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mercoledì 4 gennaio 2017

lunedì 22 giugno 2015

Ecommerce - Imprescindibile per le PMI

Il passaparola del XXI secolo è Internet. Sono semplicemente cambiati gli strumenti. La società si è automizzata, le persone oggi si parlano a distanza tramite il web anche quando sono nella stessa stanza. Per questo è fondamentale saper padroneggiare i blog e i social network, perché sono i nuovi luoghi in cui si forma il consenso e la simpatia verso un marchio. Non essere in grado di vendere online significa ormai con certezza perdere delle opportunità di vendita: un rischio che in tempo di crisi nessuna azienda e nessun lavoratore autonomo può permettersi. 


Nel lungo periodo l’ecommerce può consentire certamente di raddoppiare il giro d’affari. Occorre però lavorare bene per promuovere offline il negozio virtuale e dedicare molto tempo alla sua promozione. Ma se lo shopping online è il futuro del commercio in Italia, come è già oggi  in tutti i mercati anglosassoni già oggi un portale online permette all’impresa di esporre in una vetrina virtuale i propri prodotti, essere rintracciabile tramite i motori di ricerca e offrire pacchetti personalizzati per i propri clienti il tutto in un territorio molto più vasto di quello locale.

venerdì 21 marzo 2014

Mobile commerce ... è davvero boom?

L’audience mobile totale in Italia nel trimestre terminato a novembre 2013 conta 48 milioni di utenti di cui il 64,1% utlizza smartphone che registrano un incremento del 23,5% rispetto all’anno precedente.
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Focalizzando l’attenzione sulle categorie riconducibili alle aree Retail M-Commerce e Financial Services, si rileva che l’utilizzo di siti e app della categoria Retail (prevalentemente riconducibile alla GDO) ha registrato la crescita anno su anno più intensa con il +74,8%, seguita dal +65.2% di crescita relativa all’utilizzo di siti e app della categoria relativa agli E-payments e money transfer, e oltre 2 milioni di utenti aggiuntivi rispetto allo scorso anno. I siti e le app della categoria Retail sono anche i più popolari: sono infatti visitati dal 23,8% di utenti smartphone italiani, seguiti da siti e app delle guide ai prezzi e allo shopping (visitati dal 22,6%). Un’altra categoria popolare è rappresentata dai servizi di pagamento elettronico e di trasferimento di denaro i cui siti e app sono stati consultati dal 21,7% di utenti smartphone.

