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mercoledì 10 maggio 2017
lunedì 20 febbraio 2017
lunedì 23 gennaio 2017
lunedì 9 gennaio 2017
mercoledì 4 gennaio 2017
lunedì 24 ottobre 2016
Ecommerce - Marketing & Advertising - Distribuzione % Attività
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martedì 4 ottobre 2016
AIRBNB EXPERIENCE
In questi giorni mi sono imbattuto
in questa pagina di airbnb (https://www.airbnb.it/experience/signup)
… essendo una persona estremamente curiosa non ho potuto fare a meno
di leggere il tutto e ho letto queste frasi.
“Mostra ai Viaggiatori un Nuovo
Volto della Tua Città. Guadagna
dei soldi extra mostrando ai viaggiatori i tuoi luoghi preferiti oppure
ospitando un'attività con i tuoi amici.
Gemme nascoste
Aiuta i viaggiatori a scoprire quel parco o quel museo poco
conosciuto che i locali amano.
Cultura locale
Organizza una art walk o un picnic con i tuoi amici, così i
viaggiatori possono vedere come vivono gli abitanti del posto.
Attività uniche
Metti in mostra i tuoi talenti insegnando ai viaggiatori
qualcosa di nuovo, come cucinare o fare surf.”
Se non avete capito di cosa si tratta. Credo in primo luogo che
Vi possa aiutare anche questa altra pagina che ho trovato dedicata a San
Francisco (https://www.airbnb.it/experience/san-francisco).
L’idea che mi sono fatto io è piuttosto
banale .. AIRBNB invita l’utenza a vendere e proporre le proprie esperienze
locali … alla stregua di un’autista UBER (ma senza macchina) … alla stregua di
un personal shopper (ma multi-target) … proponi la tua / le tue passioni locali
da sperimentare agli utenti di AIRBNB.
Ho pensato che “IDEA”! .. ha tutte le caratteristiche che
dovrebbe avere una startup esponenziale …. Ha un altissimo livello di engagement
che gli può permettere di avere staff on demand infinito … è facilmente
sviluppabile tecnologicamente … è facilmente gestibile con algoritmi di
gradimento … è democratica (se per AIRBNB devi avere una locazione da
gestire/affittare qua è sufficiente avere una passione) … è social … è tribal … e AIRBNB ha
sicuramente modo di renderla visibile
Insomma che bomba scalabile! Minaccia o opportunità?
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giovedì 6 giugno 2013
Online il nuovo sito di Oltremare
29/05/2013 - E’ on line il nuovo sito www.oltremareviaggi.com ed entro la fine di questa settimana sarà on line anche www.caleidoscopioviaggi.com. “L’uscita dei nuovi siti chiude il cerchio cross mediale che il tour operator aveva messo strategicamente a budget per l’inverno 2012 – “ dichiara Luca Adami, marketing manager del gruppo. “Il catalogo Dreams vetrina cartacea che parla emozionalmente al consumer per immagini e idee di viaggio combinato, Viaggi 3.0 che parla digitalmente al consumer del mondo tablet invitandolo a rivolgersi alle agenzie, i siti vetrina interattivi che presentano il gruppo, il blog e i profili social che dialogano e ascoltano il consumer e strumento più importante il sistema Travelab, che con i suoi moduli Easy e su misura vanno alla stregua di un pozzo dei desideri a coprire i bisogni di risposte delle agenzie di viaggio … tutto ciò è il cerchio cross mediale che il gruppo aveva strategicamente disegnato all’inizio del anno e che parla lo stesso linguaggio emozionale in ogni suo canale”. “I nuovi siti soddisfano inoltre delle esigenze strategiche oggi secondo noi prioritarie, in primo luogo il fatto di avere un sito responsive e quindi compatibile con i diversi device (Computer, tablet e smartphone ecc.) oggi sempre più utilizzati in maniera diversificata nella navigazione, ma soprattutto di avere dei siti che per quanto oggi apparentemente scarni di contenuti siano autogestibili sia in termini di SEO (Searching engine optmization) ma soprattutto in termini di contenuti,” continua Gianluca Noviello, webmaster del gruppo. “La scelta dei contenuti è certamente ricalcata dal ns. blog che grazie ai vari contenuti in RSS ed al valore degli articoli inseriti ha già inaspettatamente riscosso il favore della comunità internazionale dei blogger che ha letteralmente accolto i singoli post con commenti favorevoli e lusinghieri”, dichiara infine Luca Adami. Particolarmente soddisfatto del suo staff e della chiusura di questo cerchio cross mediale da parte di tutto il suo staff Stefano Uva, che in quanto direttore commerciale ha coordinato quest’operazione dalla logica business to business, volta a aiutare le agenzie di viaggi senza trascurare il consumer sempre più esigente ed evoluto in termini digitali.
