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giovedì 28 gennaio 2016

Pernottamenti Turistici - Classifica Europea secondo EUROSTAT

Il 2015 segna un nuovo record per il turismo europeo, con 2,8 miliardi di notti per una crescita del 3,2% rispetto al 2014. E il nostro Paese conferma il suo trend positivo con l’1,8% di turisti in più, per 385 milioni di pernottamenti.


  1. La Spagna resta di gran lunga la meta favorita, e consolida la sua posizione con un 4,3% in più rispetto al 2014, per un numero di 421,2 milioni di notti.
  2. La Francia è seconda a livello complessivo, con 413,5 milioni di notti e una crescita del 2,8%. Ma è 3a per turisti non residenti (134 milioni, +11%).
  3. L’Italia è la terza in Europa per il numero di notti trascorse in hotel, ma in cifre assolute però l’Italia è seconda per numero di turisti stranieri, che sono 191 milioni, una quota che rappresenta il 50% dei turisti totali. In pratica un turista su due è straniero. E se in Europa in media il 46 % delle notti spese è relativo a non residenti, l’Italia è a quota 15% a livello UE. Ma rimane sempre dietro la Spagna, che raggiunge 268 milioni di notti per il 21%, pari a 1 notte su 5 spese dai non residenti.
  4. La Germania infine è quarta a livello assoluto, con 379 milioni di notti e un aumento delle presenze del +3,3%. Grazie soprattutto ai turisti tedeschi. Perché gli stranieri si fermano a quota 21%.

Il museo di Aidone é a 9 Km da Piazza Armerina

Qualcuno di Voi conosce Aidone? E' un paesino della sicilia a 9 Km da Piazza Armerina. Qualcuno di Voi ha avuto l'opportunità di visitare il suo museo archeologico? Oggi tutti ne parlano ed é molto bello! Ospita la "Venere di Morgantina", una notevole collezione di gioielli, sculture, reperti di diverse epoche e splendida notizia di questi giorni ospiterà la "Testa di ADE", che é stata restituita da Getty Museum all'Italia.
                                                                   Museo di Aidone

Non fraintendetemi la cosa mi riempie di gioia ... io ho avuto il piacere di visitarlo ed apprezzarne la collezione. Il museo é carino e ben tenuto ... e la "Venere di Morgantina" é veramente spettacolare, il problema é che lo conoscono in pochi e pochi sono i visitatori. 
Io, come sapete, non mi occupo di beni culturali, ma di turismo. In particolare di comunicazione e commerciale, ne conosco quindi costi,  difficoltà logistiche e sono pertanto convinto che dovrebbe esserci sinergia tra i musei. In Italia esistono più di 400 musei e pochi sono realmente visitati e conosciuti in Italia e all'estero.   


In altre parole ... La Villa del Casale di Piazza Armerina ed il museo di Aidone sono a meno di 9 Km. Nessuno conosce Aidone ... in troppo pochi, ma in molti, conoscono la meravigliosa "Villa del Casale" ... non avrebbe più senso creare un polo archeologico? ...  Fare sinergia? .... Integrare il museo nel complesso della Villa del Casale ... ? Insomma fare in modo che con gli sforzi economici e di comunicazione di queste realtà possano aumentare i visitatori della Sicilia.  Oggi che tutti parlano del museo di Aidone, nessuno fa riferimento a Piazza Armerina, quindi lo dico io!

