui lo pubblico sul BLOG è in quanto sono convinto che tutto ciò abbia un potenziale enorme per il turismo e quindi per economia italiana. Il potenziale oltre che nella copertura di prodotto ... è soprattutto nella piattaforma tecnologica e webservice su cui è sviluppato che permette di essere implementato nei modi più svariati praticamente in qualunque sito e piattaforma tecnologica sia tramite webservice che white label (iframe).
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Turismo organizzato e rivoluzione digitale
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Ecommerce - il 74% degli italiani ha comprato on line un servizio turistico
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sabato 14 giugno 2014
Riflessioni personali sul settore turistico italiano direttamente da Dubai
Il turismo è uno dei settori economici italiani più rilevanti, il settore che pertanto dovrebbe essere capace di produrre ricchezza e occupazione. Ho 42 anni,
mi ritengo un esperto di turismo e faccio 4.669 Km per andare a lavorare a
Dubai, a me tutto ciò ha fatto pensare ...
L’Italia è
stata per oltre un secolo al 1° posto ed è oggi al 5° posto tra le destinazioni
mondiali e al 3° posto tra le destinazioni europee (preceduta da Francia e
Spagna). Perché?
In Italia
sono circa 2 milioni le persone impiegate in ambito turistico e questo settore
pesa sul PIL una variabile in base alle analisi svolte tra 7% e il 12%. La Francia ha invece un giro d’affari che è quasi
il doppio di quello italiano, è la prima destinazione al mondo e lo share
del turismo sul PIL è valutato tra il 18% - 25%. Il turismo rappresenta un grande motore per l’export di servizi e un volano per le esportazioni in genere. Perché quindi il nostro paese non investe sul turismo?
Se un
viaggio è spesso determinato da finalità culturali e l’Italia è evidenziata da un elevato numero di siti iscritti
nel patrimonio mondiale dell’UNESCO e da una straordinaria offerta di musei.
Perché al primo posto per visitatori al mondo c’è il Louvre di Parigi, al 2° Metropolitan Museum di New York, al 3°,
4° e 5° posto musei di Londra, solo al 6° posto i Musei Vaticani, al 9° e 10° i
parigini Pompidou e Orsay e per trovare “un italiano vero”, dobbiamo
aspettare la 21° posizione con la Galleria Uffizi.
Se un
viaggio può essere legato ai soggiorni balneari o in barca, l’Italia ha 7500 km
di coste contro i 3200 km della Francia. Perché, malgrado il clima più
favorevole la Francia con la metà della costa ha 370 porti turistici contro i
nostri 214?
Il mercato
turistico ha avuto in Italia un valore di 32 miliardi di euro nel 2012 contando
solo il business in entrata (turisti stranieri in Italia). Per arrivare a
definire il “turismo internazionale”, cioè flussi in entrata + uscita, bisogna
aggiungere i 18,5 miliardi di spesa degli italiani all’estero. Bankitalia: Il
saldo del turismo internazionale dell’Italia è da sempre in attivo. Ma negli
ultimi 15 anni l’interscambio con l’estero ha contribuito negativamente alla
crescita del Pil, per l’effetto di una crescita delle spese degli italiani
all’estero più alta di quella (stagnante) degli stranieri in Italia”. Ovvero:
riduzione del saldo netto positivo. Secondo me ci farebbero comodo i 30
miliardi di PIL che mancano al appello e che sono invece presenti in misure
differenti in paesi come la Francia e la Spagna. Perché l’Italia non fa nulla
per sviluppare il settore turistico.
Io sono per
anni stato un imprenditore, sono oggi un manager e la mia risposta a suddette
domande è di natura pragmatica. Per fare business, bisogna fare industria e per
fare industria bisogna fare strategia. Per fare strategia è pertanto
necessario, migliorare e rendere più competitivo il prodotto … renderlo
logisticamente accessibile, quindi comunicarlo, studiare il pricing in base al
target di riferimento e quindi oggi più che mai multi canalizzare il tutto.