mercoledì 29 agosto 2012
Obiettivi e tipologie di gamer da definire in un progetto di gamification
Un progetto di gamification deve avere alla base degli obiettivi che devono essere da subito ben definiti e che classificabili principalmente in quattro macro - categorie :
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- Engagement : creare un interazione costante tra prodotto e utente su una scala temporale breve, media e lunga. Nel caso di un sito web ad esempio può essere tradotto nell'aumentare la frequenza e durata della visita e il tasso di profilazione.
- Used generated content : stimolare la partecipazione attiva attraverso la creazione di contenuti dal basso, inserendo foto, video, recensioni o stimolando partecipazione a sondaggi o quiz.
- Social : il fattore virale è fondamentale per garantire la propagazione del brand limitando così il budget di marketing.
- Fatturato : aumentare - migliorare chiaramente grazie alla gamification l'andamento delle revenue.
- Achiever : vogliono diventare sempre più potenti avanzando nel gioco, in una partita a carte sono quelli che tengono il punteggio.
- Explorer : si appassionano alla storia del gioco, il loro obiettivo è la conoscenza e amano imparare sempre giochi nuovi.
- Killer : amano la sfida nel gioco, il loro obiettivo è vincere.
- Socializer : il gioco per loro è socializzazione
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venerdì 4 maggio 2012
Facebook offers
E’ circa un mese che Facebook ha
creato la nuova funzione “Offers”. Si tratta in sostanza di un nuovo servizio di social shopping,
per il momento ancora in fase sperimentale, che consente alle aziende
proprietarie di una fanpage di pubblicare
offerte e sconti esclusivi per i propri fan. In questo modo si punta, da
un lato, ad aumentare l’interazione e
l’attaccamento dei fan nei confronti della fanpage, e, dall’altro, a fornire
contenuti interessanti e stimolanti che possano conquistare nuovi “mi piace”.
Una funzione molto interessante,
dunque, che se gestita nel modo giusto può assicurare un engagement molto elevato e una notevole viralità grazie al passaparola generato dalle
offerte. Per il momento Facebook annuncia che questa funzionalità è disponibile
soltanto in un numero di paesi limitato e per determinate tipologie di fanpage
(generalmente quelle che hanno investito molto in Facebook Ads o che hanno un
numero di fan altissimo). Ma visitando l’area di assistenza dedicata agli amministratori di
pagine fan, che riguarda la tematica delle Facebook Offers, si legge
:
“Le offerte sono disponibili in
versione beta solo per un numero limitato di pagine di aziende locali, ma
prevediamo di estenderle ad altre pagine entro breve tempo. Se desideri
pubblicare offerte ma la tua pagina non dispone ancora dell’opzione per farlo,
comunicarlo al team delle pagine.” C’è quindi da aspettarsi a breve l’estensione
di questa nuova funzione super attesa per tutte le fanpage.
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sabato 28 aprile 2012
Advertising e social media
In advertising noi gestiamo la comunicazione, la imponiamo, nei social e più in generale su internet noi chiediamo il permesso di interagire.
I social media sono pertanto uno strumento efficace per dimostrare cosa l'azienda "fa" : superano la contrapposizione tra quello che un'azienda dice in comunicazione e quello che fa in realtà costruendo quindi con logiche di coinvolgimento pratico una percezione di marca che può arricchire il brand.
Dà servizio, colloquia, offre a volte divertimento, fa formazione, testa prodotti insomma fa delle azioni, non si limita a riproporre messaggi pubblicitari che fanno sentire l'utente una mera sorgente di incasso. L'azienda proprio per questi motivi quando entra sui social deve restarci presente, attiva e costantemente operativa. Per questo proprio non capisco, malgrado sia molto frequente, come sia pensabile esternalizzare l'attività di social marketing che dovrebbe per appunto essere basata proprio sull' operatività quotidiana. Tempo, soldi, persone e competenze, bisogna fin da subito definire le risorse e dimensionare quindi l'attività possibile.