 Villa del Casale di Piazza Armerina

martedì 19 gennaio 2016

Il turismo internazionale cresce più velocemente dell'economia mondiale

Il turismo internazionale cresce più velocemente dell’economia mondiale, in media del 5% l’anno. La OMT sostiene che nel 2030 il numero delle persone che viaggeranno saranno 2 miliardi, pari al doppio di quelli attuali … forse numeri eccessivi, ma per crederci basta pensare che 60 anni fa i turisti internazionali erano quaranta volte meno degli attuali. 
Consideriamo solo i BRIC (BRASILE , RUSSIA, INDIA e CINA) che anche se non se la passano troppo bene in questi giorni, possono oggi considerarsi da paesi emergenti a paesi emersi … nel 2013 dai loro aeroporti sono decollati 128 millioni di turisti … oggi i cittadini  dei BRIC hanno quasi il doppio dei soldi che avevano 10 anni fa, come sarà quindi il loro potere d’acquisto nel 2030? In quanti partiranno dai loro aeroporti?
A questo proposito, proprio alla luce di questi dati, è notizia di questi giorni che dal monitoraggio dell’appeal finanziario condotto da KFinance, partner equity di Borsa Italiana, vede il settore turistico conquistare il primo posto, davanti addirittura a salute e automobile.


La cruda verità è che il turismo va veloce, più veloce dell’economia globale, gli arrivi aumentano anche da noi, ma se gli altri corrono noi in Italia andiamo a zonzo senza strategia. La verità è che proporzionalmente agli indici di mercato fino al 2014 abbiamo avuto un crollo generalizzato dei pernottamenti senza essere stati capaci di recuperarli in giro per il mondo e che quindi solo nel ultimo anno siamo stati in linea con gli altri paesi.
L’Italia nel 2015 è andata invece bene turisticamente … si parla di un incremento del 10%, ma questi risultati eccezionali da che cosa sono stati determinati?

- Terrorismo internazionale e quindi crisi Egitto e Tunisia.
- Valorizzazione del dollaro che ha reso + competitiva Europa.
- Effetto EXPO.
- Problemi Grecia … che è cresciuta in ogni caso + dell’Italia
- Recupero di quanto non fatto negli ultimi anni

Benissimo ma sono praticamente tutti fattori eccezionali e difficilmente ripetibili.

Il brand Italia è in calo. Tra il 2004 e il 2014 siamo passati dal primo al 18° posto (superati da Francia, Germania, Finlnadia e Singapore) nel Country Brand Index … ma a quanto pare nelle intenzioni di viaggio rimaniamo sempre tra i primi al mondo; malgrado questo non ce la facciamo a stare allineati con i nostri competitor.   
Il turismo in Italia è già un’industria nazionale. Vale 160 miliardi di euro, il 10% del nostro PIL e copre + del 11% della nostra forza lavoro.


La verità è però che questi dati sono parziali in quanto il turismo è un fiume con un gran numero di affluenti : alberghi, ristoranti, musei, treni, aeroporti, negozi … e se in tutto il mondo hanno capito che lasciando fuori il pacchetto base, volo + hotel, nella spesa di un turista medio lo shopping vale il 40% del totale, in Italia sembra non essere ancora chiaro che uno straniero in Italia é allo stesso tempo + propenso verso i nostri prodotti e quindi tutto ciò impatta sull’export del paese.
In altre parole il turismo è un eccellente driver di sviluppo … non solo impatta sulle suddette attività in maniera diretta … ma con ogni probabilità i soldi incassati grazie al turismo sono anche solo in parte reinvestiti in tutti i settori … quindi impatta sull’economia intera.
… quindi se é un fatto che il turismo in Italia è cresciuto del 10% nel 2015 … è veramente difficile pensare che i risultati positivi del PIL Italiano 2015 (+0,7% - +1%) siano forse associabili anche ai risultati turistici. 
Insomma sono veramente tanti i dati, i fatti, i numeri che dovrebbero cambiare la propensione verso questo settore in Italia … possibile che sia arrivato il momento di capire che il turismo italiano ha i numeri di un’industria e quindi che debba essere trattata politicamente, professionalmente, strategicamente e in termini di sviluppo come la nostra industria trainante?

mercoledì 13 gennaio 2016

Destagionalizzazione ...

