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domenica 15 dicembre 2013

Pinterest il social network preferito per il social commerce negli USA


Secondo i dati Gigya nel terzo trimestre del 2013 gli Stati Uniti hanno rilevato un importante flusso di condivisioni di siti e applicazioni ecommerce sulle reti sociali. Sempre più social commerce, ma c’è stupore in quanto tra queste è Pinterest che ha registrato tra tutti la percentuale più alta di sharing.
La piattaforma lanciata nel 2010 da Ben Silbermann, Paul Sciarra e Evan Sharp, ha infatti raccolto il 44% delle condivisioni di siti e app ecommerce (il 41% nel secondo trimestre), contro il 37% di Facebook e il 12% di Twitter.
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Molto significativo è infatti che per quanto concerne il flusso di condivisioni generiche sui social network Pinterest è posizionato al terzo posto, con il 20%, dopo Twitter (30%) e Facebook (41%).
Lo studio Gigya ha esaminato la condivisione di contenuti anche per altri argomenti e Pinterest è risultato secondo nei viaggi, dopo Facebook (61%), con il 17% dello sharing, e terzo in molti altri settori, tra cui l’editoria (20%), l’education/non profit (8%) e il consumer brand (11%).

venerdì 11 ottobre 2013

Le imprese agricole toscane investono in Ecommerce e Social commerce

L’80% delle imprese agricole guidate da under 40 usa Facebook, il 60% ha un sito internet, la metà vorrebbe aprire uno store online per presentare servizi, vendere i propri prodotti e inviare la spesa direttamente a casa dell’acquirente. E’ quanto emerge da una recente indagine a campione condotta da Coldiretti Toscana  che fotografa la vivacità di un settore che si sta velocemente adeguando, anche grazie al progressivo cambio generazionale, alle nuove forme di comunicazione. Una campionatura che conferma, se pur a distanza temporale – fattore di non poco conto in un mondo dove tutto va molto più veloce e dove le tecnologie sono in continua evoluzione – il trend di raddoppio rilevato dall’ultimo censimento generale dell’agricoltura del 2010 e rispetto al censimento precedente datato 2000. Le aziende informatizzate sono (erano nel 2010!) 4.292 pari al 6% con una crescita superiore alla media nazionale che è del 3,8%. A dare un grande impulso al potenzialmente della “rete” nelle nostre campagne la presenza importante delle oltre 4mila strutture agrituristiche che confermano la regione Toscana al primo posto per l’accoglienza insieme alla centralità di un modello di gestione e marketing al passo con il consumatore-turista.
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Secondo sempre l’indagine di Coldiretti una “fetta” delle aziende agricole anima anche i blog mentre la totalità degli imprenditori giovani, cresciuti con Windows e Mac, ha un account di posta elettronica. C’è poi una parte evoluta di casi che al pc ha già sostituito i ltablet concentrando su un unico supporto tutto quello di cui ha bisogno. Una rivoluzione “digitale” epocale – la definisce Coldiretti – che ad una ulteriore accelerazione nei prossimi anni. Coldiretti (info su http://www.toscana.coldiretti.it) stima che saranno, entro la fine del 2014, almeno 10mila le aziende agricole toscane “in rete” pari al 13% di quelle presenti.

lunedì 7 ottobre 2013

Consumer sempre più influenzato dal social commerce

I consumatori ormai usano sempre di più il social commerce per i loro acquisti e ciò permette ai brand di interagire con gli acquirenti per garantire loro un'esperienza d'acquisto su misura.
I marketers stanno scoprendo che il social commerce aiuta a superare alcune delle più grandi sfide del marketing ovvero ottenere la sensibilizzazione, l'influenza e la fiducia del consumatore.I consumatori infatti si fidano dei loro amici e dei commenti e delle opinioni pubblicate sui social media relative ai grandi marchi e aziende. Il social commerce e il comportamento di acquisto sono poi altamente correlati con le prestazioni SEO, ciò fa sì che una mirata strategia di marketing sui social media sia ancora più importante.

