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giovedì 7 giugno 2012

Corporate Blog


Il corporate blog presenta in forma spesso istituzionale il punto di vista dell’azienda. Scritto generalmente da una persona di spicco (amministratore delegato o direttore marketing) o in forma anonima (il redattore non si firma) è in sostanza la “voce dell’azienda”.

Il corporate blog, anche se non mancano modelli rivolti ai clienti consumatori, parla più spesso ad un pubblico di stakeholder professionali quali giornalisti, analisti e addetti ai lavori, e non è altro che un modo per prendere posizioni, rispondere a crisi, fare in ogni caso trasparenza e dare versioni ufficiali.
I corporate Blog sono sempre più spesso utilizzati in situazioni di crisi. La prima reazione degli utenti è infatti oggi ricercare on line la fondatezza delle eventuali azioni negative compiute dal azienda ed è pertanto importante che il punto di vista ufficiale dell’azienda sia reperibile on line, i blog proprio per la loro caratteristiche di essere aggiornabili molto velocemente senza complessità tecnologiche e organizzative sono sempre più utilizzati per rispondere in modo appropriato a detti eventi negativi.  


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mercoledì 2 maggio 2012

Emergenza Lampedusa


A partire da gennaio 2011 si sono susseguite in tutto il magreb diverse rivolte contro i regimi autoritari di Tunisia, Egitto e Libia. La così detta primavera araba ha determinato un’ondata migratoria senza precedenti da questi paesi verso l’europa ed in particolare verso l’Italia. Lampedusa, isola al estremo sud nel nostro paese e a pochi km dalle coste africane ha accolto eroicamente questa migrazione.
Lampedusa è tra le storiche programmazioni di Aviomar, non una destinazione strategica né in termini di fatturato o impegni, ma in ogni caso una delle sue storiche destinazioni.


Ricordo che tutto nacque da una telefonata del presidente ASTOI, Roberto Corbella, che mi chiedeva come intendevamo affrontare questo problema in quanto anche se il problema non era ancora conclamato c’erano già le prime avvisaglie di ciò. 


Prontamente creammo una tavola rotonda con i fornitori, alcuni tour operator e la testata giornalistica siciliana “travelnostop” che lavoravano con l’isola e pianificammo diverse attività per riuscire a sostenere la destinazione : educational, voli charter, eventi comunicativi sul territorio ed una campagna di pricing molto aggressivo per invogliare il consumatore a recarsi a Lampedusa.
Aviomar, grazie al mio staff (Mariagrazia e Matteo), divenne subito protagonista di queste attività e sebbene logisticamente non responsabile di queste attività fu subito identificata come paladino dell’isola.
Invitammo più di 130 agenti di viaggio a visitare l’isola a fine maggio e durante questo educational in cui non risentimmo minimamente dei problemi dell’isola si creò una curiosa situazione. Era l’ultima sera quando sentimmo che i telegiornali che denunciavano grossi disagi a causa di un’ondata migratoria che stava invadendo l’isola, mentre noi non stavamo risentendo di nessun problema. Gli isolani erano rassegnati da queste notizie, noi agenti di viaggio sconvolti e registrammo prontamente alcuni video – interviste che testimoniavano come stavano andando realmente le cose.

Nei giorni successivi i podcast messi on line nella nostra AVIOMAR TV iniziarono a circolare tra gli agenti di viaggio di tutta Italia ed alcune testate riportarono quanto avevamo fatto.
La stagione a Lampedusa è andata comunque male, amo pensare che senza il nostro intervento sarebbe stata molto peggio.     

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martedì 1 maggio 2012

Incendio di Peschici


Era il luglio 2007, ricordo che ero in ufficio quando ricevemmo la notizia di quanto stava avvenendo nel Gargano.  Un incendio di vaste proporzioni coinvolgeva tutta la costa tra Peschici e Vieste; 3000 persone evaquate, la gente che si rifugiava in spiaggia per difendersi  dalle fiamme e che scappava via mare, alcuni morti e comprensori turistici  completamente devastati.


Creammo immediatamente un comitato di crisi in cui ci spartimmo i ruoli in base alle nostre mansioni, ma soprattutto capacità.

Avevamo due Villaggi in v/p a Rodi Grarganico che divennero la ns. base logistica; Monica una delle PM (product manager) che gestiva in Estate anche le assistenti in loco si occupò di verificare le condizioni dei clienti nel Gargano verificando lo stato di salute di questi;  nel frattempo Daria, la responsabile prodotto di Aviomar, verificava lo status delle singole strutture sia interpellandole direttamente sia incrociando i loro riscontri con la protezione civile (… ci rendemmo presto conto che alcuni albergatori per paura di rovinarsi la stagione, non ci relazionavano perfettamente in tal senso .. e  fu necessario intervento delle assistenti in loco); Costantino, il responsabile booking intanto coordinava tutte le riprotezioni dei clienti in loco (300 ca) e che dei moltissimi (2500 ca) che sarebbero arrivati la settimana successiva, agosto era alle porte; io divenni il referente di tutti coloro che chiamavano, fossero essi clienti, agenzie o giornalisti.

Furono giornate interminabili, fatte di moltissime problematiche, ma grazie al coordinamento del comitato di crisi riuscimmo a trasformare una situazione molto difficile in un momento di successo aziendale. Non dovendo pensare alle problematiche di sicurezza,  ne sapevamo sotto certi aspetti più della protezione civile, rilasciammo diverse interviste ai giornali e alle radio, ci chiamarono e creammo le riprotezioni,  non solo per le agenzie che avevano a priori i clienti con noi, ma anche di quelle che avendo saputo di come stavamo affrontando il problema ci premiarono con nuove prenotazioni.
A distanza di anni posso dire che fu una grossa soddisfazione, ma che fu anche piuttosto divertente, mi chiamarono ad esempio clienti preoccupati che in realtà soggiornavano a più di 300 KM.


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Accuse a Apple per i dipendenti in oriente

mercoledì 14 marzo 2012

Accuse a Apple per le condizioni dei lavoratori in Estremo Oriente

Non ha tardato ad arrivare una lettera di Tim Cook, amministratore delegato di Apple, per rispondere alle critiche: «Abbiamo a cuore ogni lavoratore nella nostra catena di rifornimento globale», scrive nel messaggio. E indica come «palesemente false» e «offensive» le accuse rivolte all'azienda per le condizioni di lavoro negli impianti in Estremo Oriente che producono hardware elettronico.

Tim Cook spiega nell'email i passi in avanti nella formazione ai lavoratori in modo che possano difendere sul posto i loro diritti e protestare contro «situazioni di lavoro rischiose» e «trattamenti scorretti». Inoltre rivendica che «più di un milione di persone sono state formate con il nostro programma». Inoltre annuncia ulteriori indagini per scavare più a fondo. A sollevare la discussione è stato un articolo del New York Times che analizza le condizioni degli impianti dei fornitori di Apple: rileva che più della metà hanno violato almeno un aspetto del codice di condotta e, in alcuni casi, hanno falsificato i registri e gestito in modo incauto sostanze nocive.

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