Prodotto –
L’offerta turistica dev’essere migliorata, il rapporto qualità prezzo
dev’essere migliorato .. e per farlo è necessario calibrare in maniera
scientifica la domanda e l’offerta. Oggi in Italia, per effetto della
concentrazione delle chiusure scolastiche e delle ferie nel periodo estivo
(negli altri paesi non è così), gli Italiani vanno in vacanza nel 80% - 85%
solo in Estate (40-45% Agosto, 10%-15% Luglio, 10% Giugno e 10% Luglio). Ciò
riduce la competizione tra albergatori e riduce i conseguenti investimenti per
migliorare la propria offerta.
Logistica – La
logistica e l’accessibilità è prioritaria in ambito turistico e non solo. In
primo luogo la rete
autostradale italiana dagli anni ’70 ad oggi è cresciuta del 67% contro il 230%
di quella europea e la rete ferroviaria è invece diminuita del 23%.
Il problema
vero sono però gli aeroporti, ogni città vuole un suo aeroporto. In Italia ne
sono nati quindi centinaia di aeroporti, un mercato polverizzato che non
permette lo sviluppo di poli aeroportuali e quindi politiche di code sharing
(politiche che permettono di fare i combinati tra diverse compagnie e quindi
attrarre traffico aereo e turisti stranieri). E’ un fatto che gli hub
internazionali sempre più spesso utilizzati dagli Italiani stessi per voli
intercontinentali sono Londra, Francoforte, Parigi, Madrid, Istanbul, Abu
Dhabi e Dubai, piuttosto che Roma o Milano. E’ un fatto che le compagnie aeree
estere (minori) stiano abbandonando in massa gli aeroporti italiani posizionandosi
invece su questi hub … è un fatto che tutto questo determini non solo una
perdita di business turistico, ma anche import – export e la difficoltà
oggettiva di aperture di sedi estere in Italia.
Comunicazione
– Per la creazione di un marchio è assolutamente prioritario che
ogni membro di un’azienda sia cosciente, orgoglioso e portatore dei valori di
questo marchio. Il bel paese, così era chiamata un tempo l’Italia. La nostra bellezza
non solo raramente è enfatizzata, ma l’Italia è così spesso denigrata da
determinare fenomeni di umiltà e sciatteria. L’Italia al estero è quindi
sinonimo di bellezza e di per sé un buon brand, ma noi italiani non siamo dei
buoni ambasciatori del ns. brand.
Una volta
che ci siamo identificati con questi valori di bellezza è quindi necessario
comunicarli. In Italia esiste
ENIT (ente dedicato alla promozione ITALIA nel mondo) se da un lato è vero che
con un budget di 16 mlns di euro, ne dedica 15 mlns agli stipendi dei suoi
dipendenti e manager, è altresì vero che è sbagliato chiuderla ed è invece
prioritario ristrutturarla. Ad oggi le
singole regioni sono chiamate ad essere responsabili dello sviluppo. E’ a
mia opinione assurdo che con un brand “Italia” ci si presenti nei mercati più
lontani con le singole regioni. In Russia, in Cina o negli Emirati arabi
non interessa il Molise o la Calabria, sanno invece cos’è l’Italia. Invece noi
ci presentiamo con tanti mini budget come Umbria, Toscana e Sardegna.
Nella
comunicazione infine ci sono ogni tanto dei colpi di fortuna … per essere tali
devono però essere sfruttati … a me sembra che venga ad esempio poco sfruttato
il recente successo della “Grande Bellezza”. Molto frustranti sono le opportunità che abbiamo perso in questi
anni. Il Codice da Vinci, ha dato vita in Francia a tour dedicati, documentari
e quanto altro … in pochi si sono invece accorti che il best seller dell’anno “Inferno” sempre di Dan Brown è
praticamente tutto ambientato in Italia (Firenze e Venezia) ….. perché tutto
ciò non è stato lontanamente valorizzato quanto invece il “Codice da Vinci” in
Francia? La fortuna va anche stimolata … se pertanto si pensassero a degli
incentivi, invece che prevedere delle tasse, volti a favorire le produzioni artistiche
e cinematografiche estere in location italiane.