Oggi in Italia, per effetto della concentrazione delle chiusure scolastiche e delle ferie  (negli altri paesi non è così), gli Italiani vanno in vacanza nel 80% - 85% solo in Estate (40-45% Agosto, 10%-15% Luglio, 10% Giugno e 10% Luglio). Ciò riduce la competizione tra albergatori e riduce i conseguenti investimenti.
Un hotel ha utili se è pieno al 50% . Se è a gestione famigliare deve avere almeno il 30% di riempimento … se è al di sotto di queste percentuali un hotel perde sicuramente soldi.
Se un hotel è pieno solo in certi periodi … in questi periodi un hotel è + caro. E’ normale deve recuperare quanto ha perso negli altri periodi.
Se un hotel è pieno solo in certi periodi, che sono gli stessi dei suoi competitor, non ha interesse a investire nella sua struttura, in quanto si riempie solo in quei periodi a prescindere dal suo valore competitivo.
Siete mai entrati in un ristorante, un bar, un cinema vuoto e Vi siete domandati se quel locale si pagava la serata o se era meglio che rimanesse chiuso? La risposta è che probabilmente quella serata non se la paga … ma se rimane chiuso tutte le sere che non si paga difficilmente si riempirà  le serate buone … in quanto in pochissimi saranno a conoscenza del suo locale.

Alla luce di questa semplicistica spiegazione capirete che destagionalizzare è importante :

               Aumenta investimenti …
               Aumenta competitività 
               Aumenta ricettibilità
               Continuità di servizio




Da quando faccio questo lavoro mi sento dire che un hotel per destagionalizzare deve puntare sui mercati esteri … ma la cruda verità è che per proporsi sui mercati esteri è necessario essere competitivi … avere certi standard qualitativi che si realizzano se stai destagionalizzando. "E' un gatto che si mangia la coda"? 
Ma il vero problema è invece un altro.  Ipotiziamo pertanto che l’imprenditore alberghiero abbia investito (fatto)…. sia commercialmente bravissimo e si sia quindi posizionato sul mercato estero (fatto) … abbia prenotazioni di interi pulmann di stranieri per il suo hotel (fatto), ma ristoranti, locali, bar,  musei, teatri, cinema e negozi sono tutti chiusi (successo) …. quale sarà il valore del suo investimento. In altre parole anche se gli stranieri bastassero a raggiungere i riempimenti del 50% - 30% necessari a soddisfare i budget di destagionalizzazione (fatto di per sé già molto difficile), questi non basterebbero mai per sostenere l’economia della località turistica e questo investimento sarebbe pertanto annullato dall’insoddisfazione del cliente e dalla frustrazione di non avere portato ricchezza ai concittadini.

Alla luce di questi ragionamenti a cui la maggior parte delle destinazioni si sono già adeguati la destagionalizzazione deve partire dal mercato interno … in quanto quello è imprescindibile per la creazione di uno “zoccolo duro” di presenze sufficiente a garantire l’apertura delle attività locali, la loro redditività e quella dei propri alberghi.
Destagionalizzare non significa aumentare le vacanze degli Italiani, bensì gestirle in maniera strategica.
Il Black Out di Agosto non è più giustificato. Certe attività devono garantire una continuità di servizio e di produzione ... forse che questo farebbe bene anche a creare nuova occupazione?
Le vacanze estive scolastiche di tre mesi, che tanto complicano la logistica e i budget delle famiglie, dovrebbero gradualmente ridursi, ciò permetterebbe di recuperare dei giorni di vacanza da distribuire nel resto del anno.
Se ridurre i tre mesi dovesse trovare delle resistenze in ogni caso sarebbe bene differenziarle in maniera locale.
Ipotiziamo pertanto di ridurle di 15 giorni e differenziarle tra Sud ( 1 giugno – 15 agosto) – Nord (15 giugno – 30 agosto) – Centro (1 luglio – 15 settembre)  … (I miei sono chiaramente solo degli esempi senza base analitica).
E’ evidente che malgrado la riduzione di 15 giorni Vi sarebbe maggiore copertura stagionale!
Vi siete poi mai domandati come mai in molti paesi quando c’è una festività che cade in un week end si aggiunge sempre il lunedi o il venerdi senza affidarsi alla casualità del calendario … o come mai il giorno del ringraziamento negli Stati Uniti cade sempre ultimo giovedi di novembre (permettendo così il ponte e il Black Friday).
Non pensate che i 15 giorni recuperati dalle vacanze Estive potrebbero essere ridistribuiti creando più ponti e festività funzionali alla destagionalizzazione di corto raggio.
Al sud si potrebbe festeggiare lo sbarco dei Mille (11 maggio), al nord le 5 giornate di Milano (18 – 22 marzo)  e al centro l’incontro di Teano (26 ottobre) … (anche questi sono chiaramente solo degli esempi senza base analitica) e questi nuovi ponti potrebbero coincidere o essere a ridosso delle periodi di vacanza degli stranieri.


