Oggi il prodotto è sempre più spesso proposto in formato digitale è invece sempre più intangibile. In un contesto del genere ci si aspetterebbe un nuovo ruolo comunicativo da parte dei media e del advertising, ma la realtà è che negli ultimi anni i mass media tradizionali hanno visto notevolmente ridursi la loro capacità di coinvolgere i consumatori ed influenzarli.
Il marketing convenzionale, in un rapporto unidirezionale azienda-cliente, puntava a persuadere i consumatori distraendoli dai momenti di intrattenimento o informazione da essi cercati e voluti (si pensi all’interruzione pubblicitaria durante un film o, nel caso delle riviste, alla difficoltà che spesso si incontra nel trovare gli articoli tra una pubblicità e un’altra). In base a una ricerca realizzata di recente in USA, i clienti sono raggiunti da una media di 3.000 messaggi pubblicitari al giorno e il 65% delle persone si ritiene “bombardato” costantemente dalla pubblicità. La realtà è pertanto che in base a questa ricerca solo il 14% dei consumatori si fida della pubblicità, il 54% evita di acquistare prodotti dei quali viene fatta un’eccessiva promozione e il 69% è interessato a prodotti/servizi che aiutino a bloccare la pubblicità. Questi numeri evidenziano la graduale perdita di efficacia del marketing tradizionale, che fa sì che solo il 18% delle campagne pubblicitarie tradizionali mostri un ROI positivo.
Oggi, affinché una campagna di comunicazione sia efficace dev’essere in grado di coinvolgere, stupire e divertire i clienti in modo tale da spingerli a parlare di un brand o di un prodotto, innescando in maniera spontanea un passaparola virale.
Marketing relazionale
Brand reputation e conversational marketing
Conversational marketing