martedì 8 ottobre 2013

Pmi, non c’è futuro senza Web sfruttare l’onda del made in Italy

C’ è una torrefazione napoletana che, insidiata dai caffè della grande distribuzione, al crollo delle vendite ha risposto con l’ecommerce e portando le sue miscele di qualità nei social network, aprendo un blog aziendale in cui si parla di caffè e medicina, arte, sport economia e ovviamente cucina. In sei anni la Caffè Carbonelli è passata dal rischio chiusura a decuplicare il fatturato e a quadruplicare la superficie della produzione, a fare il 70% dei ricavi sull’online mentre prima vendeva solo sul mercato locale, a raggiungere una quota di export del 20%.
caffè carbonelli
C’è un’altra azienda campana, il Pastificio Di Martino, zona di Gragnano, che ha creato uno spin off per l’online, Pastificio dei Campi, si è inventata la produzione di pasta in edizione limitata e con l’e-commerce, grazie anche a un blog aziendale in inglese, è arrivata a commercializzare il suo prodotto in 16 paesi, compresi Usa e Australia. Il fatturato è passato dai 4 milioni del 2011 ai 7 stimati per quest’anno.
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Oppure, al nord, YourMurano, sito online nato per commercializzare in Rete 800 prodotti di 16 vetrerie artigianali artistiche di Murano: in 18 mesi, grazie a una strategia mirata e costruita sulle AdWords di Google ha raggiunto un portafoglio clienti di oltre mille nominativi e effettuato 2500 spedizioni, incrementando il fatturato delle vetrerie del 30%. Il 95% delle vendite è all’estero. «Nessun paese come l’Italia può contare su un sistema manifatturiero e agroalimentare così amato e conosciuto in tutto il mondo, ma fino a ieri comprare italiano era un’opportunità per pochi.
Oggi Internet permette di raggiungere direttamente pressoché tutti i potenziali consumatori», è la considerazione di Fabio Vaccarono, country director di Google Italia. «Il gap italiano sul digitale è la chiave del rilancio della nostra economia – continua Vaccarono – Siamo gli unici in Europa a non crescere ancora, e non può essere un caso che la quota di economia digitale sul Pil sia in Italia di appena l’1,8% mentre in Gran Bretagna è cinque volte superiore. E se pensiamo al sorpasso della Spagna sullo spread, può non avere influenza sul maggiore dinamismo dell’economia iberica il fatto che la Spagna abbia una tasso di penetrazione di Internet sulle piccole imprese che è doppio del nostro: 34% loro, 17% noi?». Vaccarono a Capri, giovedì scorso al convegno di Between intitolato quest’anno a “Digital Italia” ha anche presentato i risultati di un’indagine che Google Italia ha commissionato alla Doxa. Se tra le medie imprese italiane almeno una su due intrattiene rapporto con l’estero, per le piccole imprese la percentuale è appena del 12. Solo il 13% delle Pmi ricerca direttamente su Internet controparti estere. Ma la digitalizzazione e quindi la contaminazione in vari gradi della cultura aziendale da parte di Internet, ha effetti fondamentali nella capacità delle aziende di avere relazioni internazionali e di esportare. E la differenza si vede soprattutto tra medie e piccole imprese. Tra le medie, più strutturate, con una tradizione di vocazione all’export già prima di questa crisi, ilfattore Internet è un acceleratore: il 35% delle medie imprese “non digitali”, secondo l’indagine Doxa, ha relazioni internazionali, mentre tra le “digitali avanzate” la quota arriva al 54%. E parallelamente la quota di chi esporta passa dal 74% dei non digitali all’87%. Dove invece l’impatto di Internet ha un peso incredibile è tra le piccole: qui le imprese “non digitali” con relazioni internazionali sono appena l’8%, meno di una su 10, quota che si quadruplica al 32% tra le “digitali avanzate”. Nella foto a lato, Fabio Vaccarono, country director di Google Italia Nei grafici, la crescita delle ricerche sul made in Italy impostate nei maggiori paesi esteri su Google.

venerdì 4 ottobre 2013

Le aziende web oriented fanno più export

Le aziende più attive sul web esportano di più grazie all’e-commerce e il 39% del loro fatturato legato all’export deriva dalla commercializzazione online dei propri prodotti, come dimostra l’analisi realizzata da Google in collaborazione con Doxa Digital, che illustra il rapporto tra digitalizzazione ed export per le aziende italiane, con un focus sulle PMI. Nel 2012, il valore dell’e-commerce di prodotti e servizi a livello mondiale ha superato la soglia dei mille miliardi di dollari, con una crescita media del 21,1% rispetto al 2011. Nel 2013 si prevede che le vendite online cresceranno ulteriormente del 18,3%, raggiungendo la cifra di 1,298 trilioni di dollari. In Europa, il mercato e-commerce ha raggiunto nel 2012 un valore complessivo di oltre 305 miliardi di euro, con una crescita del 22% sul 2011 eMarketer, 2013. L’Italia fa registrare dati sensibilmente inferiori eppure in decisa crescita: solo nel 2012 i Web shopper italiani sono cresciuti del 30%, sfiorando la quota di 12 milioni di unità, circa il 40% degli utenti Internet del nostro Paese Dati Doxa per Osservatorio eCommerce b2c, 2012.
import export
Nel mondo delle imprese però il ritardo è ancora più evidente: solo tre PMI italiane su dieci si avvalgono del commercio elettronico come canale addizionale di vendita o di acquisto Istat, 2012. Export e digitalizzazione: un binomio vincente Secondo le analisi condotte da Doxa su più di 5.000 aziende di piccole e medie dimensioni, emerge chiaramente come le imprese italiane che hanno commercializzato i propri prodotti online oltre confine sono riuscite a compensare meglio la crisi o addirittura hanno ottenuto un incremento nel proprio fatturato. Al crescere del livello di maturità digitale, aumenta la percentuale di PMI che intrattengono rapporti internazionali di vario tipo, nonché la percentuale di imprese che fanno export, con risultati molto promettenti per le imprese di minori dimensioni. In particolare, la percentuale di piccole imprese che intrattengono relazioni con l’estero – grazie all’uso maturo di strumenti digitali – è quattro volte superiore alla percentuale di aziende non digitalizzate.
Al crescere del livello di maturità digitale, cresce anche la percentuale di aziende che esportano, passando dal 55% delle non digitali al 67% delle imprese avanzate da un punto di vista digitale. Non solo, maturità digitale ed export hanno un impatto diretto anche sul fatturato: le imprese digitalmente avanzate dichiarano – in media – che il 24% del fatturato derivante dall’export è realizzato proprio attraverso il canale digitale. Il trend di questo fenomeno trova un ulteriore conferma allargando il campo dell’indagine alle imprese di medie dimensioni: al crescere del livello di maturità digitale cresce la propensione all’internazionalizzazione e all’esportazione. Anche in questo caso, al crescere del livello di maturità digitale, cresce la percentuale di imprese che esportano, passando dal 74% delle non digitali, all’87% di quelle avanzate. Infine, la percentuale di fatturato derivante dall’export realizzata attraverso e-commerce è pari al 39%, segnale del potenziale insito nel web come canale incrementale per l’export.