Insomma questi sono esempi semplicistici e al limite della provocazione (in quanto pensati in questa mezz’ora). Danno però l’idea di cosa si potrebbe fare per allungare le stagionalità delle località turistiche … il fatto per me prioritario é che in ogni caso rimango convinto che se tutto fosse gestito con una logica e finalità strategica si potrebbe migliorare qualitativamente e quantitativamente l’intera offerta turistica italiana, migliorando i risultati di questo settore che già di per sé rappresenta il 10% del PIL ..... e il cui indotto è incalcolabile e probabilmente solo parzialmente sfruttato sia in termini di shopping locale che di export.  

mercoledì 10 giugno 2015

Ecommerce tramite mobile crescerà nel 2015 del 70%

Secondo le stime dell’Osservatorio eCommerce B2c della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2015 le vendite online via smartphone cresceranno del 70% circa e supereranno 1,8 miliardi di euro, pari al 12% dell’eCommerce B2c. La situazione è piuttosto diversa da settore a settore. Il comparto con la più alta penetrazione delle vendite da Smartphone è l’Informatica ed elettronica con circa il 18%, seguito dall’Abbigliamento con il 17%.

Troviamo infine l’Editoria e il Turismo con il 15% e con l’8% rispettivamente. Se si considera invece l’apporto in valore assoluto, il Turismo contribuisce alle vendite con più di 440 milioni di euro, l’Abbigliamento con circa 390 milioni e l’Informatica ed elettronica di consumo con circa 370. Tra gli altri comparti si segnalano gli ottimi risultati del Couponing.

martedì 24 marzo 2015

Tre mesi di vacanze sono troppi?

«Un mese di vacanza va bene. Ma non c'è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione. Una discussione che va affrontata», ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, (cit. Il sole 24 ore).

In Italia l’offerta turistica dev’essere migliorata, il rapporto qualità prezzo dev’essere ottimizzato .. e per farlo è necessario calibrare in maniera scientifica la domanda e l’offerta. Oggi in Italia, per effetto della concentrazione delle chiusure scolastiche e delle ferie nel periodo estivo (negli altri paesi non è così). 
Gli Italiani vanno in vacanza nel 80% - 85% solo in Estate (40-45% Agosto, 10%-15% Luglio, 10% Giugno e 10% Luglio). Ciò riduce la competizione tra albergatori e riduce i conseguenti investimenti per migliorare la propria offerta.
La riforma a cui fa riferimento il ministro Poletti è quindi molto, ma molto importante per il turismo e quindi per l'economia italiana; ma negli altri paesi é stata fatta per destagionalizzare. 
In altre parole per garantire un turismo interno distribuito in maniera omogenea, le vacanze sono state segmentate per area ... ciò ha quindi legittimato certi investimenti pubblici e privati, quindi migliorato l'offerta e le infrastrutture turistiche ...

In Italia, si parla della legge, ma nessuno fa riferimento a questi aspetti strategici ... e tutto fa pensare che nessuno terrà conto di questi aspetti al momento opportuno.

martedì 3 marzo 2015

Analisi del prodotto Italia ReisenPlatz

ReisenPlatz è l'azienda austriaca che gestisco per il mercato italiano. Il mio ruolo é di natura commerciale, marketing e parzialmente gestionale,  ma l'azienda mi ha richiesto di sviluppare anche il prodotto sulla penisola. 
Per capirne l’effettivo potenziale ho quindi strutturato un’analisi e sono rimasto piacevolmente stupito dei risultati raggiunti dal team ReisenPlatz. Sono infatti più di sedicimila i contratti hotels e più di diecimila gli hotels unici italiani oggi in piattaforma.