Prezzo - Se oggi
il fattore prezzo è sempre più importante per le scelte dei consumatori e
quindi la competitività dell’offerta turistica è una priorità, perché le
aliquote IVA del settore turistico italiano non sono allineate a quelle dei
principali paesi concorrenti? Perché gli albergatori, che sempre più spesso si
vanno a cercare i turisti stranieri al estero, portando denaro alle casse e ai
commercianti dei loro comuni, hanno sempre più spesso tasse di soggiorno invece
che incentivi? In altre
parole se uno straniero che
viene in Italia porta denaro speso orizzontalmente in tutti i settori, porta
lavoro e quindi denaro speso e reinvestito in tutti i settori, ma soprattutto
venendo a contatto con i ns. prodotti ne facilita il loro posizionamento
all’estero e quindi la loro esportazione diretta e indotta, perché
l’albergatore dev’essere penalizzato con tasse aggiuntive per ospitare
quest’enorme risorsa per la sua comunità?
Commerciale
– I canali tradizionali (agenzie e tour operator) sono in forte
contrazione (- 30/40% dal 2009), troppo poche le strutture alberghiere italiane on line, non
esiste una Olta (on line travel agency) Italiana e la maggior parte delle Bed Bancks – Wholesaler in cui vengono
prenotati gli alberghi (anche dagli italiani) non si sono mai sviluppate in Italia … La penetrazione di
INTERNET in Italia supera di poco il 50%, in Francia e Spagna ampiamente il
70/80%. In altre parole i canali tradizionali, in quanto obsoleti sono in
contrazione, i canali digitali in quanto non considerati efficaci per l’Italia
non si sono mai effettivamente sviluppati in Italia, ma all’estero …. Quindi
oggi anche quando un italiano compra una camera d’albergo in Italia in realtà
le compra in Inghilterra, Germania o negli emirati arabi. E’ come comprare una
mozzarella di bufala italiana in Australia. Sara un caso che sono country manager per l'Italia di una software spagnola specializzata in XML (www.xmltravelgate.com).
Vi pare
normale che se un Italiano compra un soggiorno a Firenze o Londra del valore
superiore a € 1.000 in Italia rischia una visita fiscale e se lo compra in una
OLTA straniera nessuno lo sa.
Il turismo italiano
non ha quindi secondo me bisogno di soldi per finanziarsi, ha bisogno di una
strategia industriale che ne regoli lo sviluppo … Non soldi per migliorare
infrastrutture e prodotti, ma una semplice destagionalizzazione delle ferie
come la Francia / Germania o l’Inghilterra che aumenti la competitività e
redditività del mercato interno. Non al proliferare di aeroporti poco
strategici (Milano in 150 km ha Linate, Malpensa, Bergamo, Brescia, Verona,
Cuneo, Genova e Torino), ma lo sviluppo strategico di poli aeroportuali volti e
messi nelle condizioni di attirare vettori e quindi turisti e uomini d’affari
da ogni parte del mondo. Non un’assurda piramide comunicativa che ha fatto
diventare l’Italia il paese delle sagre, ma un piano di comunicazione nazionale
transettoriale volto a incentivare chi porta il brand italia all’estero. Non
soldi per comunicare e digitalizzarsi, bensì incentivi fiscali da reinvestire
per chi già lavora bene in questi ambiti.
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lunedì 10 febbraio 2014
XML Travelgate arriva sul mercato Italiano
“Xml Travelgate
nasce a Palma di Maiorca nei primi mesi del 2012 – racconta Luca Adami, scelto
a rappresentare l’azienda in Italia - ed è una software house specializzata
nello sviluppo e mantenimento di connessioni XML. Sono più di 200 i provider già
connessi (hotel, aerei, gds, traghetti, treni, car rental ecc). Il cliente ha
bisogno ad esempio di ampliare la sua offerta di strutture alberghiere, se si
connette con XML Hotel ha pertanto più di 150 providers (DMCI, catene
alberghiere e Bed Bancks) connessi in un’unica stringa. In altre parole XML
Travelgate permette ai suoi clienti di gestire in outsourcing il reparto
dedicato allo sviluppo di connessioni XML. XML Travelgate è quindi il partner
tecnologico specializzato in integrazioni XML perfetto per software house, OTA,
tour operator e molti altri attori oggi sul mercato“.
