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lunedì 12 settembre 2011

Scegliere i canali distributivi

Uno dei fattori che può essere identificato come elemento critico di successo per la vendita di un prodotto o  servizio è quello che riguarda la selezione dei canali di distribuzione. 
L’identificazione degli eventuali intermediari più appropriati. L’individuazione di eventuali alternative distributive al fine di ottenere il miglior rapporto fra costi di canale e margini di vendita e ciò che rappresenta per il valore della marca presso il cliente finale sono oggi  tra le scelte di marketing più complesse.
E’ in realtà molto più complesso che rendere semplicemente disponibile il prodotto o servizio giusto, nel luogo giusto, nel momento giusto e con il giusto grado di personalizzazione.
Per la definizione del più appropriato sistema distributivo innanzitutto occorre valutare gli obiettivi di marketing prefissi e l’analisi dei bisogni del segmento target a cui si fa riferimento. Occorre in altre parole valutare il tipo di copertura, in quali zone e a quali clienti rendere fruibile il prodotto o servizio.
E’ necessario in primo luogo capire che tipo di obiettivi distributivi ci si propone :
-                     Copertura totale con obiettivo di rendere fruibile il prodotto per la totalità del mercato disponibile, attraverso la capillarizzazione distributiva.
-                     Copertura parziale con obiettivo di selezionare una quota del mercato disponibile.
Definiti i detti obiettivi bisogna quindi definire l’architettura distributiva di base :

-                     Distribuzione esclusiva : in una determinata zona viene concessa un esclusiva territoriale e di prodotto, tipica di prodotti a valore elevato e acquisto infrequente con un elevato valore di marca percepito dal cliente finale.
-                     Distribuzione selettiva : prodotto solo in certi e selezionati punti vendita, tipica di prodotti mediamente elevati e caratterizzati da acquisto frequente.
-                     Distribuzione intensiva : tipica di prodotti  a basso valore unitario e caratterizzati da acquisti così frequenti da non mettere nelle condizioni il cliente di dover cercare il prodotto. Ne consegue una capillarità di accesso che richiede un canale distributivo esteso.
Nell’identificazione del canale di distribuzione più appropriato e nella modifica del sistema distributivo  è di fondamentale importanza la valutazione del ciclo di vita del prodotto e del mercato, soprattutto in relazione al eventuale cambiamento del modello di acquisto da parte del fruitore finale.
Nel definire la propria strategia di canale, un’azienda deve stabilire un compromesso tra la struttura ideale e quella realizzabile. 
Per la scelta del sistema di canali, l’azienda deve porsi e rispondere a tre domande :
-                     Quali sono i bisogni dei clienti ?
-                     Quali obiettivi di canale ha azienda?
-                     Quali sono le alternative disponibili?
I criteri di valutazione di un canale rispetto ad un altro sono tre :
-                     Economicità : valutazione rapporto tra costi e ricavi derivanti dall’utilizzo di quello specifico canale
-                     Controllo : controllo attuabile sul canale. Attenzione venditori al prodotto e l’approccio di vendita sul cliente finale.
-                     Adattamento : la scelta di un canale rappresenta impegni e quindi perdita di flessibilità.
Un canale che richiede una forte riduzione di flessibilità sarà preso in considerazione solo se nettamente superiore in termini di economicità e controllo.
In questo momento stiamo assistendo a due principali linee di tendenza :
-                     Riduzione della lunghezza del canale : Le aziende alla ricerca di disintermediazione e soprattutto  di un rafforzamento del rapporto con il cliente finale attraverso politiche di marca, stanno andando direttamente al cliente e costruendo una propria catena.
-                     Crescita della multicanalità : le aziende per raggiungere il cliente finale utilizzano contemporaneamente più canali distributivi.

venerdì 9 settembre 2011

La comunicazione in ambito B2B

La comunicazione in ambito B2B avviene tra imprese ed è pertanto sintetizzabile come un insieme di relazioni bilaterali e multilaterali finalizzate alla produzione e scambio di beni e servizi gestiti secondo un’ottica di lungo periodo. Una corretta attività relazionale con i clienti attuali e potenziali e la visibilità sul mercato porta a quella che comunemente si chiama “reputazione o immagine”. La percezione da parte della corporate reputation è determinante per trasmettere quei valori di sicurezza, garanzia, affidabilità e credibilità necessari per l’affermazione del valore della marca.
Le relazioni pubbliche bilaterali e multilaterali devono essere razionalizzate sulla base di alcuni messaggi chiave del azienda, sintetizzabili nella Corporate Pyramid :

