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mercoledì 25 settembre 2013

Ecommerce : soluzione anti - crisi


Le vendite tradizionali sono in calo in quasi tutti i settori. Colpa di una crisi che ormai da diversi anni ha colpito il nostro Paese e che, a dispetto della continua rassicurazione circa una imminente fuoriuscita, continua a mietere vittime. Da una recente analisi di Netcomm-School of management del Politecnico di Milano, però, sembra chenell’ultimo anno le vendite di prodotti e servizi via Internet siano cresciuti del 19% e si stima che nel corso del 2013 gli italiani spendano 11,2 miliardi di euro contro i 9,6 miliardi del 2012.
E’ importante, quindi, curare attentamente le vendite online prevedendo un budget destinato alla realizzazione di  contenuti di qualità per il web potrebbe rappresentare un’interessante leva per la crescita di quelle aziende che operano in una nicchia di mercato e che offrono prodotti innovativi o servizi ad alto valore aggiunto.
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In Europa il 10% del totale delle vendite avviene tramite canali online. In Italia, purtroppo, le vendite online sono ferme al 3%. E’ sufficiente questo confronto a rappresentare il potenziale sviluppo che Internet può offrire nei prossimi anni alle imprese italiane.
La soluzione, quindi, può arrivare da blogger, attori principali nel settore del web marketing. Si tratta di persone in grado di creare rumore intorno ad un brand, ad una marca o ad un prodotto e, quindi, agevolare l’incontro tra venditore e compratore. Un’attività di web marketing particolarmente efficace che permette di trasmettere un messaggio a migliaia di persone e aumentare il trust fra consumatore e venditore.

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lunedì 5 novembre 2012

Blog aziendali : case study a confronto


Il blog non può esaurire la strategia di comunicazione digitale di un’azienda e non può essere sviluppato come una modalità innovativa tradizionale. Non dovrebbe pertanto essere una versione più friendly dei comunicati stampa, e neanche un modo per dire la propria in quanto il blog per definizione uno strumento di dialogo prima che di accreditamento.

La Microsoft per sfatare il fatto di essere considerata un’azienda incapace di fare vera ricerca e innovazione, nel 2004 aprì un video blog “Channel 9” che attraverso alcuni video girati in maniera appositamente amatoriale offriva uno sguardo del dietro le quinte sul lavoro e i progetti seguiti dai programmatori e dagli ingegneri della Microsoft.
Marriot on the move è un blog in cui la società alberghiera presenta e esalta la personalità di Bill Marriot suo presidente, così come le iniziative legate alla responsabilità sociale e ambientale dell’impresa.

Il blog della Boscolo Hotel è invece una raccolta di comunicati stampa sulle attività degli hotel del gruppo. Desmoblog, aperto nel 2006 e chiuso nel 2010, portato avanti dal allora amministratore delegato della Ducati, Federico Minoli ha creato e rafforzato la già forte comunity ducatisti.
Vodafone Lab ha costruito una bella comunity della compagnia di telefonia e principalmente usa facebook per dialogare con l’utenza e twitter per migliorare assistenza. 
Case study completamente diversi, nessuno giusto e nessuno sbagliato, tutti funzionali a migliorare engament e brand awareness delle aziende a cui fanno capo. 

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venerdì 26 ottobre 2012

Viral - Seeding


Un contenuto è virale tanto più è sorprendente, divertente, emozionale e socialmente utile; si è portati a condividere questo genere di contenuto in quanto si ha l’impressione di essere percepiti non solo come “fonte” ma come associati a quel contenuto (e quindi simpatici, sensibili, impegnati …), ma questi presupposti in realtà non bastano.

In termini marketing è infatti necessario progettare la viralità, per utilizzare al meglio tutti i canali in un’ottica cross mediale; ciò avviene dotando il proprio contenuto di uno o due dei suddetti elementi virali, ma soprattutto segmentando il proprio target per capire che tipo di acceleratori utilizzare. 
Il seeding è un’operazione di semina e consiste nel prendere il contenuto, analizzarlo e considerandolo come un seme seminarlo laddove può germogliare e crescere nei terreni più fertili (nelle comunity di interesse), al fine di far crescere una pianta rigogliosa tramite il passaparola on line .
In altre parole il seeding non è altro che portare il contenuto all’attenzione del pubblico che si vuole coinvolgere direttamente, attraverso i luoghi di aggregazione (community, gruppi, social media e forum) o attraverso i web influencer, ossia persone e luoghi in rete che abbiano influenza su opinioni e comportamenti dei target.

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mercoledì 2 maggio 2012

Profilo utenti social media

Per fare un' azione di marketing tramite i  social media è interessante valutare i profili dei diversi utenti on line.


- Creatori : coloro che almeno una volta al mese pubblicano (UGC) un post o un articolo on line, o caricano un video in youtube in Italia rappresentano circa il 10% dei naviganti - negli stati uniti il 18% - in Corea il 38%.
- Critici : coloro che reagiscono ai contenuti pubblicati dai creatori postando commenti, votano o modificano wiki. In Europa sono circa il 20%, negli Stati Uniti il 25% ed i Giappone il 35% dei naviganti.

- Collezionisti : memorizzano una serie di URL, votano per i loro siti preferiti e ricorrono agli RSS. Sono il 10% sia negli Stati Uniti che in Europa, ma a quanto pare sono in forte crescita.
- Socievoli : coloro che partecipano e mantengono una pagina di una social network. Questi sono enormemente cresciuti con l'avvento di facebook e rappresentano più del 80% dei naviganti e circa la metà della popolazione mondiale connettibile.
- Spettatori : fruiscono di tutto ciò (UGC) che viene prodotto da altri, blog, video, podcast, forum e recensioni. Sono negli stati uniti il 48% dei naviganti, il 37% degli europei e il 65% dei giapponesi.
- Inattivi : coloro che non partecipano ancora alle conversazioni on line e sono il 41% negli Stati Uniti, il 53% degli europei ed il 37% dei sud coreani.


Data la difficoltà che detta analisi richiede c'è da considerare che questa profilazione è vetusta (le categorie sono ancora applicabili) e non tiene conto del fenomeno facebook che ha certamente creato molta più famigliarità con gli UGC, ma se da un lato i numeri di cui si parla sono già molto alti, fa capire immediatamente che il fenomeno in forte crescita sta oggi impattando in maniera ancora più forte di quando è stata fatta e soprattutto fa percepire quanto gli UGC (User generated content) impattano sempre di più sulle opinioni dei naviganti.
  
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mercoledì 18 aprile 2012

Dipendente blogger, un vantaggi per l'azienda?

Il blogger si presenta generalmente come esperto, appassionato ed in ogni caso con un profilo web oriented. Il fatto che pertanto Vi sia un dipendente blogger è in ogni caso una forma promozionale per l'azienda, in quanto non solo porta visibilità e contatti con potenziali clienti al azienda stessa.

Il fatto che tra i dipendenti di una data azienda  Vi siano esperti e appassionati di un dato argomento migliora nella percezione collettiva dei lettori di blog, in quanto tali anche loro interessati, la credibilità dell'azienda.
Infine, forse il fattore più rilevante, dato il profilo del blogger l'azienda per il solo fatto di averlo come dipendente risulta essere più innovativa, aperta al web e all'avanguardia.

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