Importanti player
del turismo spagnolo quali ad esempio RESTEL, LOGI Travel, Barcelo Viajes hanno
già capito i vantaggi di questo genere di partnership.
“I vantaggi sono
strategici, operativi ed economici – continua Luca Adami - in primo luogo lo
sviluppo e l’aggiornamento di connessioni performanti è oggi operativamente impegnativo
e troppo spesso distrae l’azienda dalla sua attività principale, cioè vendere
servizi turistici. In secondo luogo richiedendo personale molto specializzato è
economicamente oneroso e con la ns. soluzione si possono quindi raggiungere
risparmi di costi con variabili dal 80% al 20%. In terzo luogo è oggi
innegabile il valore strategico on line di una coda lunga di prodotti. Sono
invece fuori mercato i tempi che richiederebbero le connessioni di 200
fornitori, ciò si può ottenere in base alla propria struttura in una variabile
da un mese a quattro mesi con XMLTravelgate ”.
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xml
domenica 15 dicembre 2013
Ecommerce : primi dati ufficiali sul 2013
In base alle ricerche del politecnico di Milano e-commerce ha raggiunto nel 2013 un giro d’affari superiore ai 10 miliardi di euro. I web shopper sono passati in un anno da 12 a 14 milioni, pari al 50% degli utenti online,
La spesa media annua rilevata pro-capite è di 490 euro nelle assicurazioni, 280 nel turismo, 240 nell’informatica ed elettronica di consumo, 195 nell’abbigliamento, 125 nei beni alimentari, e poco più di 40 nell’editoria.
Gli italiani acquistano sempre più con il mobile commerce, gli acquisti tramite smartphone via APP sono cresciuti del 255% negli ultimi mesi e, unitamente alle transazioni effettuate via tablet, conquistando quest’anno il 12% del mercato digitale.
La spesa media annua rilevata pro-capite è di 490 euro nelle assicurazioni, 280 nel turismo, 240 nell’informatica ed elettronica di consumo, 195 nell’abbigliamento, 125 nei beni alimentari, e poco più di 40 nell’editoria.
Gli italiani acquistano sempre più con il mobile commerce, gli acquisti tramite smartphone via APP sono cresciuti del 255% negli ultimi mesi e, unitamente alle transazioni effettuate via tablet, conquistando quest’anno il 12% del mercato digitale.
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lunedì 21 ottobre 2013
Ecommerce, il 74% degli Italiani ha comprato on line un servizio turistico
Il Turismo è il settore in cui ecommerce si è affermato per primo e dove da più anni si sono registrati i consolidati più importanti, ancora nel 2012 Etourism rappresentava il 54% del transato italiano (ecommerce … ma cresce ancora anche in Italia e segna un boom senza precedenti, con oltre il 74% degli italiani che ha fatto almeno un acquisto di prodotti e servizi per il turismo e i viaggi.
È quanto emerge da uno studio della società di marketing Webloyalty che, oltre al nostro Paese, ha coinvolto tutti i partner europei. “Gli utenti si rivolgono sempre più ai canali digitali per la ricerca del luogo in cui trascorrere le proprie vacanze, con punte dell’ 80% in gran Bretagna, a discapito del contatto diretto con un agente di viaggio”, si legge nel commento alla nota.
L’Italia si trova nelle posizioni di testa della classifica, con quasi 8 utenti su dieci che hanno indirizzato i propri acquisti verso il settore turistico, dei viaggi e dei soggiorni.
Un dato che sottolinea quanto i canali social e mobile possono aprire nuove strade al marketing turistico e all’industria del settore, offrendo un’esperienza online più qualificante all’utente.
Fonte : http://www.key4biz.it/ - Pierluigi Barberio
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