Gap digitale Italia / Europa

I dati Eurostat restituiscono un’immagine inquietante del gap digitale che sta distinguendo l’Italia dagli altri Paesi europei: ben il 37% degli italiani non ha usato Internet del 2012, contro il 22% della media europea; solo il 33% interagisce con la Pubblica Amministrazione via Internet, e una percentuale ancora inferiore, l’11%, ha acquistato online negli ultimi tre mesi, un terzo della media europea (35%) e un sesto degli e-shopper inglesi, che raggiungono quasi il 65%.
Dai dati Netcomm ContactLab emerge, infatti che “gli ostacoli all’utilizzo dell’eCommerce sono soprattutto legati a una scarsa fiducia nei siti che offrono questo servizio. All’origine della diffidenza vi è il bisogno recondito di toccare la merce (40%), l’attaccamento al contate (31%), i timori verso il pagamento online (31%), e, in terza istanza, o il timore di non ricevere il prodotto (27%), ma anche la paura che il recesso sia complicato (26%)”.
Ma allo stesso tempo dai dati Netcomm HumanHighway emerge come il 91% degli acquirenti online dia al canale eCommerce un voto superiore a 7. Chi ha sperimentato il servizio offerto dall’eCommerce risulta quindi largamente soddisfatto dell’esperienza vissuta.
cultura digitale
“Ci troviamo quindi di fronte a un problema di natura soprattutto culturale: manca una formazione degli italiani all’utilizzo di Internet sia da un punto di vista personale che professionale” afferma Roberto Liscia, presidente Netcomm, che prosegue “da un lato, infatti, manca un’adeguata educazione a riconoscere i veri rischi presenti nella rete a usufruire di tutti i vantaggi garantiti dall’eCommerce a livello di sicurezza e di qualità del servizio; dall’altro lato non c’è un’adeguata formazione di figure professionali che possano sviluppare nuovi modelli di business multicanale in grado di integrare retail fisico e online.”

lunedì 30 settembre 2013

Ecommerce globale ha superato i 1000 miliardi

Il valore dell’eCommerce b2c a livello globale ha superato per la prima volta il tetto dei mille miliardi di dollari, mentre in Italia si prevede un trend di crescita di quasi il 20% annuo con una previsione di fatturato stimato al 2016 di circa 20 miliardi di euro.
ecommerce baby
E’ quanto emerso al Convegno di Poste Italiane sulle iniziative e gli strumenti per promuovere l’export del Made in Italy tramite i canali digitali, in particolare le strategie e i servizi dedicati ai mercati Olanda, Cina e Russia. L’evento è stato organizzato con Unindustria Treviso in collaborazione con Confindustria Padova e Confindustria Vicenza.
Le aziende italiane presenti sul canale online sono più competitive nel panorama internazionale e presentano una crescita dell’export di tre volte superiore rispetto alle aziende che operano unicamente offline. L’eCommerce, pertanto, rappresenta una grande opportunità per l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Alcuni mercati esteri si caratterizzano per una domanda in fortissima crescita di prodotti italiani, in particolar modo del settore manifatturiero – abbigliamento, calzature, pelletteria, arredamento – e agroalimentare, ma sono tuttavia caratterizzati da difficoltà di natura doganale, valutaria e logistica per le aziende italiane che desiderano approcciarli.