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I social media sono pertanto uno strumento efficace per dimostrare cosa l'azienda "fa" : superano la contrapposizione tra quello che un'azienda dice in comunicazione e quello che fa in realtà costruendo quindi con logiche di coinvolgimento pratico una percezione di marca che può arricchire il brand.
Dà servizio, colloquia, offre a volte divertimento, fa formazione, testa prodotti insomma fa delle azioni, non si limita a riproporre messaggi pubblicitari che fanno sentire l'utente una mera sorgente di incasso. L'azienda proprio per questi motivi quando entra sui social deve restarci presente, attiva e costantemente operativa. Per questo proprio non capisco, malgrado sia molto frequente, come sia pensabile esternalizzare l'attività di social marketing che dovrebbe per appunto essere basata proprio sull' operatività quotidiana. Tempo, soldi, persone e competenze, bisogna fin da subito definire le risorse e dimensionare quindi l'attività possibile.
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Influencers
Il fatto più bello della rete è la possibilità di accesso alle informazioni ed alla condivisione dei contenuti da parte delle persone. Sempre più aziende possono coinvolgere i propri clienti in maniera costante e personale, tutti possono contribuire ed alle aziende conviene ascoltare, ma sono solo alcuni gli anticipatori, gli influencer, gli altri seguono e completano il percorso.
In pratica non è importante la quantità di followers che si ha, bensì la quantità e la qualità del pubblico che lo ascolta. Gli influencer, sono quasi sempre dei cool hunter, che forniscono informazioni e approfondimenti ritenuti affidabili; tenuti in grande considerazione in quanto portano argomentazioni che si distinguono e cosa più importante le loro opinioni hanno un "forte impatto".
Possono essere persone singole, siti web, blog ma si distinguono per credibilità, raggiungibilità e stile nel far convivere competenza, popolarità, umiltà e capacità persuasiva nel saper influenzare.
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I social media sono una sperimentazione continua
I social media non si valutano solo sui numeri di persone raggiunte, ma sull'efficacia su di loro della nostra comunicazione; è pertanto necessario monitorare costantemente quanto ci stiamo avvicinando al raggiungimento dei nostri obiettivi, sia per migliorare la nostra strategia, ma soprattutto per ottimizzare quella dei prossimi progetti.
E' necessario apprendere e comprendere cosa ha funzionato e cosa no in maniera di intervenire eventualmente già nel corso del progetto per apportare correttivi e migliorare l'efficienza delle risorse investite. E' quindi fondamentale un orientamento al ascolto (learning), non solo a fine progetto ma in ogni step, per intervenire, migliorare e correggere strategie future. In altre parole anche proprio per la loro natura innovativa ed in continua evoluzione sia in termini di opportunità ma anche di usabilities il lavoro sui social network sono una sperimentazione continua.
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mercoledì 25 aprile 2012
Acquisti pianificati e di impulso
La psicologia dei consumi ci insegna che gli acquisti possono essere principalmente di due tipologie:
- Acquisti pianificati e consapevoli in cui il consumatore è maggiormente coinvolto e che hanno alla base una ricerca razionale e comparata di informazioni.
- Acquisti di impulso e non programmati, la cui motivazione non è razionale ma dovuta al bisogno di gratificazione ed intrattenimento.
Il consumatore che voglia pianificare un acquisto nel web trova, motori di ricerca che gli mostrano dove e come il prodotto è disponibile, motori di comparazione di prezzo che gli indica dove è più conveniente, forum e blog in cui i consumatori lasciano le loro impressioni sui prodotti e i social network tramite i quali può innestare con il minimo sforzo meccanismi di consulenza, passaparola tra amici.
Il web è quindi il maggiore strumento razionale per pianificare un acquisto.
Molti consumatori ricercano nel web anche emozioni, emulazioni e sensi di appartenenza e proprio questi sono gli elementi che sono alla base di un acquisto di impulso. Basti pensare al successo del social shopping e di aziende come Groupon , privalia o let bonus che coinvolgono il consumatore nell'illusione più o meno reale di un'offerta speciale per fargli fare un acquisto di impulso. Acquisto che spesso ricade su quel prodotto e/o marca non più qualitativamente superiore, ma che risulta essere più gratificante e attraente on line.
Il ruolo del web oggi è pertanto sempre più strategicamente prioritario per un brand che si voglia proporre sul mercato.
