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lunedì 14 ottobre 2013

New York, la più ricercata on line dagli Italiani


New york city
Come ogni anno, nel secondo lunedì del mese di ottobre, si tiene in America il Columbus Day, manifestazione dedicata alla commemorazione dell’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo il 12 ottobre 1492.
Per questa occasione l’Osservatorio del più grande motore di ricerca prezzi hotel al mondo, ha analizzato le ricerche on-line verso gli Stati Uniti da parte degli utenti europei in viaggio durante l’estate appena passata.
Dall’analisi è emerso che, nel periodo da gennaio a luglio 2013, New York è stata la meta più ricercata dagli Italiani, con il 13% di presenze sul totale, incoronandola così città americana più amata dai connazionali. La bandiera tricolore sventola alta anche a Miami Beach (13%), Boston (12%), Washington ( 9%) e Chicago (9%), mentre interessa meno la “patria” di Walt Disney, Orlando, e Las Vegas.
I Tedeschi e gli Inglesi la fanno sicuramente da padroni nella ricerca on-line verso gli USA, “conquistando” 9 delle 12 destinazioni analizzate. Ben il 35% dei Tedeschi, infatti, ha indirizzato la propria ricerca on-line verso la “città degli eccessi”, Las Vegas, e San Francisco, mentre gli Inglesi regnano sovrani nelle ricerche su Orlando con il 54% di presenze. L’Osservatorio  ha infine registrato una discreta presenza di Francesi nelle città come Los Angeles, Las Vegas, Miami Beach e Orlando mentre gli Spagnoli hanno espresso la propria preferenza verso città come Chicago e New York.

venerdì 26 aprile 2013

Google, supermercato globale dell'informazione


Comparire tra i primi risultati dei motori di ricerca è come presentarsi nel momento esatto in cui il cliente (esistente o potenziale) cerca ciò che stai vendendo, in pratica è come farsi trovare da un target super mirato nel momento in cui il cliente cerca quello che vende la tua azienda, il marketing sui motori di ricerca è quindi una pubblicità :

  • Mirata
  • Tempestiva
  • Efficiente


Partendo da questo presupposto i motori di ricerca altro non sono dei supermercati globali dell’informazione. Google nel panorama dei motori di ricerca, domina incontrastato nelle principali economie del mondo, questi infatti oltre ad essere il primo proprietario di web server al mondo (supera 1 milione), gestisce l’indice di svariati miliardi di pagine e ogni giorno milioni di utenti lo usano per cercare informazioni. 


Nel nostro mondo gli acquisti sono sempre più banalizzati e la fedeltà di marca è scesa ai suoi minimi storici, essere quindi nella prima pagina dei motori di ricerca ed in particolare di google può attrarre crescenti quote di mercato rispetto alla concorrenza.

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giovedì 18 aprile 2013

Google Hotel Finder



Dopo avere scovato e analizzato google flight search,  conoscendo bene i sistemi XML e H2H mi sono chiesto ma perché google dovrebbe fermarsi ai voli quando sarebbe ancora più semplice interfacciare gli hotel?

Sono bastati pochi smanettamenti  e mi si è palesato “Google Hotel Finder” … un invito a digitare località, nome hotel o macrozona … “ SICILIA” …. la data di interesse e come per magia mi compaiono 2414 proposte alberghiere con tanto di mappa che puoi filtrare in base al prezzo, alla classe (stelle), alle valutazioni dei clienti ed al prezzo più scontato. La prenotazione è a quel punto indirizzata o a olta o a banche letti o al sito del hotel direttamente.  


Usability e semplicità sono come sempre la parola d’ordine della soluzione hotel di finder di google, l’offerta è spaventosamente enorme al punto da essere apparentemente dispersiva, la logica è sempre quella del advertising.
A mia opinione la piattaforma è ancora in fase di ottimizzazione: i risultati per svariate destinazioni italiane sono ancora poco precisi, confusi e senza apparente logica. La certezza è che per Google è facile migliorarsi e che un vero e proprio lancio di queste piattaforme  potrebbero cambiare la stagione 2013 - 2014 non c'è ancora stato. Basta infatti pensare che ancora oggi in base al momento a cui ci si collega google flight search ci sono i prezzi in dollari o in euro. 
Le riflessioni e le domande sono talmente tante che non riesco neanche al momento ad ordinarle …  

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lunedì 8 aprile 2013

Youtube fa un miliardo di utenti mese


Se youtube fosse un paese, sarebbe "il terzo più grande al mondo, dopo Cina e India". Alla base del successo soprattutto i video musicali. Fondato nel 2005 da tre ex dipendenti di PayPal, YouTube si è rivelato un successo immediato. Dopo appena un anno, per acquistarlo Google dovette sborsare 1,65 miliardi di dollari.