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lunedì 16 settembre 2013

Italia : internet ha superato la TV come forma di intrattenimento

Gli italiani sono sempre più digitalizzati. A dirlo è il rapporto “State of the Media democracy” redatto dalla Deloitte e anticipato dal Corriere Economia. Lo studio, realizzato in dieci paesi, mostra come l’Italia sia uno dei principali fruitori di servizi online e illustra la propensione degli italiani ad utilizzare dispositivi mobili come notebook, tablet e smartphone. A risentire di questa tendenza è la televisione. Sei cittadini su dieci infatti preferiscono internet come forma di intrattenimento.
I dati - La ricerca è stata condotta su un campione di 2mila persone, con età compresa tra i 14 e i 75 anni, corrispondente per l’Italia a circa 47 milioni di persone. Il primo dato di rilievo emerso dallo studio della Deloitte riguarda la tipologia di dispositivi mobili utilizzati quotidianamente per svago o lavoro. L’85% del campione usa un computer portatile, il 72% uno smartphone e il 38% usa un tablet. Un altro dato che emerge dal report è quello relativo al cosiddetto “appetito digitale”: il 31% del campione utilizza tutti e tre questi strumenti, sono coloro che vengono definiti “onnivori digitali”. Questo dato ci posiziona prima di Stati Uniti (26%), Regno Unito (25%) e Germania (22%).
Google tv
Internet contro la tv - Per quanto riguarda l’intrattenimento, internet ha sorpassato la televisione che si attesta al 51% delle preferenze. Al terzo posto la lettura di libri, sia cartacei che ebook, che si ferma al 36%, seguita da quella dei quotidiani (32%).
La novità - Ma la scoperta della ricerca è il multitasking, ossia l’attitudine a svolgere più azioni contemporaneamente. Seduti davanti alla televisione agli italiani piace fare anche altro: navigare sul web, spedire messaggini, controllare la mail. Tutte azioni che implicano la presenza di un secondo schermo che diventa strumento di interazione con i social network.
L’ammodernamento della rete - Un altro aspetto indagato dal rapporto Deloitte è l’uso della banda larga. Il 67% del campione guarderebbe video online e contenuti in alta definizione se solo potesse aver un miglior accesso al web. C’è perciò una richiesta implicita di ammodernamento della rete e dei servizi, e metà degli intervistati sarebbe disposta a pagare di più per avere connessioni più veloci.

Comportamenti d'acquisto nel settore tecnologico

Marketplace on line e siti comparatori, nell’ eCommerce sono questi gli strumenti più utilizzati da quanti acquistano Elettronica di consumo e Pc/Tablet. A dirlo è la ricerca sul Futuro del Commercio, commissionata da eBay al Politecnico di Milano, al Consorzio Netcomm e a Human Highway, vòlta a capire le tendenze del commercio online e offline.
Dai comportamenti che precedono l’acquisto fino ai metodi di pagamento, lo studio ha scandagliato le abitudini anche di quanti comprano nei negozi tradizionali ma consultano il web per reperire informazioni. E il panorama che emerge dalla ricerca conferma come il canale online sia sempre più irrinunciabile per quanti vogliano ampliare il proprio mercato potenziale, con il web divenuto ormai uno strumento capace di orientare le scelte.
ecommerce
E i numeri parlano chiaro: Il 56% di quanti hanno poi acquistato online prodotti nell’ambito dell’Elettronica di consumo hanno consultato almeno una volta eBay o hanno visitato un sito comparatore e più in generale un portale di annunci, mentre solo il 34,2% si è rivolto almeno una volta ai siti della marca specifica.
Percentuali che si mantengono significative anche tra quanti hanno fatto acquisti nei negozi tradizionali ma hanno utilizzato il web per acquisire informazioni: il 41% ha visitato siti comparatori, il 30,9% ha utilizzato Google e il 19,3% siti di annunci. Solo il 34,6% ha consultato il portale della marca di riferimento.
Una dinamica molto simile si registra anche nel settore dei Pc/Tablet, dove i siti delle società produttrici sono stati consultati dal 36,1% degli acquirenti online che si sono rivolti invece per il 49,3% a siti comparatori, per il 37,7% a eBay o ad altri portali di annunci, utilizzando Google come touch point di ricerca nel 53,8% dei casi.
Nel commercio offline il panorama è più variegato ma conferma come strumenti indispensabili i siti comparatori (consultati dal 26,1% degli utenti), i portali delle marche di riferimento (24,6%), eBay o siti di annunci (20,2%), con Google che – in quanto motore di ricerca – fa registrare un 39,8% come touch point utilizzato prima dell’acquisto.
Interessanti anche i dati emersi sul fronte dei metodi di pagamento: gli utenti si fidano sempre più del web, tanto da perfezionare gli acquisti prima di ricevere materialmente il prodotto nella quasi totalità dei casi. Lo strumento più utilizzato è PayPal, con il 53,6% degli utenti che lo ha scelto per pagare prodotti di Elettronica di consumo e il 46% per saldare il conto di Pc o Tablet. In generale, il pagamento elettronico (anche con Carta di credito o prepagata) si impone rispetto al saldo cash o attraverso bonifico.