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- Acquisti pianificati e consapevoli in cui il consumatore è maggiormente coinvolto e che hanno alla base una ricerca razionale e comparata di informazioni.
- Acquisti di impulso e non programmati, la cui motivazione non è razionale ma dovuta al bisogno di gratificazione ed intrattenimento.
Il consumatore che voglia pianificare un acquisto nel web trova, motori di ricerca che gli mostrano dove e come il prodotto è disponibile, motori di comparazione di prezzo che gli indica dove è più conveniente, forum e blog in cui i consumatori lasciano le loro impressioni sui prodotti e i social network tramite i quali può innestare con il minimo sforzo meccanismi di consulenza, passaparola tra amici.
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Molti consumatori ricercano nel web anche emozioni, emulazioni e sensi di appartenenza e proprio questi sono gli elementi che sono alla base di un acquisto di impulso. Basti pensare al successo del social shopping e di aziende come Groupon , privalia o let bonus che coinvolgono il consumatore nell'illusione più o meno reale di un'offerta speciale per fargli fare un acquisto di impulso. Acquisto che spesso ricade su quel prodotto e/o marca non più qualitativamente superiore, ma che risulta essere più gratificante e attraente on line.
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mercoledì 18 aprile 2012
Klout sempre più business oriented
www.klout.com è una piattaforma che misura l’influenza degli
utenti sui principali social media, attraverso la capacità di
creare contenuti e coinvolgere la propria audience.
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klout perk è uno strumento di pr 2.0 i klout perk sono prodotti, servizi o esperienze offerti
dalle aziende che si possono guadagnare grazie alla propria influenza. Virgin, starbucks e tanti altri brand stanno utilizzando questa importante
leva di marketing e pr per
individuare e relazionarsi con i social
media influencer più
interessanti. Un’azione che sembra certificare il crescente valore del
social marketing anche se in questo caso all’utente non è richiesto di parlare
(bene) di quanto gli viene offerto. E’ possibile anche aumentare l’efficacia legando
questa azione a particolari eventi. Calcolo del klout score per i social aziendali è
uno strumento per la valutazione strategica nei social network. D’altra parte, brand
e marketing manager possono calcolare il klout score dei social
media che gestiscono a livello corporate, per comprendere quali strategie stanno funzionando e cosa dovrebbe
essere gestito in modo diverso. In altre parole, in questo caso il klout score diventa un ottimo
driver per valutare il social media roi, se il rapporto
investimenti/risultati raggiunti è positivo o potrebbe essere migliorato.
Klout volendo
legarsi sempre di più alle aziende che
fanno social marketing lancia brand squad finalizzato al lancio
delle brand
page, l’azienda ha scelto come partner e tester. Red bull
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martedì 17 aprile 2012
Il contest via facebook di Heineken
Ipotiziamo che la gente oggi ascolti meglio quando è
coinvolta, quando c’è uno spazio per fare
sentire la propria opinione ed i propri suggerimenti. Ipotiziamo che tramite le
nuove tecnologie la gente non solo abbia facoltà di farsele queste opinioni, ma
anche di esprimerli questi suggerimenti e spesso sotto forma di critiche. Inizia
a quel punto un processo di democratizzazione dei brand.
Definizione dei bisogni del
cliente
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Il consumer diventa
quindi un consum-attore, a volte protagonista. Lo ha capito molto bene Heineken
che in occasione del suo 140° anniversario ha pensato
di vestire delle bottiglie in edizione limitata con una nuova grafica. I
creativi? Gli utenti.
In particolare, l’azienda ha
aperto un contest via Facebook per i fan da tutte le parti del Mondo, alla
ricerca dello stile migliore con cui celebrare i suoi 140 anni. Obiettivo dei
partecipanti? Disegnare la bottiglia del futuro, un futuro in cui le persone
saranno sempre più connesse tra loro.
Heineken ha così non solo
incoraggiato gli utenti a partecipare al contest, ma ha invitato i designer a
connettersi tra loro per collaborare alla creazione della grafica. Parte della
competizione prevede infatti che i partecipanti si connettano via Facebook per
formare coppie di disegnatori in cui ognuno deve mettere insieme il proprio
disegno con quello del partner.