Fare una buona strategia marketing sui social richiede la confluenza di tre grandi mondi: i social media, lo shopping on-line e le applicazioni mobili. Il social commerce permette ai marketers di sfruttare i social media per influenzare il comportamento d'acquisto dei consumatori, il social commerce poi va al cuore di ciò che unisce le persone è il loro interesse comune che li lega.
E' importante in questo contesto l'aumento delle reti social come Facebook e Twitter, Facebook ha 1,15 miliardi di utenti mensili attivi e più di un milione di inserzionisti attivi, Twitter ha circa 200 milioni di utenti attivi che inviano 400 milioni di tweet ogni giorno, il 67 per cento degli utenti di Twitter poi sono più propensi ad acquistare i brand che seguono online. Pinterest ,con i suoi 70 milioni di utenti batte in realtà Facebook quando si tratta di e-commerce, il 41 per cento del flusso delle informazioni condivise su siti di vendita al dettaglio finisce su Pinterest, mentre Facebook ottiene solo il 37 per cento.

venerdì 20 settembre 2013

Social media e aziende

Valorizzazione del brand, potenziamento della comunicazione e creazione di una community: sono questi gli esiti che gli utenti di Internet si attendono dall'uso dei social media. Sono alcuni dei risultati emersi dallo studio «Social Media Effectivess Use Assessment», condotto da Andrea Albanese, docente del modulo Corporate per il master in Social Networks Influence Design del Politecnico di Milano, su un campione di oltre 3.500 utenti distribuiti in 2.800 aziende diverse non lasciano dubbi.

Il 6,8% del campione dichiara di avere un team dedicato alle attività social, mentre il 29,3% sostiene di disporre di risorse dedicate alle attività dei social media e il 18,3% dichiara che più persone lavorano a tempo parziale per i social; il 14,8% si fa invece supportare da agenzie esterne e il 18,50% si affida a persone che autonomamente supportano l'azienda in questo tipo di attività. Il 35,9%, infine, dichiara di trovarsi ancora in una fase di studio. Per quanto concerne il gradimento, l'utilizzo e l'investimento in marketing sui social media, Youtube guida la classifica di quelli più graditi, seguito da Linkedln, Twitter e Facebook, anche se – tuttavia – rispetto ad anni fa, stanno utilizzando sempre più social network per tipi di comunicazione mirate a pubblici particolari o locali, come Slide Share, Pinterest, Facebook, Slideshare, Pinterest Google+, Flickr, Foursquare e Viadeo. Facebook, Linkedin e Youtube vengono usati per scopi personali rispettivamente dall'80,52%, dal 67,12% e dal 56,84% del campione. Uso aziendale: pari al 67,60%, 48,61% e 52,60%. E il budget per il marketing? Su facebook (25,97%), in You Tube (9,93%) e Twitter (7,47%).

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lunedì 22 ottobre 2012

Alitalia regala i biglietti on line a causa di baco informatico


Alitalia, nell'ambito di una nuova iniziativa pubblicitaria, sabato scorso ha dato il via a una "campagna planetaria" su Facebook dove offriva sconti del 25% sui biglietti, per qualsiasi destinazione e fino a esaurimento posti. La promozione  - pensata per aumentare la visibilità dell'azienda sul social network - si è però trasformata in un boomerang. All'inizio gli utenti Facebook potevano acquistare voli scontati del 25%, cedendo in cambio la propria email.

Un bug nel sistema di prenotazioni della sezione giapponese ha però reso possibile prenotare biglietti a costo zero. Una volta scoperto il trucco, grazie al tam tam in facebook, sarebbero state migliaia le persone che da tutto il mondo hanno preso "al volo" la possibilità di viaggiare gratis con Alitalia. Non si sa quanti, ma, anche se sui numeri non esiste alcuna conferma, si parla di migliaia di biglietti "regalati",
Certo è che la compagnia, a un certo punto, si è accorta del problema ed ha non solo ripristinato il corretto funzionamento del servizio online, ma come si può leggere sulla stessa pagina Facebook di Alitalia, ha annullato unilateralmente tutti i biglietti emessi a costo zero scatenando le ire dei confermati con regolare contratto. 