martedì 27 agosto 2013

Lo shopping di moda on line vola al +33%

Se la crisi economica continua a rallentare i consumi nei negozi tradizionali (in calo quest’anno di due punti percentuali), il canale online si muove a tutt’altro passo.
Secondo i dati anticipati al Sole24Ore del rapporto annuale dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano in collaborazione con Netcomm, nel 2012 lo shopping online dei consumatori italiani arriverà a quasi 11 miliardi di euro, in aumento del 18% rispetto al 2011.

Sarà proprio il settore abbigliamento a registrare la crescita maggiore (+33%) grazie anche a gruppi che hanno aperto al lusso la strada del web. Da notare anche che, per la prima volta, nel fatturato totale delle vendite sul web in Italia i ricavi dalla vendita di prodotti è cresciuta più di quelli di servizi. Questi ultimi infatti si sono infatti attestati a 6,079 miliardi (+14%), mentre i prodotti hanno fatto segnalare un +29% a 3,542 miliardi.

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giovedì 25 luglio 2013

CheWifi, la mappa del wifi italiano

Una mappa aperta del wifi italiano. Un database che raccoglie tutte le porte di accesso senza fili alla rete sul territorio del nostro paese, messo a disposizione dei cittadini, dei turisti e di chiunque abbia bisogno di un collegamento lontano da casa. CheWifi, creato da CheFuturo, il sito blog di CheBanca (la banca retail di Meidolanum). Gli utenti potranno scaricare la APP di Che futuro che darà accesso al database segnalando gli hotspot disponibili più vicini.


Al momento sono stati segnalati 24 mila hotspot, di cui 10 mila già verificati sono stati inseriti nel database. Il 60% delle segnalazioni provengono dal nord italia, il 70% sono spot pubblici gratuiti ed il restante 30% da collegamenti a pagamento. A Milano sono stati registrati solo 500 spot, ma CheFuturo è convinta che questa mappatura farà crescere almeno del doppio gli hotspot prima della fine del anno ed in vista del EXPO 2015.

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giovedì 6 giugno 2013

Oltremare chiude il cerchio crossmediale


E' online il nuovo sito oltremareviaggi.com ed entro la fine di questa settimana sarà online anche caleidoscopioviaggi.com.
“L’uscita dei nuovi siti chiude il cerchio cross mediale che il tour operator aveva messo strategicamente a budget per l’inverno 2012 – dichiara Luca Adami, marketing manager del gruppo -. Il catalogo Dreams vetrina cartacea che parla emozionalmente al consumer per immagini e idee di viaggio combinato, Viaggi 3.0che parla digitalmente al consumer del mondo tablet, invitandolo a rivolgersi alle agenzie, i siti vetrina interattivi che presentano il gruppo, il blog e i profili social che dialogano e ascoltano il consumer e strumento più importante il sistema Travelab, che con i suoi moduli Easy e su misura vanno alla stregua di un pozzo dei desideri a coprire i bisogni di risposte delle agenzie di viaggi, tutto ciò è il cerchio cross mediale che il gruppo aveva strategicamente disegnato all’inizio dell'anno e che parla lo stesso linguaggio emozionale in ogni suo canale”.
“I nuovi siti soddisfano inoltre delle esigenze strategiche oggi secondo noi prioritarie, in primo luogo il fatto di avere un sito responsive e quindi compatibile con i diversi device (computer, tablet e smartphone) oggi sempre più utilizzati in maniera diversificata nella navigazione, ma soprattutto di avere dei siti che per quanto oggi apparentemente scarni di contenuti siano autogestibili sia in termini di seo (Searching engine optmization), ma soprattutto in termini di contenuti”, continua Gianluca Noviello, webmaster del gruppo.
“La scelta dei contenuti è certamente ricalcata dal nostro blog (www.travelab.it/news/ ), che ha già riscosso il favore della comunità internazionale dei blogger che ha letteralmente accolto i singoli post con commenti favorevoli e lusinghieri”, dichiara infine Adami. Particolarmente soddisfatto del suo staff e della chiusura di questo cerchio cross mediale Stefano Uva, che, in quanto direttore commerciale, ha coordinato quest’operazione dalla logica business to business, volta a aiutare le agenzie di viaggi senza trascurare il consumer sempre più esigente ed evoluto in termini digitali. 