L’Italia è una destinazione territorialmente frastagliata ed è pertanto strategicamente prioritario avere una copertura logistica di tutta la penisola. Sono pertanto più di 1.500 le località italiane oggi con copertura alberghiera. L’offerta é distribuita in maniera equilibrata tra le diverse aree (NORD 35%, Centro 37%, SUD 15%, Sicilia 8% e Sardegna 5%) della penisola.
La cosa interessante è che anche se abbiamo una proposta turistica molto complòeta, non abbiamo in realtà ancora concluso i nostri investimenti di prodotto. In base alle nostre proiezioni arriveremo presto a 20.000 contratti hotels, a 12.000 hotels unici e grazie alla piattaforma DMC.ReisenPlatz a più di 800 hotels in contrattazione diretta.
Il motivo per cui lo pubblico sul BLOG è in quanto sono convinto che tutto ciò abbia un potenziale enorme per il turismo e quindi per economia italiana. Il potenziale oltre che nella copertura di prodotto ... è soprattutto nella piattaforma tecnologica e webservice su cui è sviluppato che permette di essere implementato nei modi più svariati praticamente in qualunque sito e piattaforma tecnologica sia tramite webservice che white label (iframe). 

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sabato 14 giugno 2014

Riflessioni personali sul settore turistico italiano direttamente da Dubai

Il turismo è uno dei settori economici italiani più rilevanti, il settore che pertanto dovrebbe essere capace di produrre ricchezza e occupazioneHo 42 anni, mi ritengo un esperto di turismo e faccio 4.669 Km per andare a lavorare a Dubai, a me tutto ciò ha fatto pensare ...



L’Italia è stata per oltre un secolo al 1° posto ed è oggi al 5° posto tra le destinazioni mondiali e al 3° posto tra le destinazioni europee (preceduta da Francia e Spagna). Perché?
In Italia sono circa 2 milioni le persone impiegate in ambito turistico e questo settore pesa sul PIL una variabile in base alle analisi svolte tra 7% e il 12%. La Francia ha invece  un giro d’affari che è quasi il doppio di quello italiano,  è la prima destinazione al mondo e lo share del turismo sul PIL è valutato tra il 18% - 25%. Il turismo rappresenta un grande motore per l’export di servizi e un volano per le esportazioni in genere. Perché quindi il nostro paese non investe sul turismo?  

Se un viaggio è spesso determinato da finalità culturali e l’Italia è evidenziata da un elevato numero di siti iscritti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO e da una straordinaria offerta di musei. Perché al primo posto per visitatori al mondo c’è il Louvre di Parigi, al 2° Metropolitan Museum di New York, al 3°, 4° e 5° posto musei di Londra, solo al 6° posto i Musei Vaticani, al 9° e 10° i parigini Pompidou e Orsay e per  trovare “un italiano vero”, dobbiamo aspettare la 21° posizione con la Galleria Uffizi. 

Se un viaggio può essere legato ai soggiorni balneari o in barca, l’Italia ha 7500 km di coste contro i 3200 km della Francia. Perché, malgrado il clima più favorevole la Francia con la metà della costa ha 370 porti turistici contro i nostri 214?
Il mercato turistico ha avuto in Italia un valore di 32 miliardi di euro nel 2012 contando solo il business in entrata (turisti stranieri in Italia). Per arrivare a definire il “turismo internazionale”, cioè flussi in entrata + uscita, bisogna aggiungere i 18,5 miliardi di spesa degli italiani all’estero. Bankitalia: Il saldo del turismo internazionale dell’Italia è da sempre in attivo. Ma negli ultimi 15 anni l’interscambio con l’estero ha contribuito negativamente alla crescita del Pil, per l’effetto di una crescita delle spese degli italiani all’estero più alta di quella (stagnante) degli stranieri in Italia”. Ovvero: riduzione del saldo netto positivo. Secondo me ci farebbero comodo i 30 miliardi di PIL che mancano al appello e che sono invece presenti in misure differenti in paesi come la Francia e la Spagna. Perché l’Italia non fa nulla per sviluppare il settore turistico. 
Io sono per anni stato un imprenditore, sono oggi un manager e la mia risposta a suddette domande è di natura pragmatica. Per fare business, bisogna fare industria e per fare industria bisogna fare strategia. Per fare strategia è pertanto necessario, migliorare e rendere più competitivo il prodotto … renderlo logisticamente accessibile, quindi comunicarlo, studiare il pricing in base al target di riferimento e quindi oggi più che mai multi canalizzare il tutto.