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martedì 25 settembre 2012

Facebook sperimenta micropagamenti con il mobile


Gli utenti di Facebook  di tre paesi : Germania, Regno Unito e Stati Uniti sono abilitati ai pagamenti "frictionless" attraverso il loro credito telefonico su servizi mobile web, i confini saranno ampliati e in particolare, esistono già accordi con gli operatori di telefonia mobile in Italia. Era un progetto annunciato in precedenza agli sviluppatori software che elaborano applicazioni per il social network.

Facebook diventa una porta per gli acquisiti a partire dallo schermo dei dispositivi mobili, come gli smartphone. In questo modo, gli iscritti della rete sociale online che, ad esempio, vogliono comprare un oggetto digitale o i "credits" all'interno di un'applicazione software possono pagare direttamente con il loro credito telefonico, senza dover fare ricorso ad altri strumenti per la transazione.

Nelle ultime settimane Facebook ha ripreso la corsa per trovare altre fonti che alimentino la sua macchina da soldi. È una ricerca ad ampio raggio. Ha chiesto alle attività commerciali di pagare per adoperare la piattaforma Offerte, prima gratuita. E procede con i test per varare un network pubblicitario dedicato ai dispositivi mobili, sulla scia di alcuni grandi colossi di internet e dell'high tech. Inoltre, dopo aver lanciato un'applicazione software per iOs 6, punta su Android per riguadagnare terreno. Non a caso Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, punta sull'accesso in mobilità. 

lunedì 24 settembre 2012

Diversi device e diverse strategie di fruibilità

Il mobile guida il processo d'acquisto, in altre parole lo user utilizza il proprio dispositivo mobile  - prima o durante il proprio acquisto in store - per ricercare informazioni sul prodotto, confrontare i prezzi, leggere commenti e recensioni.

I tablet invece incentivano il "couch commerce" (acquisto on line direttamente dal divano), non quindi nel ultimo miglio fisico del acquisto, ma è la nuova frontiera del ecommerce, in cui dimensioni , qualità di fruizione favoriscono la semplicità dell'acquisto e quindi incentivano il mercato ecommerce.
Questa utile generalizzazione è secondo me alla base di una strategia digitale di ecommerce, la base in altre parole su cui incentrare in base ai propri obiettivi l'interazione diretta e engagement dei potenziali clienti.
Nei diversi settori è infatti necessario pianificare strategie specifiche basate sulle caratteristiche di vendibilità del prodotto che andiamo a proporre e quindi determinare in primo luogo come impostare la nostra offerta di materiale digitale in maniera differente sui diversi mobile con queste logiche e altre logiche di fruibilità.
In altre parole se da un lato viaggi, editoria e musica sono settori maturi per ecommerce, i prodotti di largo consumo stanno avendo invece un processo più lento in tal senso e
usare quindi le stesse logiche su mobile non avrebbe senso, conviene secondo per i prodotti di largo consumo potenziare l'aspetto ROPO (infocommerce), sui viaggi il confronto prezzi e sulla musica la lunga coda dell'offerta dei singoli.

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venerdì 14 settembre 2012

Il modello Freemium

Il modello Freemium è un modello di pricing secondo cui sono offerte diverse versioni dello stesso prodotto o servizio prima gratis e poi a differenti livelli di prezzo.

Gli approcci del modello freemium sono di tipologie diverse :
  • Limitazione temporale : gratis per i primi 30 giorni e poi a pagamento (tipico di molti software on line)
  • Limitazione in base al numero degli utenti : accesso gratuito a un certo numero di utenti e poi a pagamento (modello tipico del social commerce o vendite private).
  • Limitazione in base al tipo di cliente : offerte gratis o accessibili per un target specifico di influencer, a pagamento per un target indifferenziato.  
  • Servizi che partono da una base di contenuti gratuiti di primo livello, per passare successivamente a contenuti più profondi non più gratuiti ma a pagamento (tipico di app e social network - linkedin).
Il modello freemium non è altro che uno sviluppo transettoriale dei modelli di revenue management delle compagnie aeree low cost e uno dei tanti esempi di come la segmentazione del prezzo può variare in funzione del tempo, del luogo e del utente stesso.