Oggi è certamente il canale televisivo più visto del mondo.
Con il boom degli smartphone e il successo dei social network, quasi una persona su due che naviga su Internet carica o visualizza video su YouTube. Nel settembre scorso, era stato Facebook a raggiungere la soglia del miliardo di utenti unici. E anche per il social network fondato da Mark Zuckerberg sono serviti solo 8 anni per raggiungere il successo. A far moltiplicare i clic su YouTube sono soprattutto i video musicali.


L'ultimo caso è quello del cantante sudcoreano PSY che con la sua hit 'Gangnam Style' ha raggiunto l'incredibile cifra di 1,45 miliardi di visualizzazioni.

Con ricavi pubblicitari e programmi di partnership tra i più importanti per Google. Che ora punta all' innesto con produttori di contenuti a pagamento specificamente progettati per Youtube, ormai raggiungibile anche come un normale canale Tv attraverso i televisori di ultima generazione e dispositivi esterni per la connected-tv.

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Nuovo sistema di pagamento on line by Mozilla

Facilitare i pagamenti via Web. Questa l'idea a cui sta lavorando Mozilla. Un nuovo sistema per operare online, integrato nel sistema operativo Firefox OS, che sulla carta si propone come una vera e propria alternativa alle piattaforme che vanno oggi per la maggiore, da PayPal al borsellino elettronico (il Wallet) di Google.

Una soluzione aperta in un mondo di sistemi chiusi, premesso che il sistema in questione è attualmente in fase di sviluppo e sperimentale, traspare come l'intento sia quello di scardinare gli equilibri di un mondo (quelli dei pagamenti online) per certi versi "sigillato" in diversi compartimenti, poco propensi a dialogare e non particolarmente ricettivi verso gli standard o le tecnologie ritenute tali (a cominciare ovviamente dall'Nfc). 
La Web Api, dopo il battesimo su Firefox OS, dovrebbe essere supportata dal browser Firefox sia nella versione desktop che in quella per Android. 
L'obiettivo di Mozilla è infatti quello di creare uno strumento comune ed accessibile a tutti i soggetti del digital e mobile payment, circuiti di pagamento.

Lo schema di funzionamento del sistema messo a punto da Mozilla è piuttosto semplice e si può in sintesi riassumere come segue: quando un'applicazione Web attiva l'Api (navigator.mozPay) su Firefox OS, viene aperta una finestra di autenticazione sullo schermo del telefonino che richiede l'inserimento di una password.
Dall'interfaccia l'utente provvede quindi ad addebitare le proprie spese o sull'abbonamento in essere con l'operatore telefonico o sulla propria carta di credito.

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What'Up nelle mire di Google?


WhatsApp, il sistema di messaggistica istantanea multipiattaforma che viaggia su numeri stratosferici (oltre un miliardo di sms inviati al giorno), è l'oggetto del desiderio di ogni colosso dell'hi-tech.

Nelle ultime ore è Google ad averci messo gli occhi sopra, presentando un'offerta con pochi precedenti: un miliardo di dollari. Quella di Google è una scelta mirata. L'intento (ormai chiarissimo) è quello di contrastare l'avanzata di Facebook. Le ultime mosse di Zuckerberg hanno spaventato Google: da una parte Facebook Home, che rivoluzionerà i telefoni con sistema operativo Android, dall'altra la scelta di introdurre le telefonate in VoiP nella App di Facebook Mobile. 

Non cautelarsi, dunque, vorrebbe dire per Google lasciare il settore mobile interamente in mano a Facebook.
Da qui la scelta di puntare forte su WhatsApp. Se da un lato i blog statunitensi hanno già stimato che la celebre App di messaggistica potrebbe portare nelle casse di Google circa 100milioni di dollari all'anno, molti ritengono che il vero obiettivo che hanno a Mountain View è integrare WhatsApp a Google+.

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martedì 19 marzo 2013

Riflessioni su Google Flight Search

Oggi proprio non ce la facevo a non pensarci, dopo averlo testato questa mattina ...  
Le cose che mi hanno colpito maggiormente sono la semplicità di utilizzo delle mappe ... il loro impatto visivo che permette di avere una quota base (al momento espressa in dollari) sui maggiori aeroporti visualizzati, mappe ingrandibili e rimpicciolibili in base alle esigenze ... che variano la quota base in base al giorno di partenza. 
   