Una volta razionalizzati ed espressi i nostri messaggi ed il posizionamento che ci prefiggiamo, l’azienda deve semplicemente mettersi in ascolto degli interlocutori, monitorando costantemente il livello di recepimento e gradimento dei messaggi e pertanto della azienda.
Gli strumenti di comunicazione e relazionali  per la gestione della comunicazione sono svariati:
La vendita di relazione

Il processo che gestisce la relazione con il cliente costituisce per l’azienda B2B una delle più proficue leve per generare business. E’ necessario pertanto a questo punto distinguere tra vendita distributiva e vendita di relazione.
Nella vendita distributiva prevalgono il prezzo, la disponibilità del prodotto e le condizioni di fornitura (sconti e condizioni commerciali); nella vendita di relazione a parità di prodotto, per il successo della trattativa prevalgono differenti e specifici aspetti intangibili, quali :
-                     Qualità del rapporto interpersonale
-                     Analisi delle esigenze del cliente
-                     Sviluppo di valore aggiunto
-                     Servizio
La vendita di relazione costituisce pertanto il differenziale competitivo strategico, in quanto mentre la parte tangibile è copiabile, la detta cultura commerciale intangibile (servizio) diventa il vantaggio competitivo del azienda.  Nella vendita di relazione la strategia della conoscenza è l’elemento di successo. La vendita di relazione richiede pertanto che il venditore diventi “esperto” del proprio cliente. Il venditore di relazione  deve pertanto oltre ad avere una completa conoscenza del azienda che propone in termini di servizi, prodotti e procedure, deve inoltre possedere per avere capacità negoziale e gestire la relazione d’affari una perfetta conoscenza del cliente. Il cliente non subisce più soltanto i messaggi del azienda, ma esige dal venditore un approccio personalizzato, pilotato da ciò che gli è effettivamente utile e pratico. In altre parole il venditore dev’essere orientato allo sviluppo di utilità e valore nella soddisfazione di esigenze e bisogni dei clienti. La mancanza di dette caratteristiche relazionali produce con il cliente un rapporto non collaborativo, inconsistente e privo di credibilità e pertanto non produttivo.
Internet in ambito B2B ha avuto ed ha un potenziale di fortissimo sviluppo in quanto oltre ad avere spesso una maggiore flessibilità complessiva, rappresenta un alternativa valida nei rapporti consolidati tra imprese ai rapporti ad personam, il tutto caratterizzato da fortissimi risparmi sia per l’azienda venditrice che per l’acquirente, in altre parole in presenza di un rapporto consolidato relazionale tra imprese il canale internet consente una riduzione di costi tale per entrambe le parti da diventare riduttivo per il successo d’impresa il rapporto ad personam.

lunedì 4 luglio 2011

Costruire e valorizzare un brand di successo


Il consumatore può scegliere tra una varietà quasi infinita di prodotti, il successo di un prodotto rispetto agli altri concorrenti è certamente legato a fattori tangibili quali la qualità intrinseca, il prezzo e la reperibilità del medesimo, ma si basa anche su elementi intangibili che hanno la funzione di differenziarlo dagli altri sul mercato con le medesime caratteristiche tangibili.
Questi elementi intangibili sono alla base del concetto di brand (marca) o processo che rende “visibile e unico” un prodotto rispetto agli altri della medesima categoria. 
Il brand deve mirare a creare una relazione valoriale tra il prodotto e clienti che lo acquistano, ciò che in altre parole unisce il consumatore e l’azienda nel momento del’acquisto. Si è pertanto in presenza di un brand quando i beni perdono la loro essenza di merce / servizio generico per acquisire invece uno status superiore di prodotto di marca.
Il brand deve riassumere in sé tutti gli aspetti tangibili (logo, azienda, pubblicità e relazione) con quelli intangibili (vision, promessa / aspettativa, servizio), e deve in questo modo instillare nella mente del consumatore che non ci sono sul mercato altri prodotti o servizi che hanno la stessa qualità di quello che stanno scegliendo o che rispondano meglio alle loro specifiche esigenze. Un brand deve rispondere ai bisogni dei consumatori, mantenendo la promessa al momento dell’acquisto, ma deve soprattutto per essere tale sviluppare il capitale d’impresa. Il marchio è un valore per l’impresa ed è uno degli elementi che va a costruire il patrimonio dell’ impresa stessa.

Regole per un brand vincente sono :
-                     Mantenere la promessa iniziale in termini qualitativi e di perfomance e di servizio (valori tangibili)
-                     Differenziarsi in termini culturali e innovativi dai concorrenti.
-                     Essere portatore di principi e valori in cui il consumatore si possa riconoscere ed entrare quindi in relazione con l’azienda.