Il tempo è alla base delle strategie di dynamic pricing, per le quali i prezzi possono variare dinamicamente in funzione del tempo di prenotazione e d'acquisto, che generalmente vengono pianificate in funzione del ciclo di vita del prodotto o della stagionalità. 
Il luogo è invece alla base delle strategie di multichannel pricing che diversificano il pricing in base al luogo di acquisto. Diversificazione di prezzo che è generalmente prevista tra canali digitali e canali tradizionali, ma che è sempre più opportuno differenziare anche tra i diversi canali digitali, quali sito web, aggregatori offerta, social e quanto altro che sempre più spesso veicolano pacchetti d'offerta e prezzi diversificati. 
La diversificazione di prezzo infine è sempre più customizzazione e personalizzazione. Più un prodotto è plasmato sui bisogni, i gusti e i desideri del singolo utente, di una tribù o di una comunity più si realizzano le condizioni di una strategia customized pricing. 
   
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mercoledì 20 giugno 2012

Analisi quantitativa e qualitativa del consumatore multicanale

Il consumatore multicanale si muove a suo agio tra il mondo off line quello on line (ibrido),  è iper informato attraverso la rete ed è assimmetrico nei suoi comportamenti d'acquisto.
L'osservatorio multicanale di Nielesen evidenzia cinque diversi aggregati di consumatori, che esprimono caratteristiche e manifestano atteggiamenti verso la multicanalità molto distanti fra loro.



  • Esclusi (14% della popolazione) sono consumatori fuori dalle logiche di interazione multicanale e delegano gran parte dei loro acquisti alla marca. Consumatori fedeli e di marche note.
  • Indifferenti (17% della popolazione) sono sedentari e quindi poco attratti dalle novità, hanno poca fiducia nella tecnologia. Acquistano poco anche off line.
  • Tradizionali coinvolti (22% della popolazione) non conoscono in dettaglio le tecnologie, acquistano e interagiscono off line sia con consumatori che con le aziende. Italiano medio. 
  • Open Minded (28% della popolazione) sono tecnologicamente avanzati e curiosi rispetto alle novità. Sono orientati al Premium price e usano il web come canale di informazione. Sono poco fedeli. 
  • Reloaded (19% della popolazione) consumatori propriamente multicanale. Curiosi per natura, viaggiano molto e sono molto predisposti al acquisto sia on line che off line.   
Da considerare che open minded e reloaded rappresentano il 47% della popolazione italiana oltre i 14 anni. Acquistano con maggiore frequenza, sono più orientati verso segmenti premium di mercato e quindi più profittevoli in termini target e sono meno fedeli. Più il consumatore è predisposto ai mezzi digitali, meno appare fedele il suo rapporto con la marca. 
In conclusione il consumatore multicanale appare come più prezioso per le potenzialità di consumo, ma anche meno gestibile in quanto maggiormente orientato a sperimentare. 

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venerdì 4 maggio 2012

Facebook offers

E’ circa un mese che Facebook ha creato la nuova funzione “Offers”. Si tratta in sostanza di un nuovo servizio di social shopping, per il momento ancora in fase sperimentale, che consente alle aziende proprietarie di una fanpage di pubblicare offerte e sconti esclusivi per i propri fan. In questo modo si punta, da un lato, ad aumentare l’interazione e l’attaccamento dei fan nei confronti della fanpage, e, dall’altro, a fornire contenuti interessanti e stimolanti che possano conquistare nuovi “mi piace”.
 Una funzione molto interessante, dunque, che se gestita nel modo giusto può assicurare un engagement molto elevato e una notevole viralità grazie al passaparola generato dalle offerte. Per il momento Facebook annuncia che questa funzionalità è disponibile soltanto in un numero di paesi limitato e per determinate tipologie di fanpage (generalmente quelle che hanno investito molto in Facebook Ads o che hanno un numero di fan altissimo). Ma visitando l’area di assistenza dedicata agli amministratori di pagine fan, che riguarda la tematica delle Facebook Offers, si legge :
“Le offerte sono disponibili in versione beta solo per un numero limitato di pagine di aziende locali, ma prevediamo di estenderle ad altre pagine entro breve tempo. Se desideri pubblicare offerte ma la tua pagina non dispone ancora dell’opzione per farlo, comunicarlo al team delle pagine.” C’è quindi da aspettarsi a breve l’estensione di questa nuova funzione super attesa per tutte le fanpage.