  

Lo scorrimento delle date, il visualizzatore di tratte che identifica le varie compagnie, il prezzo ed il benchmark conseguente. Tutto molto semplice, efficace e usufruibile da parte di chiunque sia in grado di digitare qualche cosa su un computer.


Non ho mai avuto dubbi sul fatto che avrebbe avuto queste caratteristiche, quello che mi domando è che conseguenze porterà? .... tutte queste informazioni sono anni che sono già on line  .... ma il fatto che mi fa riflettere è che più della metà delle persone che conosco hanno come home page google .. moltissimi di questi prenotano già i loro voli on line .... ma in questi anni ho assistito alla rivoluzione che ha apportato facebook in termini di famigliarità socio-generazionale trasversale al web ... e moltissimi usavano già o computer .... 
Google quanto potrebbe quindi impattare sul mondo dei viaggi? Nell'immediato su chi impatta maggiormente questa new entry ? ... GDS (Global Distribution System) o OTA (on line travel agency) ... Agenzie o Tour Operator ? Le compagnie aeree sono felici di questo nuovo canale? Non sono spaventate che un colosso come Google possa acquisire un posizionamento tale da impattare in maniera ancora più incisiva sui loro bilanci? 
Molte realtà turistiche hanno investito e investono nel web .... riusciranno a tenere in termini di competitività tecnologica con un colosso come Google? Molte sono le domande che mi si pongono ... molte sono per me al momento senza risposta. 
      
Se qualcuno vuole provarlo ed esprimere la sua opinione  https://www.google.it/flights/ 

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Google Flight Search


Dopo diversi annunci (Google diventa GDS - 8/3/2012) è stato rilasciato anche sul mercato italiano Google Flight Search, il servizio di ricerca voli del primo motore di ricerca al mondo, con funzionalità che potrebbero cambiare profondamente l'approccio di acquisto dei viaggiatori. Lanciato nel settembre 2011 negli Stati Uniti, Google estende dunque il servizio all'Europa in cinque mercati: Italia, Regno Unito,  Francia, Spagna e Olanda.  Le lingue di ricerca sono otto: inglese, francese, italiano, spagnolo, basco, catalano, galiziano e olandese, e si possono vedere i prezzi nella valuta locale.

Esso genera un elenco facile da leggere e utile per confrontare diverse opzioni e trovare il volo più comodo, meno costoso,  calibrando la durata del viaggio sulla base dei propri desideri e bisogni. Il selettore di google flight ti permette di capire qual è il momento migliore per pianificare il viaggio: in quali date è meno costoso, trascinando avanti o indietro il “selettore di data”, oppure cliccare sull’icona "prezzi più bassi" per confrontare una serie di date in una sola volta.
Google flight permette inoltre di selezionare le destinazioni sulla mappa, di esplorare tutte le destinazioni alle quali si è interessati e una volta fissato l’aeroporto di partenza di visualizzare i prezzi (al momento in dollari) dei biglietti in tempo reale navigando all’interno della mappa, mentre i risultati possono essere filtrati per prezzo, compagnia aerea o durata del volo.


Nel caso in cui Google non sia in grado di trovare tutte le soluzioni proposte dal mercato, lo comunica in maniera trasparente agli utenti in modo che sappiano che ci potrebbero essere delle alternative indicandole o dando solo l’operativo con la dicitura prezzo sconosciuto.
Per prenotare infine il volo al momento google indirizza o alla compagnia direttamente o alla OTA che gli ha fornito l’informazione con il best price e avaliability. 

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lunedì 21 gennaio 2013

Facebook search


Il primo indizio è arrivato da rumors americani che hanno insinuato che un motore di ricerca potrebbe mettere ordine tra le attività degli utenti e che ciò sarebbe funzionale a far crescere gli utili di facebook in termini pubblicitari. Il secondo indizio è che  sono ormai alcuni mesi che  Facebook (Bot-shares) ha iniziato a raccogliere una straordinaria quantità di informazioni dai siti che scandaglia, e i bot servono ai motori di ricerca per scansire, mappare, analizzare ed archiviare le pagine di un sito web.