Caleidoscopio: è online la programmazione Sailing Life


Il prodotto di punta le flottiglie On Board Xperience e Absolut Sailing, il noleggio di caicchi e charter in Grecia, Turchia, Croazia, Francia, Spagna e Caraibi e la sezione dedicata agli eventi di team building e incentive


Dalla scorsa settimana è online il sito caleidoscopioviaggi.com che ripercorre tutta la programmazione del Gruppo Oltremare. Caleidoscopio presenta per la prima volta online in maniera integrale la programmazione Sailing Life dedicata alle barche. Il prodotto di punta, le flottiglie On Board Xperience e Absolut Sailing, il noleggio di caicchi e charter in Grecia, Turchia, Croazia, Francia, Spagna e Caraibi e la sezione dedicata agli eventi di team building e incentive.
L’andamento delle flottiglie "è attualmente molto positivo - sottolinea Luca Adami, marketing manager -. Sono più di 90 le persone, tra individuali e gruppi di amici, che si sono già iscritte all'On board Xperience in Grecia, più di 45 invece gli iscritti all'Absolut sailing (periplo della Corsica). Le flottiglie sono state accolte molto bene dalle agenzie in quanto qualcosa di assolutamente nuovo per il mercato, che risponde al rinnovato bisogno di socializzazione della clientela, ma anche e soprattutto in quanto più facili da vendere su base individuale rispetto al classico noleggio charter da organizzare in toto. Il successo in particolare dell'On board Xperience di un pubblico più social che velistico ci hanno spinto a cambiare alcuni dettagli degli itinerari rendendoli più rilassanti, più edonistici e meno estremi di quanto non gli avessimo pianificati in catalogo. Tutti i dettagli sul cambio itinerario sono sul nuovo sito. Molte le richieste di charter e di noleggio caicchi, ma poco ancora il consolidato su questo fronte. Gli eventi aziendali crediamo che partiranno invece da settembre". 

Oltremare, il nuovo sito è online

Il nuovo sito di Oltremare è online e a breve lo sarà anche quello di caleidoscopio.“L’uscita dei nuovi siti chiude il cerchio cross mediale che il TO aveva messo a budget per l’inverno 2012 –  dice Luca Adami, marketing manager del gruppo - Il catalogo ‘Dreams’, vetrina cartacea che parla al consumer per immagini, ‘Viaggi 3.0 che parla al consumer del mondo tablet, i siti vetrina interattivi che presentano il gruppo, il blog e i profili social che dialogano e ascoltano il consumer e strumento più importante il sistema Travelab’, che con i suoi moduli Easy va a coprire i bisogni di risposte delle adv”.“I nuovi siti soddisfano delle esigenze strategiche secondo noi prioritarie, in primo luogo il fatto di avere un sito responsive e quindi compatibile con i diversi device, ma soprattutto di avere dei siti che per quanto apparentemente scarni di contenuti siano autogestibili sia in termini di SEO (Searching engine optmization) ma soprattutto  in termini di contenuti”, aggiunge Gianluca Noviello, webmaster del gruppo.“La scelta dei contenuti è certamente ricalcata dal nostro blog (www.travelab.it/news/ ), che grazie ai vari contenuti in RSS ed al valore degli articoli inseriti ha già inaspettatamente riscosso il favore della comunità internazionale dei blogger che ha letteralmente accolto i singoli post  con commenti favorevoli e lusinghieri”, sottolinea Luca Adami. Particolarmente soddisfatto del suo staff e della chiusura di questo cerchio cross mediale  da parte di tutto il suo staff Stefano Uva, direttore commerciale, ha coordinato quest’operazione dalla logica business to business, volta a aiutare le adv senza trascurare il consumer sempre più esigente ed evoluto in termini digitali.