Decine
di migliaia di utenti
hanno partecipato all’iniziativa inviando le loro proposte, e i migliori
progetti sono stati giudicati da una giuria di esperti a New
York.L’applicazione
facebook messa a disposizione dalla nota marca di birre ha ricevuto più di
30.000
visite
da circa 100
paesi
nel Mondo. La
migliore proposta grafica, premiata
per la sua creatività e connettività,
vestirà 1
milione di bottiglie
che saranno messe in commercio a fine anno.
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lunedì 16 aprile 2012
Quanto e come è usato il social marketing secondo Social Media Examiner
Social Media Examiner ha coinvolto più
di 3800 marketer che hanno rivelato dove e come concentrano le proprie
attività sui social media, quanto tempo investono su di essi e quali risultati
hanno ottenuto.Praticamente tutti gli intervistati (94%) hanno
dichiarato di impiegare i social media per scopi di marketing. L’83% di
questi ha affermato che i social media sono stati importanti per la loro
azienda, anche se il dato è in calo rispetto a quello del 2011, dove il 90%
pensava che i social media siano importanti.
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A differenza di quanto
si possa immaginare, le aziende B2B hanno utilizzato i social media in
misura maggiore (il 18,3% ha riferito di utilizzarli da 3 anni o più)
rispetto alle B2C (il 14% ha indicato di utilizzarli da 3 anni o più).Il 59% utilizza i
social media per 6 ore o più alla settimana, dei quali il 15% arriva
a dedicarci ben più di 20 ore a settimana.
E’
interessante notare come Google+ viene utilizzato dal 40% dei marketer,
percentuale significativa considerando l’età di questo social network e il
fatto che le pagine aziendali sono state introdotte alla fine del 2011. Google+ è sotto
stretta osservazione da parte degli addetti ai lavori e il 67% ha intenzione di aumentare le
attività su questo social network.
Come intendono
cambiare l’utilizzo dei social network nel prossimo futuro.
Il 76% ha dichiarato
di voler aumentare l’utilizzo di YouTube e dei video in generale,
considerato come settore chiave per la crescita. Il 72% degli
intervistati ha indicato Facebook come social sul quale aumentare le
proprie attività perchè è visto come uno strumento col quale raggiungere
risultati notevoli. Facebook, inoltre, è visto come il social network
con il quale iniziare le proprie attività di social media marketing. È
stato chiesto anche di quali social network si vuole approfondire la
conoscenza. Al primo posto troviamo Google+ (70%) seguito da blog,
Facebook, LinkedIn, Youtube e Twitter, tutti con percentuali superiori al 50%.
Anche qui notiamo come i siti di photo sharing ottengano solo un 38%.I blog si
confermano come un focus per il social media marketing. Il 68% dei
marketer intervistati ha dichiarato di voler aumentare le proprie attività di
blogging.
In generale si prevede
dunque di aumentare l’utilizzo dei vari social media anche se per alcuni – siti
di photo sharing, forum, social bookmarking, geolocalizzazione e daily deals
– i dati di previsione di utilizzo restano minori rispetto a quelli di non
utilizzo. Dato strano e interessante allo stesso tempo visti i grandi
successi che ottengono soprattutto i siti e le applicazioni di photo sharing
quali Instagram e Pinterest. Il 68% ha
dichiarato di volter aumentare i propri sforzi nella SEO. Seguono l’email
marketing (61%) e gli eventi (56%).
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giovedì 12 aprile 2012
Google+ a 170 millioni di utenti registrati
Il social network Google+ ha annunciato il traguardo
raggiunto di 170 milioni di iscritti. Erano 90 milioni a gennaio. Arrivano
anche grazie all'integrazione con altre piattaforme. Ad esempio, chi si
registra per la prima volta su YouTube apre una pagina personale nella rete
sociale online.
La settimana scorsa Larry Page, amministratore delegato di Google, aveva dichiarato che gli utenti attivi al mese, invece, erano cento milioni: è stato tra i principali sostenitori per il lancio di un social network, dopo un lungo processo di elaborazione che aveva portato al varo di Buzz, poi abbandonato.L'evoluzione del design che ha debuttato da poco punta
sui videoritrovi (o "hangout" in inglese): sono spazi per comunicare
attraverso video, accessibili anche in forma pubblica, e connessi con le chat.