«Qualcuno mi consiglia un libro?» è una domanda abbastanza frequente tra gli status su Facebook. Un film, le vacanze per l'estate o il locale per il sabato sera. Il social network rende più semplice il meccanismo più antico del mondo: chiedere un consiglio alle persone che conosciamo, le persone di cui proprio perché ne consociamo gusti e affinità elettive ci fidiamo maggiormente.
La verità è che facebook ha lanciato graph search. In sostanza una risposta organica a questo genere di domande. Un motore di ricerca che indaga le attività fatte dagli utenti all'interno del social network oppure sui siti che Facebook ha abbracciato da quando, con Open Graph, è uscito dai suoi confini con i tasti like. 

Facebook nasce da una diversa visione rispetto a Google: il web della ricerca via algoritmo contro il web sociale fatto da amici, interessi, informazioni di significato. L'arrivo di un motore di ricerca interno non è una rivoluzione ma piuttosto un'evoluzione della natura di Facebook. Metterà ordine nel flusso un po' confuso di status, foto, like e apps all'interno della bacheca per un uso on demand. Per ogni domanda, arriveranno risposte a partire dai nostri amici e poi, per livelli di privacy impostati in precedenza, gli amici dei nostri amici. Il suo obiettivo è tenere al suo interno gli utenti il più possibile, aumentandone con sequenzialmente l’audience che ricordiamo on line è sempre misurabile o forse banalizzando, la sfida tra Google e Facebook è quella di essere scelti dagli utenti come pagina iniziale del proprio browser, o più concretamente l’obiettivo trattenere gli utenti con nuovi servizi e ingolosire in questo modo il mercato pubblicitario, per ora dominato da Google. Per dare un'idea delle proporzioni, nel terzo trimestre 2012 il motore di ricerca ha registrato ricavi per 14,10 miliardi di dollari mentre nello stesso il giro d'affari di Facebook è stato di 1,26 miliardi di dollari (1,09 provenienti dalla pubblicità). Con il miglioramento delle funzioni di ricerca Facebook può ricalcare il modello Adwords di Google con i risultati sponsorizzati.

Cambia il modo di immaginare la ricerca: gli utenti sono in grado di porre domande non soltanto per parole chiave, ma in modo più articolato. A orientare l'esplorazione possono essere anche gli interessi. Ad esempio, la "musica che piace ai miei amici", "le nazioni dove sono stati i miei amici", oppure "trovare persone che hanno espresso una preferenza per Obama, Monti o Berlusconi”, o domande ancora più complicate e specifiche come “la musica che piace alle persone che sono musicisti o deejay". Generalizzando graph search crea immense possibilità combinatorie che possono essere raffinate attraverso un pannello dove selezionare gli elementi in modo da filtrare i risultati desiderati.
Un'anteprima di Graph Search è accessibile da qui (https://www.facebook.com/about/graphsearch): avrà una barra in alto visibile in ogni pagina, dove gli utenti potranno restringere il campo di ricerca in modo progressivo. E’ solo l’inizio ma lascia intravedere una complessa intelligenza artificiale. Può contare sul social network su cui poggia il grafo sociale costruito dai suoi iscritti che è il più grande mai esistito. 

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giovedì 6 dicembre 2012

Il tempo passato sui social network cresce del 21% in un anno


Arrivano a 121,18 miliardi di minuti, rispetto agli 88,48 del 2011. In un anno è aumentato del 21% il tempo trascorso su pc o smartphone: sono 129,4 i miliardi di minuti impiegati dagli utenti sulle mobile apps. Negli Stati Uniti a essere coinvolte sono soprattutto donne, l'età media è tra 25-34 anni e l'etnia prevalente ispanica. Per Pinterest in un anno è un balzo in avanti (1047%), seguito sul podio da Google+ (80%) e Tumblr (55%): segna invece un lieve arretramento Facebook (-4%) che resta il più visitato negli Usa. Il report esplora inoltre il contesto delle connessioni con i social media.

Il 16% degli intervistati sceglie tablet, preceduti soltanto da cellulari (46%) e personal computer (94%).Nella frequentazione dei social media gli utenti investono il 20% del loro tempo sui pc e il 30% su dispositivi mobili. Su dispositivi mobili Twitter mostra un incremento del tempo in cui cattura l'attenzione degli utenti del 140% in un anno.
E’ ancora presto per avere dati freschi sugli altri media, ma quello che si può da subito riscontare è lo spazio crescente  della social tv. Il 38% degli europei partecipa ai social media quando guarda la televisione Un terzo degli utenti di Twitter ha inviato messaggi relativi a programmi televisivi, ha alimentato conversazioni online. Smartphone e tablet sono adoperati durante la visione di show e film per cercare informazioni sui programmi, shopping o navigare nei social network. I display diventano anche uno spazio per trovare coupon e informazioni sui prodotti. 
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