Prodotto – L’offerta turistica dev’essere migliorata, il rapporto qualità prezzo dev’essere migliorato .. e per farlo è necessario calibrare in maniera scientifica la domanda e l’offerta. Oggi in Italia, per effetto della concentrazione delle chiusure scolastiche e delle ferie nel periodo estivo (negli altri paesi non è così), gli Italiani vanno in vacanza nel 80% - 85% solo in Estate (40-45% Agosto, 10%-15% Luglio, 10% Giugno e 10% Luglio). Ciò riduce la competizione tra albergatori e riduce i conseguenti investimenti per migliorare la propria offerta.
Logistica – La logistica e l’accessibilità è prioritaria in ambito turistico e non solo. In primo luogo la rete autostradale italiana dagli anni ’70 ad oggi è cresciuta del 67% contro il 230% di quella europea e la rete ferroviaria è invece diminuita del 23%.
Il problema vero sono però gli aeroporti, ogni città vuole un suo aeroporto. In Italia ne sono nati quindi centinaia di aeroporti, un mercato polverizzato che non permette lo sviluppo di poli aeroportuali e quindi politiche di code sharing (politiche che permettono di fare i combinati tra diverse compagnie e quindi attrarre traffico aereo e turisti stranieri). E’ un fatto che gli hub internazionali sempre più spesso utilizzati dagli Italiani stessi per voli intercontinentali  sono Londra, Francoforte, Parigi, Madrid, Istanbul, Abu Dhabi e Dubai, piuttosto che Roma o Milano. E’ un fatto che le compagnie aeree estere (minori) stiano abbandonando in massa gli aeroporti italiani posizionandosi invece su questi hub … è un fatto che tutto questo determini non solo una perdita di business turistico, ma anche import – export e la difficoltà oggettiva di aperture di sedi estere in Italia.

Comunicazione Per la creazione di un marchio è assolutamente prioritario che ogni membro di un’azienda sia cosciente, orgoglioso e portatore dei valori di questo marchio. Il bel paese, così era chiamata un tempo l’Italia. La nostra bellezza non solo raramente è enfatizzata, ma l’Italia è così spesso denigrata da determinare fenomeni di umiltà e sciatteria. L’Italia al estero è quindi sinonimo di bellezza e di per sé un buon brand, ma noi italiani non siamo dei buoni ambasciatori del ns. brand.
Una volta che ci siamo identificati con questi valori di bellezza è quindi necessario comunicarli. In Italia esiste ENIT (ente dedicato alla promozione ITALIA nel mondo) se da un lato è vero che con un budget di 16 mlns di euro, ne dedica 15 mlns agli stipendi dei suoi dipendenti e manager, è altresì vero che è sbagliato chiuderla ed è invece prioritario ristrutturarla. Ad oggi le singole regioni sono chiamate ad essere responsabili dello sviluppo.  E’ a mia opinione assurdo che con un brand “Italia” ci si presenti nei mercati più lontani con le singole regioni.  In Russia, in Cina o negli Emirati arabi non interessa il Molise o la Calabria, sanno invece cos’è l’Italia. Invece noi ci presentiamo con tanti mini budget come Umbria, Toscana e Sardegna.
Nella comunicazione infine ci sono ogni tanto dei colpi di fortuna … per essere tali devono però essere sfruttati … a me sembra che venga ad esempio poco sfruttato il recente successo della “Grande Bellezza”. Molto frustranti sono le opportunità che abbiamo perso in questi anni. Il Codice da Vinci, ha dato vita in Francia a tour dedicati, documentari e quanto altro … in pochi si sono invece accorti che il best seller dell’anno  “Inferno” sempre di Dan Brown è praticamente tutto ambientato in Italia (Firenze e Venezia) ….. perché tutto ciò non è stato lontanamente valorizzato quanto invece il “Codice da Vinci” in Francia? La fortuna va anche stimolata … se pertanto si pensassero a degli incentivi, invece che prevedere delle tasse, volti a favorire le produzioni artistiche e cinematografiche estere in location italiane.