Viene aperta un'area "esplora" per scandagliare la rete sociale. La
barra degli strumenti è spostata sul lato sinistro. L'espansione di Google verso i social network
coinvolge anche il cuore del suo motore di ricerca: all'inizio dell'anno aveva
varato un'integrazione con le reti sociali online, "Plus your world",
non ancora arrivata in Italia. È una sorta di lente d'ingrandimento che porta
in primo piano video, fotografie e testi condivisi da un utente e dai suoi
contatti online.
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La settimana scorsa Larry Page, amministratore delegato di Google, aveva dichiarato che gli utenti attivi al mese, invece, erano cento milioni: è stato tra i principali sostenitori per il lancio di un social network, dopo un lungo processo di elaborazione che aveva portato al varo di Buzz, poi abbandonato.
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martedì 10 aprile 2012
Facebook compra Instagram
Facebook, che vola verso la quotazione al Nasdaq,
acquista Instagram, l'azienda che ha progettato un'applicazione software per
gestire le fotografie scattate da iPhone e, di recente, anche da cellulari
Android: secondo una nota ufficiale l'accordo vale «circa un miliardo di
dollari», inclusi titoli azionari del social network, e sarà concluso entro
giugno. Instagram crescerà in modo
indipendente, ma potrà avere il supporto del team di ingegneri del social
network e le sue infrastrutture per continuare la sua espansione, anche in
altre reti sociali online.
I fondatori di Instagram, Kevin Systrom e Mike Kriege chiariscono che la loro società «resterà la stessa che conoscete e amate, sarete in grado di condividere con altri social network», scrivono nel post, e «avrete tutte le altre feature che rendono l'applicazione così divertente e unica».
Instagram in meno di due anni ha raggiunto trenta milioni di utenti soltanto su iPhone: permette di scattare immagini e modificarle attraverso filtri creativi. Le fotografie poi vengono condivise nei social network. Dichiara di ricevere cinque milioni di scatti al giorno. È diventato il punto di partenza per costruire una community di appassionati. Era in trattativa per un finanziamento di 50 milioni di dollari da Sequoia, un gruppo di venture capital che in passato ha sostenuto i primi passi di Google e Apple. Con lo sbarco su ANDROID ha ottenuto un milione di download in meno di una giornata. E aveva accelerato la marcia nonostante la moltiplicazione di rivali che, però, non sono riusciti a decollare.
Per Facebook si tratta un'acquisizione strategica: la condivisione di immagini è stata il motore del suo successo agli esordi, quando gli studenti delle università inviavano le loro fotografie nelle pagine del social network. Riceve 250 milioni di scatti al giorno. L'accordo diventa un ulteriore tassello nell'espansione su piattaforme mobili, come i cellulari e i tablet.
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Blendr, la versione etero per incontri occasionali di Grindr
Blendr è un’applicazione di geo-social networking che ti consente di
scoprire gli utenti nelle vicinanze, di esplorare i loro profili e iniziare a
chattare. Blendr è un’app di social network che ti fa interagire con le persone
che si trovano nelle vicinanze. I servizi basati sulla località di Blendr ti
consentono di conoscere persone che condividono i tuoi interessi e che amano
visitare gli stessi luoghi che tu preferisci.
Dopo il successo di Grindr (Tritacarne), l’applicazione gay-oriented per incontri geolocati e piccanti riservata agli omosex, arriva anche Blendr per etero in cerca di avventure. I creatori di Grindr intendono replicare il successo del loro programma “primogenito”: un’app per iPhone che facilita l’incontro di uomini gay e bisessuali, in base alla propria posizione geografica. Il numero degli utenti del servizio è arrivato a quota 2 milioni nel giro di due anni. Come il gaio predecessore, anche Blendr prospetta di essere “veloce, conveniente e discreto”. È infatti possibile selezionare gli utenti più vicini, in cerca di amicizia e incontri reali. Anche se gli autori dichiarano che la parentela tra le due app, Blendr e Grindr, è solo parziale, dato che sul app omo tutto è focalizzato sugli incontri e invece su Blendr gli interessi che accomunano le persone possono essere molteplici, le due applicazioni sono molto simili.
Quante donne interessate? - Il successo di Blendr dipende solo dai numeri: esiste un sufficiente numero di utenti femminili, propensi a contattare e incontrare promiscuamente uomini e ragazzi, solo perché di bell’aspetto e vicini geograficamente, tale da decretare il successo dell’applicazione?
Sarà, ma secondo me erano preferibili e addirittura più romantici i cucchi da bancone anni '90.
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