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lunedì 7 ottobre 2013

Consumer sempre più influenzato dal social commerce

I consumatori ormai usano sempre di più il social commerce per i loro acquisti e ciò permette ai brand di interagire con gli acquirenti per garantire loro un'esperienza d'acquisto su misura.
I marketers stanno scoprendo che il social commerce aiuta a superare alcune delle più grandi sfide del marketing ovvero ottenere la sensibilizzazione, l'influenza e la fiducia del consumatore.I consumatori infatti si fidano dei loro amici e dei commenti e delle opinioni pubblicate sui social media relative ai grandi marchi e aziende. Il social commerce e il comportamento di acquisto sono poi altamente correlati con le prestazioni SEO, ciò fa sì che una mirata strategia di marketing sui social media sia ancora più importante.

Fare una buona strategia marketing sui social richiede la confluenza di tre grandi mondi: i social media, lo shopping on-line e le applicazioni mobili. Il social commerce permette ai marketers di sfruttare i social media per influenzare il comportamento d'acquisto dei consumatori, il social commerce poi va al cuore di ciò che unisce le persone è il loro interesse comune che li lega.
E' importante in questo contesto l'aumento delle reti social come Facebook e Twitter, Facebook ha 1,15 miliardi di utenti mensili attivi e più di un milione di inserzionisti attivi, Twitter ha circa 200 milioni di utenti attivi che inviano 400 milioni di tweet ogni giorno, il 67 per cento degli utenti di Twitter poi sono più propensi ad acquistare i brand che seguono online. Pinterest ,con i suoi 70 milioni di utenti batte in realtà Facebook quando si tratta di e-commerce, il 41 per cento del flusso delle informazioni condivise su siti di vendita al dettaglio finisce su Pinterest, mentre Facebook ottiene solo il 37 per cento.

venerdì 4 ottobre 2013

Gap digitale Italia / Europa

I dati Eurostat restituiscono un’immagine inquietante del gap digitale che sta distinguendo l’Italia dagli altri Paesi europei: ben il 37% degli italiani non ha usato Internet del 2012, contro il 22% della media europea; solo il 33% interagisce con la Pubblica Amministrazione via Internet, e una percentuale ancora inferiore, l’11%, ha acquistato online negli ultimi tre mesi, un terzo della media europea (35%) e un sesto degli e-shopper inglesi, che raggiungono quasi il 65%.
Dai dati Netcomm ContactLab emerge, infatti che “gli ostacoli all’utilizzo dell’eCommerce sono soprattutto legati a una scarsa fiducia nei siti che offrono questo servizio. All’origine della diffidenza vi è il bisogno recondito di toccare la merce (40%), l’attaccamento al contate (31%), i timori verso il pagamento online (31%), e, in terza istanza, o il timore di non ricevere il prodotto (27%), ma anche la paura che il recesso sia complicato (26%)”.
Ma allo stesso tempo dai dati Netcomm HumanHighway emerge come il 91% degli acquirenti online dia al canale eCommerce un voto superiore a 7. Chi ha sperimentato il servizio offerto dall’eCommerce risulta quindi largamente soddisfatto dell’esperienza vissuta.
cultura digitale
“Ci troviamo quindi di fronte a un problema di natura soprattutto culturale: manca una formazione degli italiani all’utilizzo di Internet sia da un punto di vista personale che professionale” afferma Roberto Liscia, presidente Netcomm, che prosegue “da un lato, infatti, manca un’adeguata educazione a riconoscere i veri rischi presenti nella rete a usufruire di tutti i vantaggi garantiti dall’eCommerce a livello di sicurezza e di qualità del servizio; dall’altro lato non c’è un’adeguata formazione di figure professionali che possano sviluppare nuovi modelli di business multicanale in grado di integrare retail fisico e online.”