Prezzo - Se oggi il fattore prezzo è sempre più importante per le scelte dei consumatori e quindi la competitività dell’offerta turistica è una priorità, perché le aliquote IVA del settore turistico italiano non sono allineate a quelle dei principali paesi concorrenti? Perché gli albergatori, che sempre più spesso si vanno a cercare i turisti stranieri al estero, portando denaro alle casse e ai commercianti dei loro comuni, hanno sempre più spesso tasse di soggiorno invece che incentivi?  In altre parole se uno straniero che viene in Italia porta denaro speso orizzontalmente in tutti i settori, porta lavoro e quindi denaro speso e reinvestito in tutti i settori, ma soprattutto venendo a contatto con i ns. prodotti ne facilita il loro posizionamento all’estero e quindi la loro esportazione diretta e indotta, perché l’albergatore dev’essere penalizzato con tasse aggiuntive per ospitare quest’enorme risorsa per la sua comunità?
Commerciale –  I canali tradizionali (agenzie e tour operator) sono in forte contrazione (- 30/40% dal 2009), troppo poche le strutture alberghiere italiane on line, non esiste una Olta (on line travel agency) Italiana e la maggior parte delle Bed Bancks – Wholesaler in cui vengono prenotati gli alberghi (anche dagli italiani) non si sono mai sviluppate in Italia … La penetrazione di INTERNET in Italia supera di poco il 50%, in Francia e Spagna ampiamente il 70/80%. In altre parole i canali tradizionali, in quanto obsoleti sono in contrazione, i canali digitali in quanto non considerati efficaci per l’Italia non si sono mai effettivamente sviluppati in Italia, ma all’estero …. Quindi oggi anche quando un italiano compra una camera d’albergo in Italia in realtà le compra in Inghilterra, Germania o negli emirati arabi. E’ come comprare una mozzarella di bufala italiana in Australia. Sara un caso che sono country manager per l'Italia di una software spagnola specializzata in XML (www.xmltravelgate.com). 
Vi pare normale che se un Italiano compra un soggiorno a Firenze o Londra del valore superiore a € 1.000 in Italia rischia una visita fiscale e se lo compra in una OLTA straniera nessuno lo sa.  

Il turismo italiano non ha quindi secondo me bisogno di soldi per finanziarsi, ha bisogno di una strategia industriale che ne regoli lo sviluppo … Non soldi per migliorare infrastrutture e prodotti, ma una semplice destagionalizzazione delle ferie come la Francia / Germania o l’Inghilterra che aumenti la competitività e redditività del mercato interno. Non al proliferare di aeroporti poco strategici (Milano in 150 km ha Linate, Malpensa, Bergamo, Brescia, Verona, Cuneo, Genova e Torino), ma lo sviluppo strategico di poli aeroportuali volti e messi nelle condizioni di attirare vettori e quindi turisti e uomini d’affari da ogni parte del mondo. Non un’assurda piramide comunicativa che ha fatto diventare l’Italia il paese delle sagre, ma un piano di comunicazione nazionale transettoriale volto a incentivare chi porta il brand italia all’estero. Non soldi per comunicare e digitalizzarsi, bensì incentivi fiscali da reinvestire per chi già lavora bene in questi ambiti.

lunedì 10 febbraio 2014

XML Travelgate arriva sul mercato Italiano

“Xml Travelgate nasce a Palma di Maiorca nei primi mesi del 2012 – racconta Luca Adami, scelto a rappresentare l’azienda in Italia - ed è una software house specializzata nello sviluppo e mantenimento di connessioni XML. Sono più di 200 i provider già connessi (hotel, aerei, gds, traghetti, treni, car rental ecc). Il cliente ha bisogno ad esempio di ampliare la sua offerta di strutture alberghiere, se si connette con XML Hotel ha pertanto più di 150 providers (DMCI, catene alberghiere e Bed Bancks) connessi in un’unica stringa. In altre parole XML Travelgate permette ai suoi clienti di gestire in outsourcing il reparto dedicato allo sviluppo di connessioni XML. XML Travelgate è quindi il partner tecnologico specializzato in integrazioni XML perfetto per software house, OTA, tour operator e molti altri attori oggi sul mercato“.
Importanti player del turismo spagnolo quali ad esempio RESTEL, LOGI Travel, Barcelo Viajes hanno già capito i vantaggi di questo genere di partnership.

“I vantaggi sono strategici, operativi ed economici – continua Luca Adami - in primo luogo lo sviluppo e l’aggiornamento di connessioni performanti è oggi operativamente impegnativo e troppo spesso distrae l’azienda dalla sua attività principale, cioè vendere servizi turistici. In secondo luogo richiedendo personale molto specializzato è economicamente oneroso e con la ns. soluzione si possono quindi raggiungere risparmi di costi con variabili dal 80% al 20%. In terzo luogo è oggi innegabile il valore strategico on line di una coda lunga di prodotti. Sono invece fuori mercato i tempi che richiederebbero le connessioni di 200 fornitori, ciò si può ottenere in base alla propria struttura in una variabile da un mese a quattro mesi con XMLTravelgate ”.


domenica 15 dicembre 2013

Ecommerce : primi dati ufficiali sul 2013

In base alle ricerche del politecnico di Milano e-commerce ha raggiunto nel 2013 un giro d’affari superiore ai 10 miliardi di euro. I web shopper sono passati in un anno da 12 a 14 milioni, pari al 50% degli utenti online,
La spesa media annua rilevata pro-capite è di 490 euro nelle assicurazioni, 280 nel turismo, 240 nell’informatica ed elettronica di consumo, 195 nell’abbigliamento, 125 nei beni alimentari, e poco più di 40 nell’editoria.


Gli italiani acquistano sempre più con il mobile commerce, gli acquisti tramite smartphone via APP sono cresciuti del 255% negli ultimi mesi e, unitamente alle transazioni effettuate via tablet, conquistando quest’anno il 12% del mercato digitale.

lunedì 21 ottobre 2013

Ecommerce, il 74% degli Italiani ha comprato on line un servizio turistico

Il Turismo è il settore in cui ecommerce si è affermato per primo e dove da più anni si sono registrati i consolidati più importanti, ancora nel 2012 Etourism rappresentava il 54% del transato italiano (ecommerce … ma cresce ancora anche in Italia e segna un boom senza precedenti, con oltre il 74% degli italiani che ha fatto almeno un acquisto di prodotti e servizi per il turismo e i viaggi.
È quanto emerge da uno studio della società di marketing Webloyalty che, oltre al nostro Paese, ha coinvolto tutti i partner europei. “Gli utenti si rivolgono sempre più ai canali digitali per la ricerca del luogo in cui trascorrere le proprie vacanze, con punte dell’ 80% in gran Bretagna, a discapito del contatto diretto con un agente di viaggio”, si legge nel commento alla nota.
eturism
L’Italia si trova nelle posizioni di testa della classifica, con quasi 8 utenti su dieci che hanno indirizzato i propri acquisti verso il settore turistico, dei viaggi e dei soggiorni.
Un dato che sottolinea quanto i canali social e mobile possono aprire nuove strade al marketing turistico e all’industria del settore, offrendo un’esperienza online più qualificante all’utente.
Fonte : http://www.key4biz.it/ - Pierluigi Barberio